Birra artigianale da record, nonostante le accise: prodotti 30 milioni di litri
di GIULIANO BALESTRERISecondo Coldiretti, lo scorso anno i microbirrifici erano 600 contro i 20 censiti solo 10 anni prima. Il settore resta uno di quelli che a livello di piccoli imprenditori ha registrato i migliori successi
MILANO - La corsa delle accise e il calo dei consumi non spaventano i piccoli imprenditori italiani della birra artigianale: il 2014 si è chiuso una produzione record arrivata a 30 milioni di litri. Un dato in netta controtendenza alla crisi: basti pensare che alla fine dello scorso anno si contavano 600 microbirrifici contro i 30 di dieci anni fa.
Un censimento condotto dalla Coldiretti secondo cui "dal boom dei micro birrifici in Italia è venuta anche una forte spinta all'occupazione soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore con profonde innovazioni che vanno dalla certificazione dell'origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i brewpub o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica".
Eppure la situazione del settore resta complicata, resa ancora più difficile dall'aumento della accise che dal primo g…
Un censimento condotto dalla Coldiretti secondo cui "dal boom dei micro birrifici in Italia è venuta anche una forte spinta all'occupazione soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore con profonde innovazioni che vanno dalla certificazione dell'origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i brewpub o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica".
Eppure la situazione del settore resta complicata, resa ancora più difficile dall'aumento della accise che dal primo g…
MILANO - La corsa delle accise e il calo dei consumi non spaventano i piccoli imprenditori italiani della birra artigianale: il 2014 si è chiuso una produzione record arrivata a 30 milioni di litri. Un dato in netta controtendenza alla crisi: basti pensare che alla fine dello scorso anno si contavano 600 microbirrifici contro i 30 di dieci anni fa.
Un censimento condotto dalla Coldiretti secondo cui "dal boom dei micro birrifici in Italia è venuta anche una forte spinta all'occupazione soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore con profonde innovazioni che vanno dalla certificazione dell'origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i brewpub o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica".
Eppure la situazione del settore resta complicata, resa ancora più difficile dall'aumento della accise che dal primo gennaio sono salite a 45 centesimi per ogni euro di birra. Abbastanza perché dopo l'aumento dello scorso inverno i consumi crollassero: la scorsa estate sono scesi del 26%, non poco per un settore che ormai da 10 anni rimane fermo. D'altra parte le tesi sostenuta da Assobirra è che le accise abbiano un effetto recessivo; distruggano posti di lavoro e riducano gli introiti per lo Stato. Secondo uno studio recente, se a gennaio le tasse anziché aumentare si attestassero a livello di Germania (4 volte inferiori alle nostre) e Spagna (3 volte inferiori), il settore sarebbe in grado di generare 7.000 posti nell'intero 2015.
Nonostante tutto, però, il settore delle birra è uno di quelli che a livello di piccoli imprenditori ha registrato i migliori successi, come dimostrano le decine di microbirrifici nati negli ultimi anni. Non è un caso, dunque che la produzione artigianale traini anche l'export made in Italy con un aumento delle vendite all'estero del 13%: oltra la metà è diretta nel Regno Unito.
Un censimento condotto dalla Coldiretti secondo cui "dal boom dei micro birrifici in Italia è venuta anche una forte spinta all'occupazione soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore con profonde innovazioni che vanno dalla certificazione dell'origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i brewpub o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica".
Eppure la situazione del settore resta complicata, resa ancora più difficile dall'aumento della accise che dal primo gennaio sono salite a 45 centesimi per ogni euro di birra. Abbastanza perché dopo l'aumento dello scorso inverno i consumi crollassero: la scorsa estate sono scesi del 26%, non poco per un settore che ormai da 10 anni rimane fermo. D'altra parte le tesi sostenuta da Assobirra è che le accise abbiano un effetto recessivo; distruggano posti di lavoro e riducano gli introiti per lo Stato. Secondo uno studio recente, se a gennaio le tasse anziché aumentare si attestassero a livello di Germania (4 volte inferiori alle nostre) e Spagna (3 volte inferiori), il settore sarebbe in grado di generare 7.000 posti nell'intero 2015.
Nonostante tutto, però, il settore delle birra è uno di quelli che a livello di piccoli imprenditori ha registrato i migliori successi, come dimostrano le decine di microbirrifici nati negli ultimi anni. Non è un caso, dunque che la produzione artigianale traini anche l'export made in Italy con un aumento delle vendite all'estero del 13%: oltra la metà è diretta nel Regno Unito.