MILANO - Miracolo a Sanremo. Sulla roulette del Festival esce il nero e non il rosso. E la Rai può festeggiare: la prossima settimana nelle casse di viale Mazzini ci sarà un tesoretto di 4-5 milioni di euro. Un buon biglietto da visita che il direttore di Raiuno, Giancarlo Leone, potrà presentare al consiglio d'amministrazione della tv di Stato, il cui rinnovo, insieme con quella della direzione, è in programma entro l'estate. Che le cose stiano forse cambiando, lo dimostra anche la politica: nessuno, infatti, in Vigilanza Rai ha presentato interrogazioni sui costi del Festival.
Insomma dopo anni di perdite pesanti e pressanti richieste della Corte dei Conti, il Festival si è adeguato al generale clima di austerity tagliando ingaggi e rivedendo le spese, pur mantenendo elevato il richiamo della manifestazione canora. D'altra parte come osservano gli addetti a lavori, e nonostante le critiche di rito, gli ascolti di Sanremo pareggiano quelli della nazionale di calcio, durante mondiali ed europei. Una vetrina dalla quale gli investitori pubblicitari non possono prescindere.
Al punto che per quest'anno l'obiettivo di raccolta della Rai è stato fissato a 25 milioni di euro: al netto delle commissioni di agenzia (nell'ordine del 15%) fanno circa 21 milioni di euro (lo scorso anno il risultato netto si era fermato intorno ai 18 milioni di euro). D'altra parte la raccolta pubblicitaria mostra qualche timido segnale di ripresa: a novembre Nielsen ha certificato un +7% per la televisione che ha portato il saldo dei primi 11 mesi del 2014 sulla parità con l'anno prima.
La Rai ne ha approfittato vendendo gli spazi pubblicitari a durata dimezzata (15 secondi anziché 30) a prezzi solo leggermente inferiori. "Per il primo break della prima serata - ha spiegato all'Ansa Francesco Siliato, docente di Sociologia delle comunicazioni al Politecnico di Milano e partner dello Studio Frasi - il costo medio per secondo è praticamente raddoppiato rispetto all'anno scorso, passando da circa 7 mila a circa 14 mila euro".
In fondo l'edizione dello scorso anno, nonostante il flop, ha mantenuto uno share del 40%, mentre nel 2013 la media fu del 47,97%. "Inoltre - osserva ancora Siliato - il presentatore Carlo Conti è un volto collaudato, che entra già nelle case degli italiani con il programma Tale e quale, una scelta che va nel segno di una normalizzazione del festival". Basti pensare che il programma quotidiano del presentatore raggiunge il 28% di share.
La Rai pare aver recipito in toto la relazione della Corte dei Conti dello scorso anno secondo cui fino al 2012 i costi - ancorché in flessione - erano "nettamente superiori ai ricavi pubblicitari con riflessi negativi sul Mol aziendale": tra il 2010 e il 2012 il Festival ha perso 20,1 milioni. Nel 2013 e nel 2014 la raccolta pubblicitaria è salita e le spese di produzione sono calate fino a 18 milioni di euro. Merito soprattutto dello sconto riconosciuto dal Comune di Sanremo alla Rai per non perdere il Festival: il prezzo della convenzione è diminuito dai 9 milioni annui del 2009-2011 ai 7 milioni del 2012-2014 fino ai 5 del triennio 2015-2017.
Quest'anno, dunque, la Rai risparmierà 2 milioni di euro sulla convenzione a cui si aggiunge un risparmio di quasi 1,5 milioni sul cast: Carlo Conti si accontererà di circa 500mila euro, mentre le vallette Arisa ed Emma hanno rinunciato al cachet accontentandosi del rimborso spese per il proprio staff (nell'ordine dei 70mila euro a testa). Resta l'incognita super ospiti per i quali la Rai dovrebbe aver messo a budget i risparmi delle spese di conduzione. In questo modo il costo totale oscillerà intorno ai 16 milioni di euro, facendo brillare le luci del segno più sulla città dei Fiori.
Insomma dopo anni di perdite pesanti e pressanti richieste della Corte dei Conti, il Festival si è adeguato al generale clima di austerity tagliando ingaggi e rivedendo le spese, pur mantenendo elevato il richiamo della manifestazione canora. D'altra parte come osservano gli addetti a lavori, e nonostante le critiche di rito, gli ascolti di Sanremo pareggiano quelli della nazionale di calcio, durante mondiali ed europei. Una vetrina dalla quale gli investitori pubblicitari non possono prescindere.
Al punto che per quest'anno l'obiettivo di raccolta della Rai è stato fissato a 25 milioni di euro: al netto delle commissioni di agenzia (nell'ordine del 15%) fanno circa 21 milioni di euro (lo scorso anno il risultato netto si era fermato intorno ai 18 milioni di euro). D'altra parte la raccolta pubblicitaria mostra qualche timido segnale di ripresa: a novembre Nielsen ha certificato un +7% per la televisione che ha portato il saldo dei primi 11 mesi del 2014 sulla parità con l'anno prima.
La Rai ne ha approfittato vendendo gli spazi pubblicitari a durata dimezzata (15 secondi anziché 30) a prezzi solo leggermente inferiori. "Per il primo break della prima serata - ha spiegato all'Ansa Francesco Siliato, docente di Sociologia delle comunicazioni al Politecnico di Milano e partner dello Studio Frasi - il costo medio per secondo è praticamente raddoppiato rispetto all'anno scorso, passando da circa 7 mila a circa 14 mila euro".
In fondo l'edizione dello scorso anno, nonostante il flop, ha mantenuto uno share del 40%, mentre nel 2013 la media fu del 47,97%. "Inoltre - osserva ancora Siliato - il presentatore Carlo Conti è un volto collaudato, che entra già nelle case degli italiani con il programma Tale e quale, una scelta che va nel segno di una normalizzazione del festival". Basti pensare che il programma quotidiano del presentatore raggiunge il 28% di share.
La Rai pare aver recipito in toto la relazione della Corte dei Conti dello scorso anno secondo cui fino al 2012 i costi - ancorché in flessione - erano "nettamente superiori ai ricavi pubblicitari con riflessi negativi sul Mol aziendale": tra il 2010 e il 2012 il Festival ha perso 20,1 milioni. Nel 2013 e nel 2014 la raccolta pubblicitaria è salita e le spese di produzione sono calate fino a 18 milioni di euro. Merito soprattutto dello sconto riconosciuto dal Comune di Sanremo alla Rai per non perdere il Festival: il prezzo della convenzione è diminuito dai 9 milioni annui del 2009-2011 ai 7 milioni del 2012-2014 fino ai 5 del triennio 2015-2017.
Quest'anno, dunque, la Rai risparmierà 2 milioni di euro sulla convenzione a cui si aggiunge un risparmio di quasi 1,5 milioni sul cast: Carlo Conti si accontererà di circa 500mila euro, mentre le vallette Arisa ed Emma hanno rinunciato al cachet accontentandosi del rimborso spese per il proprio staff (nell'ordine dei 70mila euro a testa). Resta l'incognita super ospiti per i quali la Rai dovrebbe aver messo a budget i risparmi delle spese di conduzione. In questo modo il costo totale oscillerà intorno ai 16 milioni di euro, facendo brillare le luci del segno più sulla città dei Fiori.