MILANO - Il piano Juncker funzionerà. E potrebbe davvero attivare investimenti privati e pubblici nel Vecchio continente per 315 miliardi di euro. Ne è convinto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che questa mattina è intervenuto in audizione davanti alla commissione Bilancio della Camera proprio sul piano Ue. Il ministro ha spiegato che l'obiettivo di leva del piano Juncker di attivare 315 miliardi di investimenti "è ritenuto realistico" dalle istituzioni europee. Anche perché il successo dell'iniziativa è cruciale per la ripresa economica del continente.
Di certo l'Italia ha intenzione di sfruttare il nuovo corso dell'Unione europea anche nella stesura del Def - il documento di programmazione economica e finanziaria - che sarà presentato la settimana dopo Pasqua: "L'intenzione del governo è di avvalersi della nuova flessibilità Ue nel modo più efficiente possibile in una prospettiva di medio termine". Il documento, dunque, sarà "il "più espansivo possibile" con "sostegno dell'occupazione, degli investimenti a livello locale, pur rispettando i vincoli" di mercato e di bilancio.
D'altra parte - secondo Padoan - è proprio il calo degli investimenti pubblici e privati ad aver creato un "vulnus sia dal lato della domanda sia dal lato dell'offerta perché indebolisce la crescita potenziale". Il ministro ha quindi sottolineato che la caduta degli investimenti è "emblematica della gravità della crisi finanziaria che per molto tempo ha riguardato l'Europa e il nostro paese". In questo senso il titolare del dicastero di via XX Settembre ha ribadito l'impegno del "governo italiano nel portare avanti un ambizioso programma di riforme strutturali per aggredire le cause della crisi e aprire a nuove opportunità di investimento".
Per quanto riguarda l'Italia, c'è una "perduranza di ostacoli alla crescita che datano ben prima dello scoppio della crisi finanziaria". Per questo il ministro ha sottolineato 'importanza di proseguire sulla strada delle riforme "per aggredire le cause della crisi e aprire a nuove opportunità di investimento. Il deficit degli investimenti è particolarmente acuto in diversi settori fondamentali per la competitività (ricerca e infrastrutture) e in alcuni Paesi, tra cui l'Italia, e si associa ad una frammentazione dei mercati finanziari, contraria alla stessa concezione di un mercato unico. Il patto di stabilità interno va superato perché funziona male. Stiamo lavorando per superare questo meccanismo che fa usare male le risorse".
Di certo l'Italia ha intenzione di sfruttare il nuovo corso dell'Unione europea anche nella stesura del Def - il documento di programmazione economica e finanziaria - che sarà presentato la settimana dopo Pasqua: "L'intenzione del governo è di avvalersi della nuova flessibilità Ue nel modo più efficiente possibile in una prospettiva di medio termine". Il documento, dunque, sarà "il "più espansivo possibile" con "sostegno dell'occupazione, degli investimenti a livello locale, pur rispettando i vincoli" di mercato e di bilancio.
D'altra parte - secondo Padoan - è proprio il calo degli investimenti pubblici e privati ad aver creato un "vulnus sia dal lato della domanda sia dal lato dell'offerta perché indebolisce la crescita potenziale". Il ministro ha quindi sottolineato che la caduta degli investimenti è "emblematica della gravità della crisi finanziaria che per molto tempo ha riguardato l'Europa e il nostro paese". In questo senso il titolare del dicastero di via XX Settembre ha ribadito l'impegno del "governo italiano nel portare avanti un ambizioso programma di riforme strutturali per aggredire le cause della crisi e aprire a nuove opportunità di investimento".
Per quanto riguarda l'Italia, c'è una "perduranza di ostacoli alla crescita che datano ben prima dello scoppio della crisi finanziaria". Per questo il ministro ha sottolineato 'importanza di proseguire sulla strada delle riforme "per aggredire le cause della crisi e aprire a nuove opportunità di investimento. Il deficit degli investimenti è particolarmente acuto in diversi settori fondamentali per la competitività (ricerca e infrastrutture) e in alcuni Paesi, tra cui l'Italia, e si associa ad una frammentazione dei mercati finanziari, contraria alla stessa concezione di un mercato unico. Il patto di stabilità interno va superato perché funziona male. Stiamo lavorando per superare questo meccanismo che fa usare male le risorse".