Braccia incrociate nelle Bcc: i lavoratori sfidano Federcasse
I bancari del Credito Cooperativo hanno aderito allo sciopero nazionale con un'adesione tra il 70-90% sulla rete. Prima agitazione dopo 15 anni, contro la disdetta della contrattazione nazionale e regionale di settore
MILANO - Il fermento è quanto mai diffuso nel settore del credito. Dopo lo sciopero di tutti i bancari, che sono sulle barricate con l'Abi per il rinnovo del contratto nazionale, è la volta dei lavoratori delle Bcc. Il mondo del Credito cooperativo, per altro, è interessato da un progetto di autoriforma che potrebbe portare alla creazione di una holding unica, sul modello francese. Insomma, un momento di grandi rivoluzioni, se per di più si considera anche il progetto di riforma delle Popolari.
Ma anche i dipendenti delle Bcc sono interessati da questioni contrattuali. I lavoratori del credito cooperativo hanno aderito compatti allo sciopero nazionale, indetto oggi, con punte di adesione tra il 70 e oltre il 90% sulla rete. In Lombardia, dove maggiore è la presenza delle Bcc, le adesioni hanno superato il 95%, comunicano i sindacati che parlano di una operatività degli sportelli "ampiamente ridotta su tutto il territorio nazionale".
Lo…
Ma anche i dipendenti delle Bcc sono interessati da questioni contrattuali. I lavoratori del credito cooperativo hanno aderito compatti allo sciopero nazionale, indetto oggi, con punte di adesione tra il 70 e oltre il 90% sulla rete. In Lombardia, dove maggiore è la presenza delle Bcc, le adesioni hanno superato il 95%, comunicano i sindacati che parlano di una operatività degli sportelli "ampiamente ridotta su tutto il territorio nazionale".
Lo…
MILANO - Il fermento è quanto mai diffuso nel settore del credito. Dopo lo sciopero di tutti i bancari, che sono sulle barricate con l'Abi per il rinnovo del contratto nazionale, è la volta dei lavoratori delle Bcc. Il mondo del Credito cooperativo, per altro, è interessato da un progetto di autoriforma che potrebbe portare alla creazione di una holding unica, sul modello francese. Insomma, un momento di grandi rivoluzioni, se per di più si considera anche il progetto di riforma delle Popolari.
Ma anche i dipendenti delle Bcc sono interessati da questioni contrattuali. I lavoratori del credito cooperativo hanno aderito compatti allo sciopero nazionale, indetto oggi, con punte di adesione tra il 70 e oltre il 90% sulla rete. In Lombardia, dove maggiore è la presenza delle Bcc, le adesioni hanno superato il 95%, comunicano i sindacati che parlano di una operatività degli sportelli "ampiamente ridotta su tutto il territorio nazionale".
Lo sciopero è stato proclamato da Fabi, Fiba, Fisac, Ugl e Uilca contro la disdetta della contrattazione nazionale e regionale di settore deliberata unilateralmente da Federcasse. "Oltre allo sciopero, durante la giornata, si sono svolti numerosi presidi davanti alle sedi delle varie Federazioni regionali delle Banche di Credito Cooperativo e alle maggiori Bcc, con manifestazioni a Roma (Lazio), Padova (Veneto), Salerno (Campania), Cosenza (Calabria), Faenza (Emilia Romagna), Fano (Marche) e Castellana Grotte (Puglia), a cui ha aderito un ampio numero di lavoratori", informa una nota della Fabi.
La categoria torna a scioperare per la prima volta dopo 15 anni contro i recessi dei due livelli di contrattazione, nazionale e regionale, il primo già in vigore, il secondo che diventerà esecutivo dal prossimo primo aprile. "Provvedimenti deliberati unilateralmente da Federcasse, che di fatto smantellano il quadro di regole e di diritti dei lavoratori, condivisi negli anni tra le parti", denuncia la Fabi. I lavoratori chiedono, inoltre, in vista dell'annunciata autoriforma di sistema, di rendere più trasparenti ed efficienti i sistemi di governance degli istituti e di preservare il legame delle bcc con il territorio, a sostegno delle famiglie e delle piccole medie imprese
"Dopo la grandissima adesione dei lavoratori allo sciopero", dichiara Luca Bertinotti, Segretario nazionale Fabi, "chiediamo a Federcasse di abbandonare posizioni di sterile intransigenza e di riaprire il dialogo e un confronto serio e rispettoso con i sindacati, facendo un passo indietro sulla disdetta della contrattazione di categoria, che toglie diritti ai lavoratori e riporta il settore indietro di 50 anni".
Ma anche i dipendenti delle Bcc sono interessati da questioni contrattuali. I lavoratori del credito cooperativo hanno aderito compatti allo sciopero nazionale, indetto oggi, con punte di adesione tra il 70 e oltre il 90% sulla rete. In Lombardia, dove maggiore è la presenza delle Bcc, le adesioni hanno superato il 95%, comunicano i sindacati che parlano di una operatività degli sportelli "ampiamente ridotta su tutto il territorio nazionale".
Lo sciopero è stato proclamato da Fabi, Fiba, Fisac, Ugl e Uilca contro la disdetta della contrattazione nazionale e regionale di settore deliberata unilateralmente da Federcasse. "Oltre allo sciopero, durante la giornata, si sono svolti numerosi presidi davanti alle sedi delle varie Federazioni regionali delle Banche di Credito Cooperativo e alle maggiori Bcc, con manifestazioni a Roma (Lazio), Padova (Veneto), Salerno (Campania), Cosenza (Calabria), Faenza (Emilia Romagna), Fano (Marche) e Castellana Grotte (Puglia), a cui ha aderito un ampio numero di lavoratori", informa una nota della Fabi.
La categoria torna a scioperare per la prima volta dopo 15 anni contro i recessi dei due livelli di contrattazione, nazionale e regionale, il primo già in vigore, il secondo che diventerà esecutivo dal prossimo primo aprile. "Provvedimenti deliberati unilateralmente da Federcasse, che di fatto smantellano il quadro di regole e di diritti dei lavoratori, condivisi negli anni tra le parti", denuncia la Fabi. I lavoratori chiedono, inoltre, in vista dell'annunciata autoriforma di sistema, di rendere più trasparenti ed efficienti i sistemi di governance degli istituti e di preservare il legame delle bcc con il territorio, a sostegno delle famiglie e delle piccole medie imprese
"Dopo la grandissima adesione dei lavoratori allo sciopero", dichiara Luca Bertinotti, Segretario nazionale Fabi, "chiediamo a Federcasse di abbandonare posizioni di sterile intransigenza e di riaprire il dialogo e un confronto serio e rispettoso con i sindacati, facendo un passo indietro sulla disdetta della contrattazione di categoria, che toglie diritti ai lavoratori e riporta il settore indietro di 50 anni".