Prove di disgelo Grecia-Ue. Varoufakis chiede flessibilità. Tsipras ottimista
Ma dalla Germania il falco Schaeuble torna a fare la voce grossa e non esclude l'uscita di Atene dall'euro: "Non sappiamo cosa pensano e non possiamo escluderlo". Juncker: "Escludo il fallimento, ma servono passi avanti"
MILANO - Proseguono i difficili tentativi di di disgelo tra la Grecia e l'Unione europea, in un percorso tortuoso che vede le parti impegnate in un logorante negoziato. Che come la maggior parte delle trattative difficili vede alcuni elementi sparare in alto per arrivare a portare a casa almeno gli obiettivi ritenuti minimi. Da Cernobbio, il ministro greco della Finanza, Yanis Varoufakis si mostra fiducioso: "La Bce farà tutto il possibile per mantenere l'indivisibilità dell'euro, spero ci garantisca la stessa flessibilità del 2012, quando c'era un'altro governo".
Il premier ellenico Alexis Tsipras, impegnato negli incontri con le massime istituzioni comunitarie, si è definito "ottimista" che si possa trovare una soluzione per risolvere la grave crisi della Grecia: al termine del suo incontro con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha detto che questo è "un interesse comune" perch&eg…
Il premier ellenico Alexis Tsipras, impegnato negli incontri con le massime istituzioni comunitarie, si è definito "ottimista" che si possa trovare una soluzione per risolvere la grave crisi della Grecia: al termine del suo incontro con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha detto che questo è "un interesse comune" perch&eg…
MILANO - Proseguono i difficili tentativi di di disgelo tra la Grecia e l'Unione europea, in un percorso tortuoso che vede le parti impegnate in un logorante negoziato. Che come la maggior parte delle trattative difficili vede alcuni elementi sparare in alto per arrivare a portare a casa almeno gli obiettivi ritenuti minimi. Da Cernobbio, il ministro greco della Finanza, Yanis Varoufakis si mostra fiducioso: "La Bce farà tutto il possibile per mantenere l'indivisibilità dell'euro, spero ci garantisca la stessa flessibilità del 2012, quando c'era un'altro governo".
Il premier ellenico Alexis Tsipras, impegnato negli incontri con le massime istituzioni comunitarie, si è definito "ottimista" che si possa trovare una soluzione per risolvere la grave crisi della Grecia: al termine del suo incontro con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha detto che questo è "un interesse comune" perchè "non è solo un problema greco ma un problema europeo". Quanto alle incomprensioni e ai malintesi con altri paesi dell'Eurozona, secondo Tsipras bisogna "andare avanti, sulla base del compromesso del 20 febbraio, in modo costruttivo". Schulz, ha detto Tsipras, "è un buon amico della Grecia". Il presidente dell'Europarlamento ha lanciato il suo invito al dialogo e ha anticipato che Atene, Parlamento europeo e Commissione "resteranno in contatto per creare un piano specifico di investimenti per la crescita della Grecia, con una strategia sostenibile di creazione di posti di lavoro per i prossimi quattro mesi".
Parole che si scontrano visibilmente con quanto rimbalza dall'Austria, dove il protagonista è ancora il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che non esclude più l'ipotesi di un'uscita della Grecia dall'euro. "Dal momento che la responsabilità di decidere è solo della Grecia, e non sappiamo cosa pensa di fare chi è al governo, non possiamo escluderlo", ha detto ieri sera all'emittente austriaca Orf, alzando di nuovo la pressione su Syriza a prendere una posizione chiara nel negoziato. Un atteggiamento che risponde alla pressione interna: secondo un sondaggio ZDF-Politbarometer, il 52% dei tedeschi è contrario a una permanenza di Atene nell'euro. In Germania sono inoltre molto critici col governo di Tsipras: soltanto l'11% definisce serio il comportamento dei greci rispetto ai partner europei.
La stessa pressione su Syiriza arriva dal presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che ha incontrato Tsipras. Il politico Ue ha usato parole di apertura, come Schulz, ma non ha mancato di sottolineare quanto sia necessario che il leader greco faccia passi avanti. "Non sono soddisfatto dagli sviluppi della situazione. Non sono stati fatti abbastanza progressi, ma cerchiamo di andare verso una soluzione condivisa" dell'attuazione del programma europeo di sostegno finanziario alla Grecia, ha detto prima dell'incontro. "Ora ci confronteremo sui problemi e discuteremo - ha spiegato Juncker - io farò alcune proposte, ma la Commissione è solo uno dei protagonisti. Tutte le decisioni vanno prese all'interno dell'Eurogruppo". In ogni caso, ha aggiunto, "escludo totalmente un fallimento. Troveremo una soluzione".
Dal canto suo, il leader greco ha espresso la sua "felicità" per l'incontro: "Lavoriamo per trovare il miglior modo di implementare le decisioni già prese. Credo che se c'è la volontà politica tutto è possibile". Tsipras e Juncker concordano comunque sul fatto che "tutte le parti del negoziato devono fare rapidamente dei progressi e che la situazione è seria". Accordo fatto, tra i due, per la creazione di un gruppo di lavoro greco dedicato a un migliore utilizzo dei fondi europei per attenuare gli effetti della crisi.
