WASHINGTON - Ad ulteriore conferma delle sue mire di assurgere al ruolo di superpotenza militare, la Cina è diventata quest'anno il terzo produttore ed esportatore di armi del mondo, scavalcando la Germania, e seguendo i due colossi industriali-militari, Stati Uniti e Russia. Non solo. Pechino produce molto di più in casa e ha quindi ridotto le importazioni di sistemi di difesa. Tra il 2005 ed il 2009 era il primo acquirente al mondo di armi dall'estero. Ora è sceso al terzo posto con una contrazione degli acquisti da Paesi stranieri del 42%
Specularmente sul fronte delle esportazioni, negli ultimi 5 anni (2009-2014) le vendite di armi cinesi sono aumentate del 143%. L'export militare di Pechino rappresenta ancora il 5% del mercato, in forte crescita, ma ancora indietro rispetto alla quota del 31% detenuta dagli Usa e del 27% dei russi.
E' quanto riferisce il Wall Street Journal dopo che solo una decina di giorni fa Pechino aveva annunciato un ulteriore incremento del 10,1% delle spese militari, portate a 886,9 miliardi di yuan (141,45 miliardi di dollari), seconde solo a quelle Usa pari a 534 miliardi di dollari.
Tra i migliori clienti di Pechino ci sono il Pakistan (rivale dell'India), il Bangladesh ed il Myanmar: questi tre Paesi rappresentano da soli il 75% delle vendite di armi cinesi anche se l'attenzione di Pechino si sta spostando sui loro 'clienti/debitori' africani.
A conferma dell'aggressività commerciale cinese nel settore armamenti, grande attenzione ha ricevuto all'ultima fiera Idez ad Abdu Dhabi del sistema anti-aereo e anti-missile FD-2000 (o HQ-9) in grado di abbattere qualsiasi minaccia volante fino ad una distanza massima di 200 km e ad una quota di 27 km. Si tratta del sistema di difesa aerea che la Turchia, Paese Nato, ha confermato solo lo scorso 16 febbraio di volerne acquistare diverse batterie.
Specularmente sul fronte delle esportazioni, negli ultimi 5 anni (2009-2014) le vendite di armi cinesi sono aumentate del 143%. L'export militare di Pechino rappresenta ancora il 5% del mercato, in forte crescita, ma ancora indietro rispetto alla quota del 31% detenuta dagli Usa e del 27% dei russi.
E' quanto riferisce il Wall Street Journal dopo che solo una decina di giorni fa Pechino aveva annunciato un ulteriore incremento del 10,1% delle spese militari, portate a 886,9 miliardi di yuan (141,45 miliardi di dollari), seconde solo a quelle Usa pari a 534 miliardi di dollari.
Tra i migliori clienti di Pechino ci sono il Pakistan (rivale dell'India), il Bangladesh ed il Myanmar: questi tre Paesi rappresentano da soli il 75% delle vendite di armi cinesi anche se l'attenzione di Pechino si sta spostando sui loro 'clienti/debitori' africani.
A conferma dell'aggressività commerciale cinese nel settore armamenti, grande attenzione ha ricevuto all'ultima fiera Idez ad Abdu Dhabi del sistema anti-aereo e anti-missile FD-2000 (o HQ-9) in grado di abbattere qualsiasi minaccia volante fino ad una distanza massima di 200 km e ad una quota di 27 km. Si tratta del sistema di difesa aerea che la Turchia, Paese Nato, ha confermato solo lo scorso 16 febbraio di volerne acquistare diverse batterie.