Economia

Grecia, serve altro tempo per l'accordo. Tusk: "Non prima di Pasqua"

Tsipras sceglie la linea della fermezza e attacca il governo precedente di Samaras. Bruxelles e Atene ancora lontane nella definizione della lista di riforme per sbloccare gli aiuti. Il presidente del Consiglio Ue frena sui tempi: "I dettagli sono molto complessi"

2 minuti di lettura
MILANO - A voler usare la metafora calcistica, si può dire che i tempi supplementari sono finiti da un pezzo e ormai la partita tra la Grecia e la Ue è arrivata ai rigori ad oltranza. Serve ancora tempo, ad Atene e Bruxelles, perché si arrivi a definire la lista di riforme condivise che impegni il governo di Alexis Tsipras e permetta di liberare, dall'altra parte, la tranche da 7,2 miliardi di aiuti internazionali. Sembrava che lunedì fosse la giornata buona, ma l'ennesima colonna di fumo nero si è alzata dai comignoli delle trattative. Oggi, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk è arrivato a dire che non ci sarà alcuna svolta sugli aiuti alla Grecia prima di Pasqua. Ne ha parlato, come scrive Bloomberg, a Madrid spiegando che i dettagli del piano di riforme di Atene sono "molto complessi". Tusk auspica comunque un accordo entro fine aprile, mentre esclude l'ipotesi di un "piano B" per la Grecia.

Anche dall'esecutivo Ue arrivano indicazioni sulla necessità di altri giorni di trattativa. Nel frattempo, infatti, si sono chiusi ad Atene senza un accordo i negoziati tecnici tra il governo greco e il gruppo di Bruxelles e cioè i suoi principali creditori, che potrebbero riprendere la settimana prossima. Il mancato accordo non va inteso come un fallimento della trattativa, segnalano le fonti europee, ma come il segnale che i progressi sono lenti. Il leader ellenico Alexis Tsipras si è mostrato fermo intervenendo ieri sera al Parlamento ateniese: "Sì a un compromesso onorevole con i creditori, ma nessuno si aspetti una resa incondizionata della Grecia", ha detto. Il premier di Syiriza ha anche accusato il predecessore, Samaras, di aver "lasciato in cassa 2,7 miliardi in meno di quello che dicevano prima delle elezioni".

"I colloqui con le tre istituzioni sono un inizio e non siamo ancora alla fine. Dobbiamo proseguire il processo e vanno rispettate le condizioni concordate, con le variazioni dovute all'elezione di un nuovo governo", ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel durante una conferenza stampa con il presidente francese Francois Hollande a Berlino, a proposito della crisi greca. "Non c'è altra soluzione per la Grecia che restare parte dell'Europa", ha replicato il presidente francese.

Il problema di fondo resta l'accettazione da parte della ex Troika delle diciotto riforme promesse da Tsipras. Si tratta soprattutto di provvedimenti fiscali, che rimodulano la pressione: "Non alzeremo l'Iva", ha promesso il premier ma fermeremo il massacro della classe media e dei lavoratori dipendenti". Dal controllo dei fondi all'estero e delle frodi si attende una buona fetta di entrate supplementari, così come dal procedere con parte delle privatizzazioni (1,5 miliardi circa). Con gli incassi, Tsipras vuole rimpolpare le pensioni con la tredicesima ai più poveri e salvare il welfare da ulteriori tagli. Servono intanto soldi in fretta: Atene deve rimborsare 450 milioni al Fmi il 9 aprile.