Economia

Fisco, il nuovo Catasto partirà dalla fine del 2019

Un documento delle Entrate detta la tabella di marcia per la riforma del Catasto: cinque anni di tempo, a cominciare dal prossimo luglio. Per valutare gli immobili si terrà conto di ascensori, piano, affaccio e superficie. Ubicazione e stato di conservazione saranno parametri per determinare il prezzo delle case nella stessa zona

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MILANO - Cinque anni per dar vita alla riforma del Catasto, uno dei primi provvedimenti presi con la delega fiscale da parte del governo. Dopo aver riformato le commissioni censuarie, gli organismi locali che dovranno revisionare la catalogazione degli immobili ai fini fiscali, emerge ora una tabella di marcia in un documento dell'Agenzia delle Entrate.

Secondo quanto riporta l'Ansa, il campionamento degli immobili dovrà partire entro il primo luglio 2015, mentre entro metà 2018 dovranno essere messe a punto le funzioni statistiche. L'obiettivo è di aver determinato la nuova base imponibile a dicembre 2019.

Quanto alla sostanza, si darà l'addio a case popolari e immobili di lusso. Tutte le abitazioni saranno inserite in una unica categoria: scomparirà dunque la classificazione A/1, A/2, A/3 e tutti gli immobili considerati appartamenti saranno inseriti in "O/1".

Una delle innovazioni basilari è il passaggio dalla 'misurazione' degli immobili in vani a quella in metri quadri. Per dare il valore agli immobili, nel nuovo criterio, verranno utilizzate categorie quali ascensore, piano, affaccio e superficie. Il valore di riferimento di una singola zona sarà poi aumentato o diminuito in base ad alcuni parametri, tra cui ubicazione e conservazione, e poi moltiplicato per i metri quadri.

La riforma, che ha destato critiche per i tempi lunghi, prevede invarianza di gettito. Ma al taglio del traguardo, i valori catastali potrebbero subire rivalutazioni dal 30 al 180 per cento; l'obiettivo è comunque di colpire soprattutto chi fino ad oggi ha pagato di meno per case di maggior prestigio.