Economia

Confcommercio: il disagio sociale scende ai minimi dal 2012

Il misery index calcolato dall'associazione dei commercianti scende a 20,1 a gennaio, al minimo dal 2012. L'impatto positivo deriva dallo stabilizzarsi della disoccupazione e dal calo dei prezzi

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MILANO - Il misery index di Confcommercio è calato a gennaio a quota 20,1 punti, in diminuzione di sette decimi di punto rispetto a dicembre, il valore più basso da febbraio 2012. Il buon andamento deriva da una stabilità della disoccupazione estesa e dal brusco ridimensionamento dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto. La seconda riduzione consecutiva registrata dall'indicatore macroeconomico di disagio sociale - a novembre valeva 21,9 - rappresenta un altro elemento a supporto della ripresa per l'anno in corso.

A gennaio il tasso di disoccupazione ufficiale è sceso al 12,6%, in diminuzione di un decimo di punto rispetto dicembre e in aumento di un decimo nei confronti di un anno prima, segnala Confcommercio. I disoccupati si sono attestati a 3,221 milioni (-21mila sul mese precedente e +settemila rispetto a gennaio del 2014). Il numero di occupati è aumentato di 11mila unità su base mensile.

A gennaio le ore di cig autorizzate sono stimate in diminuzione rispetto a dicembre e rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Sulla base di questa stima si è calcolato che le ore di cig utilizzate (destagionalizzate e in ula) siano comunque aumentate. Il numero di scoraggiati è stimato, a gennaio, in crescita di 9.000 Unità rispetto a dicembre. Il combinarsi della riduzione dei disoccupati ufficiali e l'aumento degli scoraggiati e delle persone in cig ha determinato una stabilizzazione del tasso di disoccupazione esteso al 16,7%. Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto sono diminuiti dell'1,4% (-0,5% a dicembre). Il maggior contributo al ridimensionamento è derivato dalla componente energetica.