MILANO - Sforbiciata alle previsioni di crescita da parte della Bce, che nel 'Survey of professional forecasters' pubblicato con il bollettino mensile di gennaio riporta che le previsioni di crescita del settore privato nell'area euro sono state riviste al ribasso di 0,1 punti all'1,1% per il 2015, mentre sono rimaste invariate all'1,5% per il 2016. Si confermano, nel documento, aspettative di disoccupazione "inalterate" e "una graduale ripresa in atto nel quarto trimestre 2014".
L'Eurotower spende parole chiare anche sulla diatriba continua tra falchi e colombe, tra austerità e crescita. "Onde evitare che vengano ripetuti gli errori del quadro di governance vigente prima della crisi è importante che la regola del debito, una delle principali lezioni impartite dalla crisi, non sia messa da parte". L'avvertimento arriva chiaro, ricordando però anche le regole di flessibilità introdotte nel patto di Stabilità per favorire la crescita. "La riduzione dei requisiti di aggiustamento a livello strutturale - si legge - può essere piuttosto consistente, dato che i Paesi possono ricorrere a tutte e tre le disposizioni in misura cumulativa. La flessibilità deve essere calibrata con attenzione per non pregiudicare la sostenibilità del debito e la sua applicazione coerente tra i vari paesi e nel tempo". Inoltre per la Bce vanno "prese in considerazione le sole riforme strutturali che sono effettivamente attuate".
In questo doppio binario di rispetto delle norme e concessione, rientra anche l'Italia: a seguito delle nuove linee guida che consentono maggiore flessibilità sui conti pubblici, lo sforzo strutturale richiesto all'Italia "sarebbe dimezzato allo 0,25 per cento del Pil, pur ricordando che il rispetto della regola del debito è un requisito vincolante" del Patto di stabilità. In condizioni normali l'Italia, avendo un debito superiore al 60% del Pil, dovrebbe effettuare un aggiustamento strutturale pari a oltre lo 0,5% del Pil.
Tornando alle altre indicazioni economiche, per l'Eurotower sulla base delle ultime informazioni disponibili e dei prezzi correnti dei contratti future per il petrolio, la Bce si attende "che l'inflazione armonizzata rimanga molto bassa o negativa nei mesi a venire. L'inflazione dovrebbe aumentare gradualmente nel prosieguo del 2015 e nel 2016". Il recente calo dei corsi petroliferi "sostiene la ripresa dell'economia mondiale, che tuttavia rimane finora graduale e con andamenti difformi tra regioni. La crescita resta vigorosa negli Stati Uniti, sta perdendo slancio in Cina e non è ancora tornata a rafforzarsi in Giappone".
L'Eurotower spende parole chiare anche sulla diatriba continua tra falchi e colombe, tra austerità e crescita. "Onde evitare che vengano ripetuti gli errori del quadro di governance vigente prima della crisi è importante che la regola del debito, una delle principali lezioni impartite dalla crisi, non sia messa da parte". L'avvertimento arriva chiaro, ricordando però anche le regole di flessibilità introdotte nel patto di Stabilità per favorire la crescita. "La riduzione dei requisiti di aggiustamento a livello strutturale - si legge - può essere piuttosto consistente, dato che i Paesi possono ricorrere a tutte e tre le disposizioni in misura cumulativa. La flessibilità deve essere calibrata con attenzione per non pregiudicare la sostenibilità del debito e la sua applicazione coerente tra i vari paesi e nel tempo". Inoltre per la Bce vanno "prese in considerazione le sole riforme strutturali che sono effettivamente attuate".
In questo doppio binario di rispetto delle norme e concessione, rientra anche l'Italia: a seguito delle nuove linee guida che consentono maggiore flessibilità sui conti pubblici, lo sforzo strutturale richiesto all'Italia "sarebbe dimezzato allo 0,25 per cento del Pil, pur ricordando che il rispetto della regola del debito è un requisito vincolante" del Patto di stabilità. In condizioni normali l'Italia, avendo un debito superiore al 60% del Pil, dovrebbe effettuare un aggiustamento strutturale pari a oltre lo 0,5% del Pil.
Tornando alle altre indicazioni economiche, per l'Eurotower sulla base delle ultime informazioni disponibili e dei prezzi correnti dei contratti future per il petrolio, la Bce si attende "che l'inflazione armonizzata rimanga molto bassa o negativa nei mesi a venire. L'inflazione dovrebbe aumentare gradualmente nel prosieguo del 2015 e nel 2016". Il recente calo dei corsi petroliferi "sostiene la ripresa dell'economia mondiale, che tuttavia rimane finora graduale e con andamenti difformi tra regioni. La crescita resta vigorosa negli Stati Uniti, sta perdendo slancio in Cina e non è ancora tornata a rafforzarsi in Giappone".