Bce vara acquisto bond e i mercati festeggiano. Giù lo spread, tassi Btp da record. L'euro ai minimi da 11 anni sul dollaro
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERILa Bce vara il piano di acquisto di titoli: l'operazione è superiore alle stime degli analisti che scommettevano su 50-55 miliardi di euro al mese. In calo la moneta unica a 1,14 nei confronti del dollaro. Cala il rendimento dei bund tedeschi che saranno i più acquistati. Btp al minimo storico sotto quota 1,6%
MILANO - La Banca centrale europea comprerà titoli per 60 miliardi di euro al mese, almeno fino a settembre 2016. L'obiettivo è di riportare l'inflazione media annua poco sotto il 2% nel medio periodo. E inoltre il board dell'Eurotower non tocca i tassi d'interesse, che restano fermi al minimo storico dello 0,05%. Il quantitative easing annunciato da Mario Draghi inizierà a marzo: gli acquisti avverranno sulla base della quota di capitale della Bce nelle mani dei singoli Paesi.
Immediata la reazione sul mercato dei titoli di Stato: lo spread, la differenza di rendimento tra rendimento tra Bund tedeschi a Btp a 10 anni scende fino a 108 punti base, poi risale a 117 punti (comunque in calo rispetto alla vigilia) in scia alle parole di Draghi che ha spiegato il meccanismo di acquisto di titoli: il debito nazionale verrà acquistato pro-quota e quindi l'Eurotower comprare debito tedesco, francese, italiano e così via a scalare sulla base dal capitale Bce n…
Immediata la reazione sul mercato dei titoli di Stato: lo spread, la differenza di rendimento tra rendimento tra Bund tedeschi a Btp a 10 anni scende fino a 108 punti base, poi risale a 117 punti (comunque in calo rispetto alla vigilia) in scia alle parole di Draghi che ha spiegato il meccanismo di acquisto di titoli: il debito nazionale verrà acquistato pro-quota e quindi l'Eurotower comprare debito tedesco, francese, italiano e così via a scalare sulla base dal capitale Bce n…
MILANO - La Banca centrale europea comprerà titoli per 60 miliardi di euro al mese, almeno fino a settembre 2016. L'obiettivo è di riportare l'inflazione media annua poco sotto il 2% nel medio periodo. E inoltre il board dell'Eurotower non tocca i tassi d'interesse, che restano fermi al minimo storico dello 0,05%. Il quantitative easing annunciato da Mario Draghi inizierà a marzo: gli acquisti avverranno sulla base della quota di capitale della Bce nelle mani dei singoli Paesi.
Immediata la reazione sul mercato dei titoli di Stato: lo spread, la differenza di rendimento tra rendimento tra Bund tedeschi a Btp a 10 anni scende fino a 108 punti base, poi risale a 117 punti (comunque in calo rispetto alla vigilia) in scia alle parole di Draghi che ha spiegato il meccanismo di acquisto di titoli: il debito nazionale verrà acquistato pro-quota e quindi l'Eurotower comprare debito tedesco, francese, italiano e così via a scalare sulla base dal capitale Bce nelle mani dei singoli Stati. I titoli di Stato italiani però aggiornano i loro minimi storici con un tasso in discesa all'1,55%. Lo stesso fanno tutti i titoli degli altri Paesi dell'Eurozona. La Grecia che rientrerà nel piano di acquisto, a patto di mantenere gli impegni sul fronte delle riforme, ha registrato un calo dei rendimenti dei titoli a 10 anni di 46 punti base.
Nervosa la reazione dei mercati che prima volano, poi rallentano prima dell'accelerata finale: Milano arriva quasi al +3% e poi ritraccia fino al +0,8% e chiude a +2,44%. Parigi termina gli scambi in rialzo dell'1,52%, Londra si apprezza dell'1,02% e Francoforte dell'1,32%. La piazza svizzera, invece, accusa il colpo e perde lo 0,3% sui timori di un nuovo apprezzamento della valuta elvetica. In ripresa Wall Street: il Dow Jones avanza dello 0,7% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq sale dello 0,9%.
Anche nel valutario si risente l'eco di Draghi: l'euro si è indebolito sul dollaro, scendendo sotto quota 1,14 e attestandosi a 1,1381, livello minimo da oltre 11 anni. In forte calo la moneta europea anche sullo yen a 134,64, mentre il rapporto fra dollaro e yen è a 118,02 (118,07). Al premier Matteo Renzi però non basta: "Sogno la parità con il dollaro", un livello che da un lato aumenterebbe l'inflazione per le importazioni, ma spingerebbe all'estero il made in Italy. La Cina, intanto, ribadisce la sua intenzione di puntare sull'euro: "Continueremo a comprare la moneta unica".
