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Il flop delle aste Bce: a gennaio nuova stretta ai prestiti

Bankitalia: nel primo mese del 2015 la contrazione è stata dell'1,8% contro il -1,6% di dicembre. Male gli affidamenti alle imprese: peggiorano dal -2,3 al -2,8%. La massa di sofferenze è cresciuta del 15,4%. I tassi d'interesse sui mutui in lieve calo al 3,06%

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MILANO - Torna ad accelerare la contrazione dei prestiti dalle banche verso il sistema economico, in particolare verso le imprese. E' quanto emerge dalla nota mensile diffusa da Bankitalia sull'andamento di gennaio. I dati mostrano quanto le misure prese in sede di Bce (che si sono dispiegate in pieno da lunedì 9 marzo con l'avvio del Quantitative easing, ma erano ampiamente attese dagli istituti) ancora fatichino a trasferirsi in ossigeno per le imprese. Bisogna anche considerare, infatti, che nel gennaio scorso si erano già tenute le due aste Tltro della Bce (la seconda a metà dicembre per 130 miliardi, la prima per poco più di 80 miliardi) che hanno portato denari a costo praticamente azzerato alle banche, che però li dovrebbero impiegare nell'economia reale e non investendo in titoli di Stato o simili. All'annuncio del 5 giugno scorso, infatti, la Bce spiegò che quelle aste erano "finalizzate a migliorare l’erogazione di prestiti bancari a favore del settore privato non finanziario dell’area dell’euro".

A quanto pare, quei soldi non hanno gonfiato il canale dei prestiti nel sistema italiano. Bankitalia dice infatti che i prestiti al settore privato sono scesi dell'1,8% annuo, rispetto al -1,6% di dicembre. Se le famiglie sono rimaste stabili al -0,5%, per le imprese l'andamento è peggiorato dal -2,3 al -2,8%. E invece, dalle tabelle di Bankitalia, si vede che le consistenze dei titoli di Stato italiani sono aumentate a 416,5 miliardi dai circa 400 miliardi di fine dicembre. Continua a crescere la massa di sofferenze, i prestiti di difficile esigibilità: il tasso di crescita è lievemente salito al 15,4%.

Ecco le principali voci dei bilanci delle banche italiane, diffuse da Via Nazionale:

Raccolta. A gennaio il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è stato pari al 5,0 per cento (4,0 per cento a dicembre). La raccolta obbligazionaria, includendo le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 17,7 per cento su base annua (-17,3 per cento nel mese precedente).

Prestiti. I prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una contrazione su base annua dell'1,8 per cento (-1,6 per cento a dicembre). I prestiti alle famiglie sono calati dello 0,5 per cento sui dodici mesi, come nel mese precedente; quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del 2,8 per cento (-2,3 per cento a dicembre).

Sofferenze. Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze  -  senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche  -  è risultato pari al 15,4 per cento, in linea col 15,2 per cento registrato a dicembre.

Tassi di interesse. I tassi d'interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l'acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,06 per cento (3,08 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all'8,71 per cento (8,10 per cento a dicembre). I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 3,32 per cento (3,31 per cento nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all'1,93 per cento (2,15 per cento a dicembre). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,67 per cento (0,73 per cento nel mese precedente).