Economia

Crollano le vendite di Barbie, via l'amministratore delegato

Dopo tre anni al vertice della società Bryan Stockton lascia la guida di Mattel, al suo posto Christopher Sinclar: gli acquisti di bambole sono calati del 21% contribuendo a una discesa dei profitti del 22% e dei ricavi dell'8%

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MILANO - La crisi non risparmia neppure Barbie e Ken. Simbolo del benessere, oggetti di culto in ogni cameretta fino a pochi anni fa, non riescono più a fare breccia nei cuori dei bambini sempre più presi da videogame e nuovi giocattoli. A fare le spese è l'amministratore delegato di Mattel, Bryan Stockton, che lascia la guida del colosso dopo tre anni: le vendite dei marchi - tra cui anche Fisher Price - calano senza sosta da cinque trimestri. Il suo posto verrà preso da Christopher A. Sinclair, che siede nel consiglio di amministrazione di Mattel dal 1996.

Nell'ultimo trimestre dello scorso anno i ricavi hanno nuovamente mancato le stime degli analisti con un calo a 1,99 miliardi (-6%) contro gli attesi 2,14 miliardi. Neppure le feste di Natale, dunque, sono servite a rimettere in carreggiata il gruppo californiano. A complicare la vita del gruppo è arrivata anche la decisione di Walt Disney di non rinnovare la licenza con Mattel per le sue bambole: dal 2016 saranno prodotte da Hasbro.

Nel terzo trimestre le vendite della bambola che ha fatto giocare per 55 anni milioni di bambine sono crollate del 21% contribuendo a un calo dei profitti del 22% e dei ricavi dell'8%: "Questa è una compagnia eccezionale con un grande futuro, ma il consiglio di amministrazione crede che sia arrivato il momento per un cambio al vertice che massimizzi il suo potenziale" ha detto in un comunicato Sinclair.