Economia

Crisi, Confindustria è ottimista: "Dati migliori del previsto"

Il centro studi degli industriali sottolinea il buon andamento di fatturato, ordini, produzione, edilizia, vendite di auto, export e occupazione: "Bene anche il Jobs act, darà una spinta alle assunzioni"

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MILANO - "Fatturato, ordini, produzione industriale ed edilizia, vendite di auto, export, occupazione, fiducia: la sequenza di statistiche uscite nell'ultimo mese contiene molte sorprese finalmente positive per l'economia italiana e convalida le attese di un aumento del Pil nel 2015 superiore alle previsioni rilasciate a dicembre (+0,5% e +1,1% nel 2015-16)". Lo indica il centro studi di Confindustria. "Si infittisce" così "la possibilità di revisione al rialzo delle proiezioni" che il CsC rielaborerà a giugno.

"La partenza da fermo limita la performance in media d'anno, ma la crescita acquisterà velocità nel secondo semestre, lasciando una buona eredità al 2016": lo indicano gli economisti del centro studi di Confindustria. "Affinché il ritmo si consolidi è necessario che, al rinnovato slancio dell'export e al timido recupero dei consumi, si affianchi il contributo degli investimenti, cruciali sia per la domanda sia per la ricostituzione di potenziale produttivo". Gli sgravi contributivi in vigore da gennaio, insieme ai cambiamenti normativi in atto, in particolare la riforma del lavoro, "sosterranno - secondo Confindustria - nel 2015 le assunzioni a tempo indeterminato".
 
Quindi, saranno "cruciali" gli investimenti. Il centro studi di via dell'Astronomia rileva che "anche al netto delle costruzioni, nel 2014 gli acquisti di macchinari e impianti hanno mancato l'appuntamento con la ripresa. Finora non ci sono segnali di cambio di passo e gli investimenti stentano a ripartire in molti paesi avanzati, a causa dell'incertezza generata dalla crisi".

In Italia alla crisi economica "si sommano specifici gravi ostacoli, che un pò si attenueranno: i margini ai minimi storici beneficeranno dei minori costi degli input; la morsa del credito si allenta e i tassi scendono; la fiducia migliora; la domanda interna ed estera salirà, aumentando il basso utilizzo degli impianti; gli incentivi aiutano, sebbene non siano tutti già attuati e siano dotati di poche risorse e resi meno efficaci da meccanismi complessi e gravi storture".

Le condizioni esterne "sono favorevoli: la crescita americana è robusta; gli emergenti, pur rallentando, forniscono un forte apporto all'espansione globale; nell'Eurozona si moltiplicano i segnali di accelerazione. Il cambio dell'euro potrebbe ulteriormente deprezzarsi. I prezzi delle materie prime sono più contenuti".