Economia

Bce, l'utile cala a 989 milioni. Da Atene 298 mln di interessi

Il minor costo del denaro in asta e i minori interessi incassati sui titoli in portafoglio hanno abbattuto il profitto dagli 1,44 miliardi dell'anno scorso. Lo stipendio del presidente Draghi in linea con il 2013 a 379 mila euro. Il comitato esecutivo costa 1,8 milioni

2 minuti di lettura
MILANO - Il calo del costo del denaro, voluto dalla Bce con i ripetuti tagli dei tassi e con l'annuncio del quantitative easing, finisce per abbattere l'utile della stessa banca centrale europea. La Bce ha chiuso infatti il 2014 con 989 milioni di euro di utile, in sensibile calo dai 1.440 milioni nel 2013. "La diminuzione", spiega l'Eurotower, "è riconducibile per lo più al calo degli interessi attivi rivenienti dalle banconote dovuto al più contenuto tasso medio sulle operazioni di rifinanziamento principali, alla riduzione degli interessi attivi netti nell'ambito del Programma per il mercato dei titoli finanziari (Securities Markets Programme, Smp) determinata dai rimborsi e all'incremento delle spese operative attribuibile soprattutto ai costi associati all'istituzione del Meccanismo di vigilanza unico (Mvu)".

Alle Banche centrali nazionali dell'area euro, il Consiglio direttivo che si è riunito ieri ha staccato un importo di 841 milioni di euro a titolo di acconto sul dividendo, al 30 gennaio 2015. Domani avverrà la distribuzione della parte restante. La Bce ricorda che i proventi "sono principalmente rappresentati dai redditi generati dall'investimento del portafoglio relativo alle riserve ufficiali e di quello detenuto a fronte dei fondi propri, nonché dagli interessi attivi sulla quota pari all'8% del valore totale delle banconote in euro in circolazione e, negli ultimi anni, dagli interessi attivi netti derivanti dai portafogli costituiti per finalità di politica monetaria".

Tra gli attivi registrati nel bilancio, si trovano 728 milioni di euro (962 milioni nel 2013) rivenienti dai titoli acquistati nell'ambito dell'Smp, "di cui 298 milioni di euro (437 milioni nel 2013) originati dalle consistenze della Bce in titoli di Stato greci". Sono inoltre compresi interessi attivi netti per 174 milioni di euro (204 milioni nel 2013) derivanti dai titoli acquisiti nel quadro dei tre programmi per l'acquisto di obbligazioni garantite (i covered bond) e per 1 milione generati dal Programma di acquisto di titoli emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione (gli Abs)".

Sul fronte delle spese, come accennato quelle per il personale "sono aumentate a 301 milioni di euro (241 milioni nel 2013), a seguito del graduale incremento dell'organico durante l'anno dovuto ai preparativi per l'avvio dell'Mvu a novembre 2014. Le spese relative all'MVU sostenute a novembre e dicembre 2014 sono pari a 30 milioni di euro, importo che sarà fatturato nel 2015, ma che è stato rilevato, in base al principio della competenza, alla voce dei proventi per provvigioni nel conto economico del 2014". Tra le pagine del bilancio, si legge anche dello stipendio dei componenti del board. Quello del presidente Mario Draghi si attesta a 379mila euro, in linea con il 2013 (378mila euro). Nel complesso, il comitato esecutivo costa 1,77 milioni di remunerazioni fisse, cui si aggiungono altre spese per le assicurazioni e i benefit di nomina o fine mandato. Le altre spese di amministrazione, che comprendono gli affitti di immobili, gli onorari professionali e gli acquisti di altri beni e servizi, ammontano a 376 milioni di euro nel 2014 (287 milioni nel 2013).

Nel complesso, lo stato patrimoniale consolidato dell'Eurosistema ammonta a 2.208 miliardi di euro a fine esercizio, rispetto a 2.273 miliardi nel 2013. I titoli detenuti dall'Eurosistema ai fini della politica monetaria sono diminuiti di 19 miliardi di euro, portandosi a 217 miliardi (236 miliardi nel 2013). I titoli relativi all'Smp si sono ridotti di 34,5 miliardi di euro a seguito dei rimborsi. Quelli italiani ammontano a 73,9 miliardi di valore contabile e hanno vita residua di 3,8 anni.