Le Borse chiudono in lieve rialzo. L'incognita Grecia
Giuliano Balestreri , <em class="author">di GIULIANO BALESTRERI</em>Chiusure contrastate per le principali piazze europee. Sullo sfondo l'Eurogruppo con al centro il salvataggio della Grecia. Dopo la notizia dell'intesa, vola Wall Street. A livello macroeconomico, sono andati bene gli indici Pmi europei. Tokyo torna ai massimi da 15 anni, spread stabile. Sotto pressione l'euro
MILANO - Una giornata di Borse incerte, tutta nel segno della Grecia. Atene ha chiesto all'Eurozona un proroga di sei mesi agli aiuti finanziari, senza però voler prolungare il piano di salvataggio sottoscritto con la Troika dai governi precedenti. La Germania e i falchi dell'Eurozona si oppongono: vogliono che Tsipras accetti i soldi in cambi delle riforme già concordate senza ridurre l'austerity. Ieri sera Angela Merkel ha telefonato al premier greco, ma solo oggi verrà presa una decisione definitiva in seno all'Eurogruppo straordinario. Tsipras rimane fiducioso in vista del 28 febbraio, la data in cui scade il piano di salvataggio di Atene anche se il governo ha in cassa meno di due miliardi di euro, sufficienti per arrivare non oltre la metà di marzo.
A Milano Piazza Affari è salita dello 0,2%, Francoforte dello 0,4% e Londra dello 0,3%, mentre Parigi ha chiuso in parità. Lo spread è rimasto stabile in area 120 punti base con i Btp…
A Milano Piazza Affari è salita dello 0,2%, Francoforte dello 0,4% e Londra dello 0,3%, mentre Parigi ha chiuso in parità. Lo spread è rimasto stabile in area 120 punti base con i Btp…
MILANO - Una giornata di Borse incerte, tutta nel segno della Grecia. Atene ha chiesto all'Eurozona un proroga di sei mesi agli aiuti finanziari, senza però voler prolungare il piano di salvataggio sottoscritto con la Troika dai governi precedenti. La Germania e i falchi dell'Eurozona si oppongono: vogliono che Tsipras accetti i soldi in cambi delle riforme già concordate senza ridurre l'austerity. Ieri sera Angela Merkel ha telefonato al premier greco, ma solo oggi verrà presa una decisione definitiva in seno all'Eurogruppo straordinario. Tsipras rimane fiducioso in vista del 28 febbraio, la data in cui scade il piano di salvataggio di Atene anche se il governo ha in cassa meno di due miliardi di euro, sufficienti per arrivare non oltre la metà di marzo.
A Milano Piazza Affari è salita dello 0,2%, Francoforte dello 0,4% e Londra dello 0,3%, mentre Parigi ha chiuso in parità. Lo spread è rimasto stabile in area 120 punti base con i Btp che rendono l'1,55%. Dopo la notizia dell'intesa sulla Grecia, Wall Street vola. Il Dow Jones e l'indice S&P500 chiudono ai massimi guadagnando rispettivamente lo 0,86% e lo 0,61%. Bene anche il Nasdaq che sale dello 0,63%.
Al netto della questione greca che resta l'evento più rilevante, i mercati sono stati condizionati anche dagli indici Pmi. A febbraio l'indice manifatturiero francese è sceso a 47,7 dai 49,2 di gennaio. Sempre in base alle stime preliminari, l'indice Pmi dei servizi è invece salito a 53,4 dai 49,4 di gennaio. L'indice Pmi composito europeo, che monitora l'attività manifatturiera e dei servizi, sale a febbraio a 53,5 punti da 52,6 punti di gennaio, segnando i massimi da 7 mesi. In ripresa anche la produzione industriale italiana, mentre l'Istat conferma la deflazione a gennaio. In Germania, intanto, i prezzi alla produzione industriale hanno segnato un calo dello 0,6% rispetto al mese precedente e del 2,2% rispetto a gennaio 2014.
L'euro resta sotto pressione: la moneta europea passa di mano a 1,1353 dollari.
In mattinata la Borsa di Tokyo ha archiviato una nuova seduta in rialzo tornanao ai massimi da 15 anni con gli investitori ottimisti sulla ripresa dell'economia giapponese e sulla scia del recupero del dollaro, che premia le imprese nipponiche presenti in Usa. Alla chiusura degli scambi, l'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,37%: in una settimana è aumentato del 2,34 per cento.
Sul fronte delle materie prime il petrolio è in rialzo sui mercati: il greggio Wti del Texas passa di mano a 50,8 dollari al barile. L'oro è poco mosso a 1206 dollari l'oncia.
A Milano Piazza Affari è salita dello 0,2%, Francoforte dello 0,4% e Londra dello 0,3%, mentre Parigi ha chiuso in parità. Lo spread è rimasto stabile in area 120 punti base con i Btp che rendono l'1,55%. Dopo la notizia dell'intesa sulla Grecia, Wall Street vola. Il Dow Jones e l'indice S&P500 chiudono ai massimi guadagnando rispettivamente lo 0,86% e lo 0,61%. Bene anche il Nasdaq che sale dello 0,63%.
Al netto della questione greca che resta l'evento più rilevante, i mercati sono stati condizionati anche dagli indici Pmi. A febbraio l'indice manifatturiero francese è sceso a 47,7 dai 49,2 di gennaio. Sempre in base alle stime preliminari, l'indice Pmi dei servizi è invece salito a 53,4 dai 49,4 di gennaio. L'indice Pmi composito europeo, che monitora l'attività manifatturiera e dei servizi, sale a febbraio a 53,5 punti da 52,6 punti di gennaio, segnando i massimi da 7 mesi. In ripresa anche la produzione industriale italiana, mentre l'Istat conferma la deflazione a gennaio. In Germania, intanto, i prezzi alla produzione industriale hanno segnato un calo dello 0,6% rispetto al mese precedente e del 2,2% rispetto a gennaio 2014.
L'euro resta sotto pressione: la moneta europea passa di mano a 1,1353 dollari.
In mattinata la Borsa di Tokyo ha archiviato una nuova seduta in rialzo tornanao ai massimi da 15 anni con gli investitori ottimisti sulla ripresa dell'economia giapponese e sulla scia del recupero del dollaro, che premia le imprese nipponiche presenti in Usa. Alla chiusura degli scambi, l'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,37%: in una settimana è aumentato del 2,34 per cento.
Sul fronte delle materie prime il petrolio è in rialzo sui mercati: il greggio Wti del Texas passa di mano a 50,8 dollari al barile. L'oro è poco mosso a 1206 dollari l'oncia.