Economia

Imu agricola, ultima chiamata alla cassa

Entro oggi si può saldare il balzello sui terreni senza sanzioni né interessi. Comuni montani e coltivatori in collina: ecco l'elenco di chi è esente. Dal ravvedimento sprint a quello lungo, cosa fare (e a che prezzo) per i ritadatari

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Ultima chiamata, il 31 marzo, per il versamento dell'Imu sui terreni agricoli per il 2014, senza sanzioni né interessi. Dopo le ultime novità introdotte dal decreto che ha stabilito le nuove esenzioni, varato proprio a ridosso della scadenza di pagamento, è prevista infatti la possibilità di regolarizzare fino ad oggi i pagamenti dovuti per l'anno scorso, quando l'Imu agricola era stata sospesa in attesa del provvedimento riordino.

Niente Imu sui terreni montani e nelle isole minori. Sulla base delle nuove disposizioni di legge è previsto un primo caso di esenzione completa dal pagamento in riferimento all'ubicazione dei terreni, esenzione che riguarda tutti i proprietari, compresi coloro che non sono coltivatori o imprenditori agricoli. Non va dunque versata l'Imu da chi possiede terreni agricoli che si trovano nei comuni classificati come totalmente montani sulla base dell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat (1.446 comuni). Inoltre, sempre in riferimento al 2014, non è dovuto il pagamento per i terreni agricoli e quelli non coltivati che si trovano nei comuni delle isole minori.

Niente Imu per chi era esente in base al decreto di dicembre. Alla fine del 2014 era stato varato un primo decreto per l'esenzione del pagamento in base all'altezza del terreno stesso sul livello del mare. Non sempre questo dato coincide con l'elenco dei comuni montani. In ogni caso il governo ha deciso di mantenere l'esenzione  dal pagamento anche per i proprietari di terreni che si trovano nei comuni presenti in questa prima lista ricavabile dal sito dell'Istat.

In collina paga solo chi non è coltivatore. Nel caso in cui i terreni si trovino, invece, in uno dei 308 comuni catalogati dall'Istat come “parzialmente montani” l'esenzione riguarda esclusivamente gli agricoltori. Rientrano in questa classificazione i comuni la cui altitudine è tra i 281 metri ed i 600 metri. In caso di proprietà di terreni in queste zone, dunque, l'esenzione è prevista solo per:
- terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, coltivati dagli stessi proprietari o non coltivati
- terreni, anche in questo caso posseduti da imprenditori agricoli o coltivatori diretti, che li abbiano a loro volta concessi in affitto ad altri coltivatori diretti e a imprenditori agricoli.
I proprietari che non hanno i requisiti professionali sono invece tenuti a pagare per i terreni collinari anche se li hanno dati in affitto a coltivatori diretti. A fare la differenza, in sostanza, è la qualifica del proprietario, non il fatto che il terreno sia o meno coltivato.
Inoltre è confermata l'esenzione per i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile che non ricadano in zone montane o di collina.

In caso di pagamenti in ritardo. Per chi dovesse scoprire in ritardo di dover pagare l'Imu, e quindi non fosse in grado di mettersi in regola oggi, c'è sempre la possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte al minimo. Ci sono tre tipologie di ravvedimento, diventate quattro con la Legge di Stabilità 2015:
Ravvedimento Sprint: prevede la possibilità di sanare la propria situazione versando l'imposta dovuta entro 14 giorni dalla scadenza con una sanzione dello 0,2% dell'importo da versare per ogni giorno di ritardo più gli interessi, giornalieri, al tasso legale dello 0,5%;
Ravvedimento Breve: in caso di pagamento dal 15° al 30° giorno di ritardo, con una sanzione fissa del 3% dell'importo da versare più gli interessi;
Ravvedimento Medio: in caso di pagamento fino al 90° giorno, con sanzione fissa del 3,33%  dell'importo da versare più gli interessi;
Ravvedimento Lungo: in caso di pagamento dopo il 90° giorno di ritardo, ma comunque entro un anno, con la sanzione fissa del 3,75% dell'importo da versare più gli interessi.