Un richiamo alla moderazione è arrivato dal presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che ha chiesto esplicitamente ai greci di "calmarsi" riferendosi anche alla minaccia di chiedere al governo tedesco le riparazione dei danni provocati dall'occupazione nazista. "In grecia - ha detto Dijsselbloem - troppa responsabilità per i problemi del paese viene attribuita all'esterno", lavoriamo tra partner "con calma".
L'esito positivo delle trattative, con la definizione di un piano di riforma della Grecia, è fondamentale per sbloccare una tranche da 7,2 miliardi di aiuti ad Atene. Che ha urgenza di ripagare il prestito al Fmi; proprio oggi, dalla Penisola ellenica è partito l'ordine di ripagare una tranche da 348 milioni al Fondo. Le prossime tranche del prestito del Fmi sono 558 milioni il 16 marzo e 335 milioni il 20 e il denaro potrebbe non essere sufficiente. Il ministro dell'Economia ellenico, Yanis Varoufakis, ha detto dal forum di Cernobbio che "il governo ha fatto tutti i passi necessari, ma anche gli istituti europei hanno sia la determinazione che la saggezza di farlo e quindi anche loro si assicureranno che qualsiasi problema di cash flow sia assicurato".
Il premier ellenico Alexis Tsipras, impegnato negli incontri con le massime istituzioni comunitarie, si è definito "ottimista" che si possa trovare una soluzione per risolvere la grave crisi della Grecia: al termine del suo incontro con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha detto che questo è "un interesse comune" perchè "non è solo un problema greco ma un problema europeo". Quanto alle incomprensioni e ai malintesi con altri paesi dell'Eurozona, secondo Tsipras bisogna "andare avanti, sulla base del compromesso del 20 febbraio, in modo costruttivo". Schulz, ha detto Tsipras, "è un buon amico della Grecia". Il presidente dell'Europarlamento ha lanciato il suo invito al dialogo e ha anticipato che Atene, Parlamento europeo e Commissione "resteranno in contatto per creare un piano specifico di investimenti per la crescita della Grecia, con una strategia sostenibile di creazione di posti di lavoro per i prossimi quattro mesi".
Parole che si scontrano visibilmente con quanto rimbalza dall'Austria, dove il protagonista è ancora il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che non esclude più l'ipotesi di un'uscita della Grecia dall'euro. "Dal momento che la responsabilità di decidere è solo della Grecia, e non sappiamo cosa pensa di fare chi è al governo, non possiamo escluderlo", ha detto ieri sera all'emittente austriaca Orf, alzando di nuovo la pressione su Syriza a prendere una posizione chiara nel negoziato. Un atteggiamento che risponde alla pressione interna: secondo un sondaggio ZDF-Politbarometer, il 52% dei tedeschi è contrario a una permanenza di Atene nell'euro. In Germania sono inoltre molto critici col governo di Tsipras: soltanto l'11% definisce serio il comportamento dei greci rispetto ai partner europei.
La stessa pressione su Syiriza arriva dal presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che ha incontrato Tsipras. Il politico Ue ha usato parole di apertura, come Schulz, ma non ha mancato di sottolineare quanto sia necessario che il leader greco faccia passi avanti. "Non sono soddisfatto dagli sviluppi della situazione. Non sono stati fatti abbastanza progressi, ma cerchiamo di andare verso una soluzione condivisa" dell'attuazione del programma europeo di sostegno finanziario alla Grecia, ha detto prima dell'incontro. "Ora ci confronteremo sui problemi e discuteremo - ha spiegato Juncker - io farò alcune proposte, ma la Commissione è solo uno dei protagonisti. Tutte le decisioni vanno prese all'interno dell'Eurogruppo". In ogni caso, ha aggiunto, "escludo totalmente un fallimento. Troveremo una soluzione".
Dal canto suo, il leader greco ha espresso la sua "felicità" per l'incontro: "Lavoriamo per trovare il miglior modo di implementare le decisioni già prese. Credo che se c'è la volontà politica tutto è possibile". Tsipras e Juncker concordano comunque sul fatto che "tutte le parti del negoziato devono fare rapidamente dei progressi e che la situazione è seria". Accordo fatto, tra i due, per la creazione di un gruppo di lavoro greco dedicato a un migliore utilizzo dei fondi europei per attenuare gli effetti della crisi.
Un richiamo alla moderazione è arrivato dal presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che ha chiesto esplicitamente ai greci di "calmarsi" riferendosi anche alla minaccia di chiedere al governo tedesco le riparazione dei danni provocati dall'occupazione nazista. "In grecia - ha detto Dijsselbloem - troppa responsabilità per i problemi del paese viene attribuita all'esterno", lavoriamo tra partner "con calma".
L'esito positivo delle trattative, con la definizione di un piano di riforma della Grecia, è fondamentale per sbloccare una tranche da 7,2 miliardi di aiuti ad Atene. Che ha urgenza di ripagare il prestito al Fmi; proprio oggi, dalla Penisola ellenica è partito l'ordine di ripagare una tranche da 348 milioni al Fondo. Le prossime tranche del prestito del Fmi sono 558 milioni il 16 marzo e 335 milioni il 20 e il denaro potrebbe non essere sufficiente. Il ministro dell'Economia ellenico, Yanis Varoufakis, ha detto dal forum di Cernobbio che "il governo ha fatto tutti i passi necessari, ma anche gli istituti europei hanno sia la determinazione che la saggezza di farlo e quindi anche loro si assicureranno che qualsiasi problema di cash flow sia assicurato".