Economia

Il Convento di Monterosso si affida alla Provvidenza del crowdfunding

Scelto dagli italiani come posto del cuore 2014 nel censimento del Fai, la residenza dei cappuccini ha bisogno di 500mila euro per essere messo in sicurezza: "Nessun aiuto dagli enti locali e nazionali" dice padre Renato

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MILANO - I francescani devono averci preso gusto. E dopo Assisi bussano alle porte della Provvidenza a Monterosso, rivolgendosi "agli uomini di buona volontà", sotto forma di crowdfunding: la raccolta di fondi "dal basso", attraverso la rete. Una forma di finanziamento che nel 2013 ha permesso di raccogliere 5 miliardi di dollari a livello globale, 30 milioni solo in Italia. E sempre più prende piede tra le associazioni no profit. Solo quest'anno hanno lanciato una raccolta i frati di Assisi di ridare luce a 620 metri quadrati di affreschi nella Basilica Inferiore di San Francesco, l'unica parte del complesso monumentale risparmiata dal terremoto del 1997 e la filarmonica di Sestri Levante che ha appena compiuto 140 anni, ma - complice la crisi - non gode di buona salute finanziaria.

La storia si ripete anche a Monterosso dove sorge il Convento dei Frati Capuccini appena eletto luogo del cuore 2014 da un censimento del Fai cui hanno partecipato più di un milione e seicentomila italiani. Il posto più amato dagli italiani, però, ha bisogno di 500mila euro tornare in sesto: dopo le calamità alluvionali del 2011 che avevano portato morte e distruzione in paese, alle 5 Terre e in tutta la Regione, il 21 marzo 2013 è crollato lo storico muraglione portante del Convento. Un dramma per i frati e per Monterosso con il paese sbarrato dall'enorme frana.

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"Abbiamo partecipato al censimento del Fai per vincere. Abbiamo lavorato per farlo. Per sollevare l'attenzione verso la nostra struttura" dice padre Renato rettore del Convento, nominato Cavaliere della Repubblica dall'ex presidente Giorgio Napolitano. Un'onorificenza della quale il cappuccino è stato insignito per i servizi resi dal Covento durante le alluvioni che hanno devastato le 5 Terre: "Fa molto piacere, ma dopo il premio non abbiamo più avuto aiuti da nessuno. Per fortuna adesso sono arrivati i 50mila euro dal Fai, ma non bastano". 

D'altra parte le casse del Convento sono rimaste praticamente a secco dopo la prima alluvione quando furono accolti sfollati e squadre di soccorso: "Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto quello che dovevamo, al fianco della popolazione facendo giungere da parrocchie, conventi, amici e parenti camion e furgoni colmi di aiuti di ogni genere. Noi però non abbiamo ricevuto alcun aiuto da alcuna istituzione locale, regionale, nazionale. Adesso però, grazie al Fai il nostro Convento è tornato ad essere il Paradiso di sempre. Insomma abbiamo smesso di aspettare gli altri e ci dati da fare da soli".

Anche perché il Convento, visibile da tutte le Cinque Terre, è considerato un forte elemento di attrazione per i turisti grazie al valore storico e artistico dei tesori che contiene: dalla chiesa seicentesca in stile cappuccino con altare e coro in legno alle sue opere d'arte (fra cui la "Crocifissione" attribuita al pittore Van Dyck, "San Girolamo penitente" di Luca Cambiaso e "La Veronica" dello Strozzi).

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Abbastanza perché i frati decidessero di lanciare un segnale forte all'intera comunità: "D'altra parte - dice padre Renato - io vengo dalla Valtellina. Siamo abituati a non chiedere nulla e a lavorare duro. Adesso ci affidiamo alla Provvidenza. Non sono molto pratico di questo nuovi strumenti, ma mi voglio fidare. Pace e bene". Provvidenza 2.0, sotto forma di crowdfunding.