MILANO - Il mercato italiano dell'auto accelera: a marzo, secondo i dati del ministero dei Trasporti, è cresciuto del 15%. Le immatricolazioni sono state 161.303 portando le consegne nel primo trimestre dell'anno a quota 428.464: +13,46% rispetto allo stesso periodo del 2014. Bene Fiat Chrysler Automobiles che ha consegnato a marzo 45.960 vetture, il 17,1% in più dello stesso mese del 2014, con un incremento maggiore di quello del mercato: si tratta del miglior risultato degli ultimi 34 mesi. In crescita anche la quota di mercato passata dal 28% al 28,49%: nel primo trimestre le consegne sono state 121.098 (+14,3%).
L'aumento delle vendite di auto in Italia "non è dovuto al miglioramento del quadro economico", ma "la speranza della ripresa può avere influito in maniera significativa sulle decisioni di acquisto di aziende e famiglie" sostiene il Centro Studi Promotor commentando i dati del mercato italiano a marzo.
La quota di operatori del settore interpellati da Promotor, che indicano affluenza alta o normale di visitatori nelle show room, sale dal 65% al 70%, mentre la quota di operatori che segnalano normali o alti livelli di acquisizione di ordini passa dal 45% al 62%. Aumenta anche il clima di fiducia degli operatori del settore auto determinato dal Centro Studi Promotor. L'indicatore ha toccato quota 44,70, livello che non veniva raggiunto dall'adozione degli ultimi incentivi alla rottamazione del 2009. A marzo la crescita più forte resta quella del noleggio, ma aumenta anche la velocità del recupero delle vendite a privati.
"In sintesi - sostiene Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - il recupero sul mercato delle autovetture è dovuto alla pressione ormai insostenibile della domanda di sostruzione rinviata e alle speranze della ripresa dell'economia. Se queste speranze fossero vanificata, il recupero in atto potrebbe rapidamente esaurirsi. Se invece la ripresa, da tanto tempo annunciata, prendesse finalmente corpo, dovremmo modificare significativamente le previsioni già formulate per il 2015. In ogni caso non bisogna dimenticare che anche con l'accelerazione in atto il mercato italiano delle autovetture resta lontanissimo dai livelli normali per un paese come l'Italia".
Secondo Quagliano "restano ineludibili interventi del Governo per agevolare gli acquisti delle famiglie e per portare la tassazione sulle auto aziendali sugli standard europei".
L'aumento delle vendite di auto in Italia "non è dovuto al miglioramento del quadro economico", ma "la speranza della ripresa può avere influito in maniera significativa sulle decisioni di acquisto di aziende e famiglie" sostiene il Centro Studi Promotor commentando i dati del mercato italiano a marzo.
La quota di operatori del settore interpellati da Promotor, che indicano affluenza alta o normale di visitatori nelle show room, sale dal 65% al 70%, mentre la quota di operatori che segnalano normali o alti livelli di acquisizione di ordini passa dal 45% al 62%. Aumenta anche il clima di fiducia degli operatori del settore auto determinato dal Centro Studi Promotor. L'indicatore ha toccato quota 44,70, livello che non veniva raggiunto dall'adozione degli ultimi incentivi alla rottamazione del 2009. A marzo la crescita più forte resta quella del noleggio, ma aumenta anche la velocità del recupero delle vendite a privati.
"In sintesi - sostiene Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - il recupero sul mercato delle autovetture è dovuto alla pressione ormai insostenibile della domanda di sostruzione rinviata e alle speranze della ripresa dell'economia. Se queste speranze fossero vanificata, il recupero in atto potrebbe rapidamente esaurirsi. Se invece la ripresa, da tanto tempo annunciata, prendesse finalmente corpo, dovremmo modificare significativamente le previsioni già formulate per il 2015. In ogni caso non bisogna dimenticare che anche con l'accelerazione in atto il mercato italiano delle autovetture resta lontanissimo dai livelli normali per un paese come l'Italia".
Secondo Quagliano "restano ineludibili interventi del Governo per agevolare gli acquisti delle famiglie e per portare la tassazione sulle auto aziendali sugli standard europei".