Economia

Borse caute sulle nuove riforme di Atene. Occhi già sul lavoro Usa

Tsipras ha aggiornato le riforme con 6 miliardi di nuove entrate. Ma gli osservatori già guardano al Job report che verrà pubblicato domani, quando la maggior parte delle Piazze mondiali sarà di riposo per le festività pasquali. Saranno indicazioni importanti per le scelte della Fed sui tassi. L'euro torna sopra 1,08 dollari, spread in area 105 punti. Anche la Consob stoppa Ei Towers per le antenne Rai

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MILANO - Dopo la buona performance degli indici asiatici, quelli europei scelgono la via della cautela suggerita dallo stallo infinito delle trattative sulla Grecia. Gli osservatori guardano già ai dati sul mercato del lavoro americano: il Job Report verrà pubblicato domani, ma la coincidenza con le festività pasquali (il 'Good Friday') terrà chiusa la maggior parte delle Borse, con l'effetto che bisognerà attendere la prossima settimana per vedere la reazione sui mercati. In ogni caso gli Usa sembrano arrivare all'appuntamento con qualche certezza sulla ripresa in meno: l'antipasto fornito ieri dai dati Adp sui nuovi occupati del settore privato non è stato all'altezza delle attese. Oggi, invece, i sussidi settimanali per la disoccupazione sono calati a sorpresa, scendendo di 20mila unità a quota 268 mila. I numeri sul lavoro Usa saranno importanti nell'ottica delle prossime mosse della Federal Reserve, destinata ad alzare i tassi a cavallo dell'estate. Già a febbraio e marzo, nei rispettivi giorni di pubblicazione dei rapporti, si sono registrati i maggiori scossoni sui titoli di Stato Usa, con un balzo dei rendimenti dei Treasury legato ai buoni risultati emersi sul fronte occupazionale, che hanno fatto pensare a un percorso accelerato di innalzamento dei tassi.

Sul tono degli scambi resta la spada di Damocle di una trattativa tra Grecia e Ue sempre più impantanata: Atene ha aggiornato l'elenco delle riforme sul quale si confronta con il Gruppo di Bruxelles, proponendo misure da 6 miliardi di entrate, ma non ha ancora convinto le controparti. Intanto i fondi scarseggiano e il rimborso della tranche da 450 milioni al Fmi, in scadenza il 9 aprile, è a rischio: gli stessi rappresentanti ellenici hanno fatto presente che serve una parte del prestito internazionale entro quella data, per evitare il default tecnico. La Bce ha alzato ancora l'asticella dei prestiti d'emergenza alle banche elleniche, di 700 milioni, mentre la fuoriscita dei depositi a marzo, pur rallentando, ha eroso altri 3 miliardi dai bilanci degli istituti. L'agenda odierna è piuttosto scarica, visto anche il clima pre-festivo. I prezzi al consumo nell'area dell'Ocse restano stabili in febbraio: il tasso annuo di inflazione è risultato dello 0,6% in lieve aumento rispetto allo 0,5% annuo segnalato in gennaio. Di nuovo negli Usa, oltre ai dati sulla disoccupazione si registra il calo del deficit della bilancia commerciale: 35,44 miliardi a febbraio. Fanno meglio delle attese gli ordini alle fabbriche di febbraio (+0,2%), mentre segnali di rallentamento arrivano dal calo dell'indice Ism manifatturiero di New York: giù a 50 punti a marzo dai 63,1 di febbraio.

Le Borse europee recuperano un po' di terreno con l'apertura dell'attività americana, ma chiudono contrastate: Milano archivia l'ottava in calo dello 0,22%, Francoforte dello 0,28%, mentre Parigi aggiunge lo 0,24% e Londra lo 0,35%. Andamento in recupero per Wall Street, dove il Dow Jones sale dello 0,3%, lo S&P500 dello 0,4%, mentre il Nasdaq avanza dello 0,2%.

A Piazza Affari si guarda ancora all'Offerta di Ei Towers sulle torri della Rai: anche la Consob ha detto che non si può dare il via libera al prospetto, visto che è vincolato al raggiungimento del 67% del capitale di Rai Way mentre il governo - azionista di maggioranza - non vuole scendere sotto il 51%. Unicredit incassa intanto il miglioramento dell'outlook da parte dell'agenzia di rating Fitch, che ha rivisto le prospettive per la banca italiana da "negative" a "stabili" confermando intanto le pagelle sull'affidabilità dell'istituto. Ultima giornata di contrattazioni per Gtech, che strappa prima di andare a scambiare a Wall Street.

L'euro  chiude in rialzo a 1,0887 dollari e 130,26 yen dopo aver toccato un massimo di seduta di 1,0903 dollari. Lo spread tra Btp e Bond è stabile in area 110 punti base, con il rendimento dei decennali italiani all'1,29%.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, per le ricoperture a breve degli investitori e gli acquisti della Boj. L'indice Nikkei è avanzato dell'1,46% a 19.312,79 punti. Chiusure in rialzo in Cina: Shanghai guadagna lo 0,41% e Shenzhen lo 0,23%. L'indice Msci Asia Pacific ha centrato il primo rimbalzo da sei gironi.

L'oro lima qualche posizione dai massimi dallo scorso 30 gennaio, trattando poco sotto la soglia di 1.200 dollari l'oncia, quando in Europa gli scambi si avviano alla conclusione. Ieri il metallo giallo aveva segnato un progresso dell'1,7%. Il petrolio perde quota all'indomani del maggiore rialzo giornaliero in quasi due mesi: il contratto a maggio segna un calo dell'1,3% a 49,4 dollari al barile. Il mercato delle materie prime continua a guardare al tavolo di trattativa sul nucleare tra l'Iran e il comitato dei 5+1, giunto ormai all'ottavo giorno di confronto.