MILANO - L'Eurozona resta in deflazione. Una deflazione "cattiva" come la definiscono gli addetti ai lavori perché il calo dei prezzi è legato all'assenza di domanda che ha messo in moto una spirale negativa dalla quale il Vecchio continente fatica a smarcarsi. Anche per questo la Bce ha dato il via a un piano di iniezioni di capitali da 60 miliardi di euro al mese per rilanciare acquisti e consumi.
A gennaio, come detto, l'inflazione della zona euro si è attestata a -0,6% (-0,2% a dicembre; +0,8% in gennaio 2014), il livello più basso raggiunto da luglio 2009, mentre quella dell'intera Unione europea è -0,5% (-0,1% a dicembre; +0,9% un anno prima). Dalle rilevazioni Eurostat emerge che a gennaio sono stati 23 i paesi europei in deflazione con i tassi più bassi registrati in Grecia (-2,8%) e Bulgaria (-2,3%). In area positiva restano solo Malta (+0,8%) con Austria e Romania (entrambe +0,5%), Svezia (+0,4%) e Regno Unito (+0,3%). L'Italia come la Germania è ferma a -0,5%.
Rispetto a dicembre 2014, l'inflazione annuale è scesa in quasi tutti gli stati membri, ad eccezione di Cipro, Malta e Svezia. Nell'Eurozona i maggiori impatti al rialzo sull'inflazione annuale arrivano da ristoranti e caffè e affitti (+0,14 punti percentuali) e tabacchi (+0,7 punti percentuali). Riflessi negativi, invece, da carburanti (-0,77 punti percentuali), gasolio da riscaldamento (-0,24 punti percentuali) e telecomunicazioni (-0,24 punti percentuali).
A gennaio, come detto, l'inflazione della zona euro si è attestata a -0,6% (-0,2% a dicembre; +0,8% in gennaio 2014), il livello più basso raggiunto da luglio 2009, mentre quella dell'intera Unione europea è -0,5% (-0,1% a dicembre; +0,9% un anno prima). Dalle rilevazioni Eurostat emerge che a gennaio sono stati 23 i paesi europei in deflazione con i tassi più bassi registrati in Grecia (-2,8%) e Bulgaria (-2,3%). In area positiva restano solo Malta (+0,8%) con Austria e Romania (entrambe +0,5%), Svezia (+0,4%) e Regno Unito (+0,3%). L'Italia come la Germania è ferma a -0,5%.
Rispetto a dicembre 2014, l'inflazione annuale è scesa in quasi tutti gli stati membri, ad eccezione di Cipro, Malta e Svezia. Nell'Eurozona i maggiori impatti al rialzo sull'inflazione annuale arrivano da ristoranti e caffè e affitti (+0,14 punti percentuali) e tabacchi (+0,7 punti percentuali). Riflessi negativi, invece, da carburanti (-0,77 punti percentuali), gasolio da riscaldamento (-0,24 punti percentuali) e telecomunicazioni (-0,24 punti percentuali).