Economia

Draghi entra in campo con gli acquisti di titoli di Stato

Giovedì si riunisce il board della Bce, che rivedrà le stime sull'economia Ue e farà partire effettivamente il Quantitative easing. Nell'attesa, i rendimenti dei Btp hanno aggiornato i minimi storici. L'agenda dei mercati ricca di rilevazioni macro: su tutte Pil italiano, disoccupazione e industria tedesca, lavoro Usa

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MILANO - Dalle parole ai fatti, arriva il Quantitative easing della Bce. La Banca centrale europea ha in programma, giovedì 5 marzo, un board in trasferta a Nicosia (Cipro). Una riunione dalla quale si attendono gli aggiornamenti sulle previsioni economiche per il Vecchio continente, dove si stanno registrando segnali di rafforzamento economico. Probabile quindi che gli economisti di Francoforte migliorino le stime, anche se resta pressante il pericolo di un indebolimento della dinamica dei prezzi. Al di là di questi aspetti, tutti gli osservatori si attendono ulteriori dettagli tecnici sulla misura straordinaria da 1.140 miliardi di euro che permetterà alle 19 Banche nazionali dell'Eurozona, in coordinamento con lo staff di Draghi, di rastrellare 60 miliardi di euro di titoli, ogni mese almeno fino al settembre 2016, sui mercati. Si tratterà in primo luogo (circa 45 miliardi, dicono gli analisti) di titoli di Stato.

Proprio in questo sta la ragione dei recenti record toccati sul mercato obbligazionario sovrano: ne ha beneficiato anche l'Italia, che ha visto crollare i rendimenti dei Btp sia in asta che sul secondario, verso minimi storici. Lo spread, la differenza di rendimento rispetto ai Bund tedeschi, ha infranto al ribasso la quota psicologica di 100 punti base (anche se - bisogna ricordare - il costo reale del debito è tenuto a livelli più alti dalla mancanza di inflazione). Draghi aveva annunciato il 22 gennaio scorso l'operazione attesa dai mercati, indicando in marzo il mese di partenza. Probabile che si aspetti ancora il board di giovedì prima di partire effettivamente con lo shopping. A quel punto, si potrà vedere se ci sono margini per portare ulteriormente più in basso i rendimenti dei titoli di Stato e, a catena, degli altri strumenti finanziari.

La riunione di Nicosia di giovedì è senz'altro l'evento cruciale di una settimana che prevede anche numerosi rilevazioni macroeconomiche importanti, dall'andamento del Pil e dei conti pubblici italiani, all'andamento dell'industria tedesca, passando per gli indici Pmi sul manifatturiero e i servizi. Ecco gli appuntamenti principali della settimana:

Lunedì 2 marzo. L'Istat rende noti i dati provvisori su occupati e disoccupati relativi al mese di gennaio 2015, al quarto trimestre e all'intero 2014. Sempre l'Istat pubblica i dati sul Pil e sull'indebitamento della Pubblica amministrazione per il 2014. A Piazza Affari si registra il debutto di Ovs, la catena dell'abbigliamento, mentre il Ministero dei Trasporti diffonde l'andamento delle immatricolazioni di febbraio. Eurostat diffonde i dati di gennaio sulla disoccupazione nell'Eurozona e quelli di febbraio sull'inflazione. Le principali economie dell'Eurozona attendono gli indici Pmi sul settore manifatturiero, mentre negli Usa si guarda all'andamento di redditi e spese personali, oltre che all'indice Ism sempre sul manifatturiero.

Martedì 3 marzo. L'Istat rende noti i dati del lavoro e retribuzioni grandi imprese relativi a dicembre 2014. In Germania l'appuntamento macro principale riguarda l'andamento delle vendite al dettaglio.

Mercoledì 4 marzo. Markit, dopo gli indici sul manifatturiero, pubblica i Pmi sul settore dei servizi e quelli compositi: riguardano le principali economie Ue, il complesso dell'Eurozona, il Regno Unito e gli Usa. Sempre nell'Eurozona si guarda all'andametno delle vendite al dettaglio. Per gli Usa, occhi sull'andamento delle richieste di mutui, alla disoccupazione Adp e al Beige book della Federal Reserve.

Giovedì 5 marzo. E' il giorno del board della Bce, che si tiene a Cipro, dal quale si attendono i dettagli sull'effettivo avvio del Quantitative easing. Mario Draghi sarà anticipato dalle decisioni della Bank of England sui tassi. Rilevanti anche i dati macro: il Pil italiano (conti economici trimestrali del quarto periodo 2014), gli ordini di fabbrica in Germania e negli Usa, dove si pubblicano anche le richieste iniziali di sussidi per la disoccupazione.

Venerdì 6 marzo. L'Istat rende noti i dati dei prezzi alla produzione dell'industria relativi a gennaio. Eurostat comunica il dato sul Pil dell'Eurozona nel quarto trimestre, la Germania quelli sulla produzione industriale e la Francia la bilancia commerciale. Da Bankitalia in arrivo gli aggregati di bilancio. Negli Usa si guarda ai non-farm payroll, il rapporto su lavoro e salari.