Economia

Milleproroghe, Camera dà ok alla fiducia sul decreto

 I sì sono stati 354, 167 i no e 1 astenuto. Subito dopo è iniziato l'esame degli ordine del giorno. Renzi: "Sulle partite Iva avevamo fatto un errore clamoroso"

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ROMA - Via libera della Camera con 354 sì, 167 no e un astenuto alla fiducia chiesta dal governo sull'articolo unico del decreto legge Milleproroghe. L'Aula voterà domani mattina gli ordini del giorno. Come annunciato dal presidente di turno, Luigi Di Maio, il voto finale, preceduto dalle dichiarazioni dei gruppi, è previsto invece attorno alle 13. Contrariamente a quelle che sembravano essere le previsioni, la seduta è stata tolta e non ci sarà sessione notturna. Il testo passerà poi al Senato chiamato alla conversione definitiva in legge in pochi giorni: il decreto scade a fine febbraio. Si tratta della fiducia numero 33 (il numero 34 è quella incassata sempre oggi al Senato sul decreto Ilva) per il governo Renzi.

Brunetta: "Forza o debolezza?". "Renzi è da record: 27 decreti legge e 34 voti di fiducia in un anno. Non era mai successo nella storia della Repubblica. Segno di forza o di debolezza? Io direi la seconda. Un governo indeciso a tutto, diviso, incapace di governare, che dà tutti i giorni delle mazzate in testa al parlamento. Non può andare così", ha affermato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta,  ai microfoni del Tg5, commentando il doppio voto di fiducia al governo in un giorno da Senato e Camera.

Le misure più attese del decreto sono quella sul ripristino del vecchio regime dei minimi Iva (con tassazione agevolata al 5%) che coesisterà per tutto il 2015 con il nuovo regime (al 15%) e il provvedimento sugli sfratti che permetterà di chiedere lo stop per quattro mesi.

Sul tema, è intervenuto in serata il premier Renzi, ospite di Virus su Rai2.  "Il governo ha fatto un errore clamoroso: nella legge di stabilità abbiamo messo più soldi per le partite Iva, tra 700-800 milioni di euro, ma -non ho capito come - siamo riusciti ad avere 800 milioni in più e a far arrabbiare una parte delle stesse partite Iva". "Nel Milleproroghe - ha aggiunto - abbiamo inserito altri 120 milioni di euro, abbiamo immaginato uno strumento dentro la delega fiscale che permetta la riorganizzazione del regime dei minimi, quindi chi ha avuto vantaggi dalla stabilità li avrà per sempre".