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Unioncamere, un'impresa individuale su 10 è "extracomunitaria"

Trend opposto rispetto alle società italiane: lo scorso anno in 35mila hanno abbassato la saracinesca. Gli imprenditori più numerosi sono marocchini seguiti dai cinesi

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MILANO - L'Italia delle imprese è sempre più multietnica. Mentre la crisi abbassa le saracinesche delle aziende italiane (35mila in meno), lo scorso anno sono cresciute di 23mila unità quelle individuali costituite da cittadini provenienti da Paesi extracomunitari, superando quota 335mila nel complesso: in sostanza una ogni 10 imprese che adottano questa forma giuridica.

L'indagine trimestrale condotta da Unioncamere/ InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio segnala che gli imprenditori stranieri più numerosi sono quelli provenienti dal Marocco (64mila) con una fortissima presenza nel commercio (oltre 46mila), seguiti dai cinesi (in totale 47mila), con oltre 5mila ristoranti e 16mila aziende manifatturiere, prime tra tutte quelle tessili concentrate soprattutto in Toscana, e ora in forte crescita anche tra i parrucchieri e nelle attività di servizio alla persona.

"Le trasformazioni che sta subendo il nostro sistema produttivo rispecchiano chiaramente l'evoluzione in corso della nostra società, sempre più sollecitata dall'arrivo di persone provenienti da paesi stranieri", ha segnalato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. "La crescente diffusione di queste iniziative imprenditoriali dimostra che l'impresa resta una delle strade migliori per l'integrazione e la coesione sociale. Teniamo conto che, considerando anche le società di capitali, la presenza immigrata in italia nel mondo imprenditoriale sale ancora, raggiungendo le 500mila unità".