Al di là della Bce, protagonista indiscussa, la giornata è comunque ricca di eventi macroeconomici di rilievo, almeno per l'Italia dove si registra il calo degli ordini e del fatturato dell'industria a novembre e l'aumento dei consumi. Nel frattempo aumenta a
gennaio la fiducia dei consumatori Ue che sale di 2,4 punti a quota -8,5 punti nella zona euro rispetto a dicembre e di 1,7 punti a quota -5,8 punti nella Ue. In Spagna, intanto, il tasso di disoccupazione scende al 23,7% nel 2014 rimandendo il più alto dell'Unione europa: il governo aveva previsto che si attestasse al 24,2%. Si registrano anche i dati Eurostat sul debito pubblico: nel terzo trimestre 2014 quello italiano è sceso al 13,18% del Pil, 2 punti in meno del periodo precedente, mentre a livello Ue il dato è dell'86,6%.
Passa quindi in secondo piano, almeno per oggi, il calo delle quotazioni del petrolio che scontano il probabile rialzo delle scorte Usa: il Wti scambia a 47 dollari, il Brent a 49. In calo sotto quota 1.300 dollari le quotazioni dell'oro. In mattinata la Borsa di Tokyo ha archiviato le seduta con un lieve rialzo (+0,28%).
Immediata la reazione sul mercato dei titoli di Stato: lo spread, la differenza di rendimento tra rendimento tra Bund tedeschi a Btp a 10 anni scende fino a 108 punti base, poi risale a 117 punti (comunque in calo rispetto alla vigilia) in scia alle parole di Draghi che ha spiegato il meccanismo di acquisto di titoli: il debito nazionale verrà acquistato pro-quota e quindi l'Eurotower comprare debito tedesco, francese, italiano e così via a scalare sulla base dal capitale Bce nelle mani dei singoli Stati. I titoli di Stato italiani però aggiornano i loro minimi storici con un tasso in discesa all'1,55%. Lo stesso fanno tutti i titoli degli altri Paesi dell'Eurozona. La Grecia che rientrerà nel piano di acquisto, a patto di mantenere gli impegni sul fronte delle riforme, ha registrato un calo dei rendimenti dei titoli a 10 anni di 46 punti base.
Nervosa la reazione dei mercati che prima volano, poi rallentano prima dell'accelerata finale: Milano arriva quasi al +3% e poi ritraccia fino al +0,8% e chiude a +2,44%. Parigi termina gli scambi in rialzo dell'1,52%, Londra si apprezza dell'1,02% e Francoforte dell'1,32%. La piazza svizzera, invece, accusa il colpo e perde lo 0,3% sui timori di un nuovo apprezzamento della valuta elvetica. In ripresa Wall Street: il Dow Jones avanza dello 0,7% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq sale dello 0,9%.
Anche nel valutario si risente l'eco di Draghi: l'euro si è indebolito sul dollaro, scendendo sotto quota 1,14 e attestandosi a 1,1381, livello minimo da oltre 11 anni. In forte calo la moneta europea anche sullo yen a 134,64, mentre il rapporto fra dollaro e yen è a 118,02 (118,07). Al premier Matteo Renzi però non basta: "Sogno la parità con il dollaro", un livello che da un lato aumenterebbe l'inflazione per le importazioni, ma spingerebbe all'estero il made in Italy. La Cina, intanto, ribadisce la sua intenzione di puntare sull'euro: "Continueremo a comprare la moneta unica".
Al di là della Bce, protagonista indiscussa, la giornata è comunque ricca di eventi macroeconomici di rilievo, almeno per l'Italia dove si registra il calo degli ordini e del fatturato dell'industria a novembre e l'aumento dei consumi. Nel frattempo aumenta a
gennaio la fiducia dei consumatori Ue che sale di 2,4 punti a quota -8,5 punti nella zona euro rispetto a dicembre e di 1,7 punti a quota -5,8 punti nella Ue. In Spagna, intanto, il tasso di disoccupazione scende al 23,7% nel 2014 rimandendo il più alto dell'Unione europa: il governo aveva previsto che si attestasse al 24,2%. Si registrano anche i dati Eurostat sul debito pubblico: nel terzo trimestre 2014 quello italiano è sceso al 13,18% del Pil, 2 punti in meno del periodo precedente, mentre a livello Ue il dato è dell'86,6%.
Passa quindi in secondo piano, almeno per oggi, il calo delle quotazioni del petrolio che scontano il probabile rialzo delle scorte Usa: il Wti scambia a 47 dollari, il Brent a 49. In calo sotto quota 1.300 dollari le quotazioni dell'oro. In mattinata la Borsa di Tokyo ha archiviato le seduta con un lieve rialzo (+0,28%).