MILANO - Prima premiare chi si mette in regola, poi punire chi cerca di aggirare la norma. E' l'intento del senatore Piero Aiello (Ncd) che insieme ai colleghi Gentile, Bilardi e Di Giacomo ha presentato un disegno di Legge per incentivare l'utilizzo del Pos per i pagamenti con la moneta elettronica. Lo scorso 30 giugno, infatti, è entrata in vigore la norma che impone a commercianti e professioniti di "accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito", quando la somma è superiore ai trenta euro: una legge che - tuttavia - non ha spinto l'utilizzo della moneta elettronica, anche perché sprovvista di sanzioni per il mancato utilizzo.
E così chi già aveva il Pos ha continuato ad usarlo, mentre tra quelli che ne erano sprovvisti, solo una sparuta minoranza ha deciso di adeguarsi: d'altra parte la maggioranza dei consumatro non sa che il pagamento con il bancomat oltre i trenta euro è un diritto e quindi non lo fa valere. Chi ci prova, invece, trova la resistenza di commercianti e professionisti che senza rischiare di incorrere in sanzioni continuano ad aggirare la legge. Risparmiando in questo modo una cifra che oscilla tra i 25 e 180 euro annui per l'installazione del Pos, oltre ai costi variabili legati ai prezzi delle transazioni.
Adesso potrebbe cambiare tutto. "Noi - dice il senatore Aiello - vogliamo incentivare l'uso del Pos premiando chi si mette in regola attraverso la detrazione delle spese necessarie all'utilizzo e all'installazione delle apparecchiature necessarie. Non vogliamo che guadagnarci siano le banche, pensiamo piuttosto ai consumatori e ai professionisti". L'articolo 1 del disegno di Legge presentato lo scorso 22 gennaio prevede, infatti, che chi utilizza il Pos abbia il diritto a detrarre dall'imponibile il costo percentuale di ciascuna transazione eseguita: "In questo modo - prosegue Aiello - spingiamo gli interessati a mettersi in regola con un sistema che premia gli onesti", con la convinzione che la deducibilità dei costi spinga l'utilizzo e aiuti a recuperare parte del sommerso.
Sul fronte delle sanzioni, invece, si introduce una prima ammenda di 500 euro per chi è sprovvisto di Pos: a rilevare l'irregolarità può essere la Guardia di Finanza durante controlli di routine o a seguito di segnalazioni da parte dei clienti. Pagata la sanzione si hanno 30 giorni per adeguarsi e 60 giorni per comunicare alla Gdf l'avvenuta installazione. In caso di mancato adeguamento o comunicazione scatta una seconda ammenda, questa volta di mille euro, e l'esercente o professionista ha ancora un mese di tempo per mettersi in regola. Per i più refrattari scatta infine la sospensione dell'attività professionale o commerciale sino al completo adeguamento alla normativa in materia. "Abbiamo allungato di 30 giorni i tempi per mettersi in regola, insomma - conclude il senatore di Ncd - proviamo a lavorare sull'aspetto delle prevenzione attraverso gli incentivi anziché su quello delle sanzioni". Il testo è adesso all'esame delle Commissioni parlamentari competenti, la speranza dei firmatari è che diventi legge entro la fine dell'anno.
E così chi già aveva il Pos ha continuato ad usarlo, mentre tra quelli che ne erano sprovvisti, solo una sparuta minoranza ha deciso di adeguarsi: d'altra parte la maggioranza dei consumatro non sa che il pagamento con il bancomat oltre i trenta euro è un diritto e quindi non lo fa valere. Chi ci prova, invece, trova la resistenza di commercianti e professionisti che senza rischiare di incorrere in sanzioni continuano ad aggirare la legge. Risparmiando in questo modo una cifra che oscilla tra i 25 e 180 euro annui per l'installazione del Pos, oltre ai costi variabili legati ai prezzi delle transazioni.
Adesso potrebbe cambiare tutto. "Noi - dice il senatore Aiello - vogliamo incentivare l'uso del Pos premiando chi si mette in regola attraverso la detrazione delle spese necessarie all'utilizzo e all'installazione delle apparecchiature necessarie. Non vogliamo che guadagnarci siano le banche, pensiamo piuttosto ai consumatori e ai professionisti". L'articolo 1 del disegno di Legge presentato lo scorso 22 gennaio prevede, infatti, che chi utilizza il Pos abbia il diritto a detrarre dall'imponibile il costo percentuale di ciascuna transazione eseguita: "In questo modo - prosegue Aiello - spingiamo gli interessati a mettersi in regola con un sistema che premia gli onesti", con la convinzione che la deducibilità dei costi spinga l'utilizzo e aiuti a recuperare parte del sommerso.
Sul fronte delle sanzioni, invece, si introduce una prima ammenda di 500 euro per chi è sprovvisto di Pos: a rilevare l'irregolarità può essere la Guardia di Finanza durante controlli di routine o a seguito di segnalazioni da parte dei clienti. Pagata la sanzione si hanno 30 giorni per adeguarsi e 60 giorni per comunicare alla Gdf l'avvenuta installazione. In caso di mancato adeguamento o comunicazione scatta una seconda ammenda, questa volta di mille euro, e l'esercente o professionista ha ancora un mese di tempo per mettersi in regola. Per i più refrattari scatta infine la sospensione dell'attività professionale o commerciale sino al completo adeguamento alla normativa in materia. "Abbiamo allungato di 30 giorni i tempi per mettersi in regola, insomma - conclude il senatore di Ncd - proviamo a lavorare sull'aspetto delle prevenzione attraverso gli incentivi anziché su quello delle sanzioni". Il testo è adesso all'esame delle Commissioni parlamentari competenti, la speranza dei firmatari è che diventi legge entro la fine dell'anno.