Economia

Buoni pasto elettronici: c'è l'accordo per il Pos unico

L'intesa, al vaglio delle autorità, è stata siglata Sodexo, Qui Group e Day Ristoservice, ma è aperta a tutti gli operatori. Si tratta di un mercato da tre miliardi di euro l'anno

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MILANO - Accordo fatto: Sodexo, Qui Group e Day Ristoservice hanno firmato la prima bozza d'intesa per arrivare al Pos unico per leggere i buoni pasto elettronici di diversi emettitori. In base ad una follia tutta italiana, infatti, ogni società emettitrice ne ha uno proprio. Quindi, per poter accettare i ticket più diffusi, una cassa al bar o supermercato dovrebbe esporre almeno quattro lettori. Più quello (unico) per leggere bancomat e carta di credito.

Una situazione che, all'indomani dell'approvazione della legge di Stabilità che porta a 7 euro la deducibilità fiscale per i buoni pasto elettronici a partire dal 1 luglio 2015, aveva spinto Federdistribuzione a minacciare di non accettare più questo tipo di pagamenti anche perché - secondo loro - le gare sono distorte e le commissioni troppo salate. Una minaccia non da poco in considerazione del fatto che si tratta di un mercato da tre miliardi di euro l'anno, assorbito per un terzo proprio dai supermercati.

Quello di oggi rappresenta quindi un passo importante per la creazione di un'infrastruttura condivisa e diffusa in grado di supportare la diffusione del buono pasto elettronico. L'accordo, aperto a tutti gli operatori, è adesso al vaglio delle autorità competenti per l'approvazione definitiva. In questo modo dovrebbe calare i costi e le complessità di gestione.

Secondo la grande distribuzione, però, quello del Pos unico non è l'unico problema dei buoni pasto. A preoccupare Federdistribuzione sono anche le gare al massimo ribasso, utilizzate sia dalla Consip nel settore pubblico, che dai privati. Si premia, infatti, la società emettitrice che presenta il maggiore sconto sul valore facciale dei buoni; in genere si arriva al 20 per cento.

Una tesi che Consip contesta: "Le gare per i servizi - dice la società - non sono mai aggiudicate al massimo ribasso. La formula è quella dell'offerta economicamente più vantaggiosa", che assegna al punteggio tecnico (quindi all'elemento qualitativo dell'offerta) un peso di 55 punti, contro i 45 della parte economica (quindi l'elemento prezzo).

L'altro problema sollevato da Federdistribuzione è quello delle commissioni che in Italia vanno dal 6 al 15 per cento contro il 3 pagato in Francia. E per le card - premiate dalla defiscalizzazione - sono più alte rispetto a quelle applicate al ticket cartaceo (differenza media di 3 o 4 punti)
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