Economia

Crescono le sofferenze bancarie, ma a fine 2014 sono ripartiti i finanziamenti

I crediti di difficile esigibilità sono aumentati del 17,8% a quota 183,7 miliardi. Bene i prestiti nell'ultimo trimestre dello scorso anno, ma a gennaio c'è stata una nuova contrazione dell'1,4% come a dicembre

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MILANO - Crescono sofferenze bancarie, ma ripartono i finanziamenti alle imprese. Dal bollettino mensile dell'Abi emerge, infatti, che le banche italiane hanno chiuso il 2014 con 183,7 miliardi di euro di sofferenze lorde in portafoglio, con un'incidenza del 9,6% sul totale dei prestiti concessi, il valore più elevato dal 1996. Nel complesso i crediti non più esigibili è aumentato di 2,5 miliardi tra novembre e dicmebre arrivando a quota 27,8 miliardi dalla fine del 2013. Le sofferenze al netto delle svalutazioni hanno registrato invece una lieve flessione, dagli 84,8 miliardi di novembre agli 84,5 miliardi di dicembre, per effetto delle tradizionali svalutazioni sui crediti effettuate nell'ultimo mese dell'anno.

Segnali positivi arrivano, però, dai nuovi finanziamenti alle imprese erogati dalle banche italiane nel quarto trimestre del 2014: sono cresciuti del 12,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. "E' la prima significativa inversione rispetto a quanto registrato nei mesi precedenti", dice Gianfranco Torriero, vicedirettore generale dell'Abi, presentando i dati. A livello generale, si segnala un miglioramento anche nella dinamica dei prestiti alle imprese non finanziarie: lo stock è calato ancora a dicembre, ma del 2,3% mentre a novembre la flessione era stata del 2,6% e un anno prima del 5,9%. Per quanto riguarda l'intero 2014, l'Abi torna a evidenziare nel rapporto un incremento annuo delle nuove erogazioni di mutui per l'acquisto di abitazioni (+32,5%) e del flusso di nuove operazioni di credito al consumo (+9,2%).

Complessivamente il totale dei prestiti alla clientela erogati dalla banche a gennaio 2015 ammonta a 1.827 miliardi di euro, in calo dell'1,4% rispetto a dicembre. I crediti concessi al complesso di famiglie e imprese, pari a 1.405 miliardi di euro, risultano in riduzione dell'1,8% (è il dato migliore da agosto 2012) anche per effetto - spiega l'Abi - di una riclassificazione delle holding nel gruppo delle istituzioni finanziarie, effettuata da Bankitalia sui dati da inizio 2014 per recepire un regolamento comunitario. La raccolta degli istituti italiani a gennaio 2015 era invece pari a 1.711 miliardi, in calo dello 0,42% anno su anno. Guardando infine ai mutui per la casa, il tasso si è riportato a gennaio al 2,90%, sui livelli di ottobre e novembre 2014 (che rappresentavano il dato più basso da novembre 2010) ma in leggero incremento rispetto al 2,88% di dicembre.