ROMA - Il governo ha incassato la fiducia del Senato sul dl Ilva con 151 sì, 114 no, nessun astenuto. Il provvedimento, che scade il 6 marzo, passa ora all'esame della Camera.
Il Senato ha votato la fiducia posta dal Governo sul maxiemendamento alla legge di conversione del decreto Ilva. Il decreto, che ora passa all'esame della Camera, deve essere convertito in legge entro il prossimo 6 marzo. Tra i senatori che non hanno partecipato al voto figura anche Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica.
Il provvedimento prevede, per quanto riguarda l'indotto, 35 milioni di euro del fondo di garanzia per l'accesso al credito che dovranno essere destinati alle pmi fornitrici dell'Ilva e anche la prededucibilità sia per le piccole che per le medie imprese che vantino crediti per lavori svolti per il risanamento ambientale e per assicurare la continuità dell'attività degli impianti produttivi essenziali. Per le pmi si prevedono poi misure necessarie al fine di sospendere il pagamento delle quota capitale delle rate di mutui e finanziamenti "per gli anni dal 2015 al 2017".
Via libera anche allo stop alle cartelle esattoriali e ai versamenti di tributi erariali fino al "20 dicembre 2015" per aiutare gli autotrasportatori e le piccole imprese dell'indotto (escluse in questo caso le medie aziende). Arrivano 5 milioni in due anni (mezzo milione per il 2015 e 4,5 milioni per il 2016) per consentire alla Regione Puglia una "più efficace lotta ai tumori, con particolare riferimento alla lotta alle malattie infantili" attraverso "interventi per il potenziamento della prevenzione e della cura nel settore della onco-ematologia pediatrica nella provincia di Taranto".
Approvate anche misure per la ricollocazione di lavoratori di Taranto licenziati e per obbligare il commissario a predisporre il programma (a medio e lungo termine) per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell'intera area di Taranto. Via libera anche ad una norma che non si riferisce direttamente all'Ilva di taranto e che consente al fondo di rotazione per l'attuazione di politiche comunitarie di anticipare somme per dare "tempestiva esecuzione" a sentenze della Corte di Giustizia europea. In arrivo 10 milioni di euro "ai fini della messa in sicurezza e gestione dei rifiuti radioattivi in deposito nell'area ex Cemerad" del comune di Statte, in provincia di Taranto.
In serata, il premier Renzi ha parlato della fabbrica pugliese su "Virus", la trasmissione condotta da Nicola Porro. "L'altoforno 5 andava chiuso perchè, dopo anni, va rimesso a posto e si farà. Stiamo rimettendo l'Ilva in piedi con tanta fatica dando anche le garanzie ambientali che in anni di cattiva politica non sono state date".
Il Senato ha votato la fiducia posta dal Governo sul maxiemendamento alla legge di conversione del decreto Ilva. Il decreto, che ora passa all'esame della Camera, deve essere convertito in legge entro il prossimo 6 marzo. Tra i senatori che non hanno partecipato al voto figura anche Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica.
Il provvedimento prevede, per quanto riguarda l'indotto, 35 milioni di euro del fondo di garanzia per l'accesso al credito che dovranno essere destinati alle pmi fornitrici dell'Ilva e anche la prededucibilità sia per le piccole che per le medie imprese che vantino crediti per lavori svolti per il risanamento ambientale e per assicurare la continuità dell'attività degli impianti produttivi essenziali. Per le pmi si prevedono poi misure necessarie al fine di sospendere il pagamento delle quota capitale delle rate di mutui e finanziamenti "per gli anni dal 2015 al 2017".
Via libera anche allo stop alle cartelle esattoriali e ai versamenti di tributi erariali fino al "20 dicembre 2015" per aiutare gli autotrasportatori e le piccole imprese dell'indotto (escluse in questo caso le medie aziende). Arrivano 5 milioni in due anni (mezzo milione per il 2015 e 4,5 milioni per il 2016) per consentire alla Regione Puglia una "più efficace lotta ai tumori, con particolare riferimento alla lotta alle malattie infantili" attraverso "interventi per il potenziamento della prevenzione e della cura nel settore della onco-ematologia pediatrica nella provincia di Taranto".
Approvate anche misure per la ricollocazione di lavoratori di Taranto licenziati e per obbligare il commissario a predisporre il programma (a medio e lungo termine) per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell'intera area di Taranto. Via libera anche ad una norma che non si riferisce direttamente all'Ilva di taranto e che consente al fondo di rotazione per l'attuazione di politiche comunitarie di anticipare somme per dare "tempestiva esecuzione" a sentenze della Corte di Giustizia europea. In arrivo 10 milioni di euro "ai fini della messa in sicurezza e gestione dei rifiuti radioattivi in deposito nell'area ex Cemerad" del comune di Statte, in provincia di Taranto.
In serata, il premier Renzi ha parlato della fabbrica pugliese su "Virus", la trasmissione condotta da Nicola Porro. "L'altoforno 5 andava chiuso perchè, dopo anni, va rimesso a posto e si farà. Stiamo rimettendo l'Ilva in piedi con tanta fatica dando anche le garanzie ambientali che in anni di cattiva politica non sono state date".