Economia

Rallenta la deflazione: i prezzi di febbraio al -0,1% annuo

L'Istat rivede i dati migliorando la stima preliminare (-0,2% annuo), sensibile progresso rispetto a gennaio (-0,6%). Nella ripresa dei prezzi, l'impatto degli ortaggi. Recupera il "carrello della spesa": aumento dello 0,7% annuo

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MILANO - Si attenua la dinamica di calo dei prezzi in Italia: secondo i dati dell'Istat, nel febbraio scorso l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,4% su base mensile e segna un calo su base annua dello 0,1%, meno ampio rispetto a gennaio (-0,6%) e anche in miglioramento rispetto alla stima preliminare del -0,2%. La deflazione, cioè un periodo di calo dei prezzi, se nell'immediato può portare benefici al potere di spesa dei consumatori, nel lungo periodo rischia di portare allo stallo economico dato dal calo dei margini delle imprese e dallo stop ai consumi in attesa di tempi migliori. Proprio per combattere questo scenario, la Bce ha avviato il suo piano di Quantitative easing.

Tornando ai dati Istat, si legge che "l'attenuazione della flessione su base annua dell'indice generale è dovuta in primo luogo alla decisa ripresa dei prezzi dei Vegetali freschi (+10,8%, da -1,7% di gennaio); contribuiscono poi l'accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi dei Servizi relativi ai Trasporti (+1,4%, da +0,3% di gennaio), l'inversione di tendenza di quelli dei Tabacchi (+3,7%, da -0,4% di gennaio) e il parziale ridimensionamento della flessione annua dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-12,8%, da -14,0% di gennaio)".

In ripresa il cosiddetto "carrello della spesa": i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,6% su base mensile e dello 0,7% su base annua (a gennaio il tasso tendenziale era nullo). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,6% in termini congiunturali e fanno registrare una flessione tendenziale (-0,5%) meno ampia di quella rilevata a gennaio (-1,4%).

Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'"inflazione di fondo" sale a +0,6% (da +0,3% di gennaio); al netto dei soli beni energetici si porta a +0,7% (era +0,3% il mese precedente). Il rialzo mensile dell'indice generale - spiega ancora l'Istat - è dovuto soprattutto all'aumento dei prezzi dei Vegetali freschi (+7,8%), che è stagionale, e di quelli dei Tabacchi (+4,1%); un contributo viene inoltre dal rialzo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+0,8%).

Rispetto a febbraio 2014, i prezzi dei beni diminuiscono dello 0,9% (era -1,5% a gennaio) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi accelera (+0,8%, da +0,5% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a gennaio 2015 il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di tre decimi di punto. Dice ancora l'Istat che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,3% su gennaio e diminuisce dello 0,4% su febbraio 2014.