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La Borsa di Atene crolla con le banche: in rosso l'Europa

Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha ribadito che "gli impegni vanno rispettati", la Merkel ha chiuso la porta sulla ristrutturazione del debito ellenico. Spread stabile sotto quota 115 punti, Btp in area l'1,5%. Ctz al minimo storico. Ancora debole il petrolio
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MILANO - Atene crolla con i titoli bancari, chiude la seduta in calo del 5% (indice Ftse/ase), e zavorra le Borse del Vecchio continente che ieri avevano archiviato con un sospiro di sollievo la prima seduta dopo la vittoira elettorale di Alexis Tsipras. Se la vittora del partito anti austerity non ha agitato i mercati nell'immediato, oggi spaventa i titoli finanziari: gli addetti ai lavori temono che la Grecia possa arrivare a non onorare i propri i impegni sul fronte del debito. Il nuovo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, è però un economista pragmatico: chiederà una ristrutturazione del debito, sapendo di dover accettare un compromesso. 

D'altra parte ai margini della riunione Ecofin a Bruxelles il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha ribadito che "gli impegni vanno rispettati", mentre la Merkel ha chiuso la porta a Tsipras sul fronte della ristrutturazione del debito. L'euro comunque pare risentire più della manovr…
MILANO - Atene crolla con i titoli bancari, chiude la seduta in calo del 5% (indice Ftse/ase), e zavorra le Borse del Vecchio continente che ieri avevano archiviato con un sospiro di sollievo la prima seduta dopo la vittoira elettorale di Alexis Tsipras. Se la vittora del partito anti austerity non ha agitato i mercati nell'immediato, oggi spaventa i titoli finanziari: gli addetti ai lavori temono che la Grecia possa arrivare a non onorare i propri i impegni sul fronte del debito. Il nuovo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, è però un economista pragmatico: chiederà una ristrutturazione del debito, sapendo di dover accettare un compromesso. 

D'altra parte ai margini della riunione Ecofin a Bruxelles il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha ribadito che "gli impegni vanno rispettati", mentre la Merkel ha chiuso la porta a Tsipras sul fronte della ristrutturazione del debito. L'euro comunque pare risentire più della manovra di alleggerimento monetario da 1.140 miliardi lanciata giovedì scorso dalla Bce che della vittoria di Tsipras ad Atene: l'euro continua a viaggiare in rialzo grazie alle prese di beneficio degli investitori che avevano scommesso al ribasso prima dell'annuncio del quantitative easing della Bce. La moneta comune passa di mano per 1,1374 dollari.

L'Italia è tornata al centro dell'attenzione con la prima emissione di titoli di Stato dopo la mossa della Bce e il voto della Grecia: il Tesoro ha collocato Ctz a 24 mesi fino a 2 miliardi di euro con il tasso al minimo storico dello 0,281%. Venduti anche Btp indicizzati all'inflazione dell'Eurozona con scadenza 5 e 30 anni per il massimo importo complessivo di un miliardo. Il tasso sul quinquennale è pari allo 0,2% e quello sul trentennale all'1,16%. Domani sarà la volta dei titoli a 5 e 10 anni fino a un massimo complessivo di 6,5 miliardi di euro. Nel frattempo lo spread - la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi - è stabile in area 115 punti base, mentre il debito italiano rende l'1,52%.

In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in calo dello 0,53%, meglio di Parigi che arretra dell'1% e di Francoforte che perde l'1,57%, ma peggio di Londra che lascia sul parterre lo 0,6%. Crolla Atene che perde il 5% sul ribasso dei titoli finanziari. Pesante a Piazza Affari il titolo Fiat  dopo il record della vigilia. Più che l'Europa, comunque, preoccupa la debolezza della ripresa a livello globale: il petrolio è ancora sui minimi da marzo 2009 con il barile Wti che quota 46 dollari e il Brent 48 dollari. L'oro stabile a 1.293 dollari l'oncia. Sui mercati pesa anche il downgrade di S&P al debito russo: per l'agenzia di rating è spazzatura, il listino di Mosca crolla in mattinata affondato dal rublo, poi chiude in rialzo dell'1,92%.

In rosso Wall Street: il Dow Jones perde l'1,63%, il Nasdaq l'1,89% mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,3%. Pesano soprattutto i dati macroeconomici: gli ordini di beni durevoli calano a sorpresa del 3,4% mensile negli Usa a dicembre. Gli analisti si aspettavano che salissero dello 0,5%, dopo il -0,5% di novembre. Male anche i prezzi delle case: l'indice S&P/Case Shiller delle 20 principali città metropolitane Usa guadagna il 4,3% annuale a novembre, contro il 4,5% di ottobre. Si tratta dell'espansione più lenta dall'ottobre 2007. La fiducia dei consumatori americani è salita in gennaio a 102,9 da 93,1 di gennaio, mentre l'indice delle attività manifatturiere della Fed di Richmond è sceso in gennaio a 6 punti dai 7 di dicembre. In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in recupero dell'1,7% tornando a massimi da un mese.