Economia

Il car pooling corre lungo la Serravalle tra Genova e Milano

Un gruppo nato su Facebook permette di muoversi da una città all'altra, in auto, spendendo 5 euro: "Un modo per fare amicizie nuove e risparmiare qualche soldo per far quadrare il budget dei pendolari" dice il fondatore Federico Biolè

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MILANO - Gli italiani cercano lavoro all'estero, i genovesi - in linea di massima - preferiscono Milano. Soprattutto per non allontanarsi troppo dal mare. E quando capita di incontrarli, con quella faccia un po' malinconica lungo le strade del capoluogo lombardo, il ritornello è sempre lo stesso: "E' quasi venerdì, per fortuna si torna a casa". Solo che spesso - soprattutto d'estate - i treni sono pieni e l'andata e ritorno in macchina costa 60 euro: troppo, in particolare per i giovani alle prese con affitti, bollette e stipendi con i quali si fatica ad arrivare a fine mese. Da buon genovese, Federico Biolè ha provato a trovare una soluzione lanciando su Facebook un gruppo aperto ai pendolari tra le due città che funzionasse come un servizio di car pooling: ci si dà un passaggio e si dividono le spese del viaggio. 

Il risparmio è notevole perché Biolè ha messo un paletto irremovibile: "Il costo del viaggio può oscillare tra i 25 e i 30 euro, quindi con cinque passeggeri il contributo va da 5 a 6 euro a testa, molto meno del treno". L'idea dei "Figli della Serravalle", il nome del gruppo, è nata da un'esigenza prettamente egoistica: "Per tornare a casa spendevo 240 euro al mese, una cifra che incideva troppo sul mio budget. E poi andare avanti e indietro in macchina, lungo quell'autostrada è lunghissimo. Il tempo non passa più".

Abbastanza perché nascesse l'idea della condivisione. Certo senza Facebook sarebbe stato impossibile, ma ai tempi del social network è tutto più semplice: "In fondo - dice Biolè - il senso di internet è anche questo, trasformare i rapporti virtuali e reali e magari rendere utile il futile. In questo modo anche una trasferta noiosa prende un sapore diverso e diventa divertente, oltre che economica. Inoltre si fanno nuove amicizie, cosa che non guasta quando ci si trova in una città nuova".

Nato nel novembre del 2011 il gruppo conta oltre 400 iscritti e le macchina verso i due capoluoghi partono praticamente quotidianamente: basta scorrere i messaggi sulla bacheca per rendersene conto. "Ciao Figli! Stasera circa le 18 partenza da Famagosta direzione Zena, 3 posti liberi!": si comunicano orario, luogo di partenza e posti liberi, poi chi vuole si prenota e si aggrega. Certo non è un servizio taxi, quindi chi guida "comanda", ma ci si mette d'accordo su dove venire lasciati. 

"Il servizio - spiega ancora il 37enne genovese - è completamente gratuito. Ai tempi della new economy è un po' una beffa, ma in fondo ho risparmiato parecchio negli ultimi anni. Certo si potrebbe pensare di incassare qualcosa con la pubblicità, ma se il gruppo ha dimensioni importanti per quello che era l'obiettivo iniziale, 400 persone non sono ancora abbastanza per raccogliere qualche inserzionista. Più avanti si vedrà". 

Un aspetto a cui Biolè tiene particolarmente è quello della sicurezza, soprattutto per evitare che nel gruppo entrino malintenzionati: "Sono io che decido chi entra e chi resta fuori. E' impossibile essere sicuri al 100 per cento, ma se non conosco direttamente chi fa la richiesta, verifico che abbia almeno un amico in comune con me a cui chiedere una sorta di referenza o che conosca qualcuno del gruppo che in qualche modo garantisca per lui".

L'unico problema lo ha avuto proprio il fondatore dei Figli della Serravalle che dopo anni da pendolare è tornato a Genova, ma solo per dodici mesi, poi è ripartito alla volta di Ovada, in provincia di Alessandria: niente Serravalle, ma austrada dei Giovi, questa volta. Solo che la comunità ligure in Basso Piemonte è piuttosto esigua e il car pooling fatica a decollare.