MILANO - Il debito pubblico italiano è cresciuto di oltre 66 miliardi nel corso dell'anno scorso, raggiungendo il livello di 2.134 miliardi. Ma nell'ultimo mese del 2014 si è registrata una inversione di tendenza, con un calo di 26 miliardi rispetto al novembre scorso. L'anno scorso, a chiedere soldi in prestito è stato l'apparato delle amministrazioni centrali, mentre a livello locale è continuata la cura dimagrante che ha portato a un nuovo abbassamento dello stock. Si è fatto sentire anche il sostegno ai Paesi dell'area euro in difficoltà, anche se si è ridotto a un terzo rispetto a quanto accaduto nel 2013 (4,7 miliardi contro 13). Nell'ultimo quinquennio, l'Italia ha partecipato con oltre 60 miliardi al tamponamento della crisi. Tra prestiti bilaterali e partecipazione agli strumenti comunitari di stabilità finanziaria, l'aiuto alla Grecia è stato vicino ai 40 miliardi. Se a questi si uniscono le passività finanziarie legate al sistema di pagamenti dell'Eurosistema e la partecipazione ai programmi Bce, il rischio italiano dalla Grexit arriva a 61,2 miliardi.
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Sono alcuni dei dati comunicati da Bankitalia, secondo la quale al 31 dicembre del 2014 il debito delle Amministrazioni pubbliche è risultato pari a 2.134,9 miliardi. A fine 2013 il debito era pari a 2.068,7 miliardi (127,8 per cento del Pil). Come accennato, però, a novembre il debito era stato pari a 2.160 miliardi, in rialzo di 2,6 miliardi rispetto al mese precedente. "L'aumento del debito", spiega una nota di Palazzo Koch, "nel 2014 (66,2 miliardi) è stato di poco superiore al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (65,8 miliardi). Gli scarti e i premi di emissione hanno contenuto il debito per 8,7 miliardi, compensando quasi interamente l'incremento determinato dalla crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (8,6 miliardi, a 46,3) e dalle variazioni dei cambi (0,5 miliardi)". In pratica, l'andamento positivo degli spread ha compensato il fatto che il Tesoro tenga più liquidità in cassa.
Come accennato, "sul fabbisogno ha inciso per 4,7 miliardi il sostegno finanziario ai paesi dell’area dell'euro (13 miliardi nel 2013). Complessivamente nel quinquennio 2010-14 il contributo italiano al sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro è stato pari a 60,3 miliardi: sono stati concessi prestiti bilaterali alla Grecia per 10 miliardi nell’ambito del primo programma di aiuti; il contributo al capitale dello European Stability Mechanism (Esm) è stato pari a 14,3 miliardi (2,9 nel 2014); la quota di pertinenza dell’Italia degli aiuti erogati dallo European Financial Stability Facility (Efsf) è stata pari a 36 miliardi (1,8 nel 2014). Di questi ultimi, 27,2 miliardi sono stati concessi alla Grecia nell'ambito del secondo programma, 5,2 al Portogallo e 3,5 all'Irlanda".
Da ultimo, Bankitalia spiega che "con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 75,6 miliardi, a 2.035,6, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 9,4 miliardi, a 99,2; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato".
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Sono alcuni dei dati comunicati da Bankitalia, secondo la quale al 31 dicembre del 2014 il debito delle Amministrazioni pubbliche è risultato pari a 2.134,9 miliardi. A fine 2013 il debito era pari a 2.068,7 miliardi (127,8 per cento del Pil). Come accennato, però, a novembre il debito era stato pari a 2.160 miliardi, in rialzo di 2,6 miliardi rispetto al mese precedente. "L'aumento del debito", spiega una nota di Palazzo Koch, "nel 2014 (66,2 miliardi) è stato di poco superiore al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (65,8 miliardi). Gli scarti e i premi di emissione hanno contenuto il debito per 8,7 miliardi, compensando quasi interamente l'incremento determinato dalla crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (8,6 miliardi, a 46,3) e dalle variazioni dei cambi (0,5 miliardi)". In pratica, l'andamento positivo degli spread ha compensato il fatto che il Tesoro tenga più liquidità in cassa.
Come accennato, "sul fabbisogno ha inciso per 4,7 miliardi il sostegno finanziario ai paesi dell’area dell'euro (13 miliardi nel 2013). Complessivamente nel quinquennio 2010-14 il contributo italiano al sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro è stato pari a 60,3 miliardi: sono stati concessi prestiti bilaterali alla Grecia per 10 miliardi nell’ambito del primo programma di aiuti; il contributo al capitale dello European Stability Mechanism (Esm) è stato pari a 14,3 miliardi (2,9 nel 2014); la quota di pertinenza dell’Italia degli aiuti erogati dallo European Financial Stability Facility (Efsf) è stata pari a 36 miliardi (1,8 nel 2014). Di questi ultimi, 27,2 miliardi sono stati concessi alla Grecia nell'ambito del secondo programma, 5,2 al Portogallo e 3,5 all'Irlanda".
Da ultimo, Bankitalia spiega che "con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 75,6 miliardi, a 2.035,6, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 9,4 miliardi, a 99,2; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato".