Economia

Borse Ue, chiusure positive con le rassicurazioni di Draghi

Il governatore della Bce, Mario Draghi 
Il governatore ribatte agli interrogativi su una fine anticipata del programma, ripartono gli acquisti sui titoli di Stato. Milano chiude a +1,2%. Confermati i dati sull'inflazione in Germania e Francia: i prezzi tedeschi salgono dello 0,3% annuale, quelli francesi restano in negativo dello 0,1%. Rallenta la Cina: il Pil del primo trimestre cresce ai minimi da sei anni e la produzione industriale delude. Tokyo cede lo 0,2%
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MILANO - I mercati europei trattano in rialzo sostenuti dal comparto petrolifero e dalle dichiarazioni del governatore della Bce, Mario Draghi. L'Eurtower ha comunicato la decisione di mantenere i tassi al livello minimo storico, e nella conferenza stampa, interrotta per qualche istante da una manifestante che è salita sulla scrivania di Draghi, il presidente ha tenuto dritta la barra del programma d'acquisto di titoli. Dopo un mese abbondante di operatività sul mercato (al 10 aprile risultavano 61 miliardi di titoli del settore pubblico in portafoglio), gli analisti già si pongono alcune questioni: continuerà il programma anche se l'inflazione dovesse mostrare segnali di risveglio, prima del settembre 2016 (data di termine del Qe)? E come intende la Bce affrontare la questione di una sempre più grande fetta di titoli scivolati in territorio di rendimento negativo, che scotta tanto la Germania e rende risicata la platea di bond che può acquistare? Draghi ha risposto facendo capire che sono problemi prematuri, che non c'è alcuna intenzione da parte della Bce di fermare il programma e che non ci sono difficoltà a trovare titoli da acquistare.

I mercati guardano anche ai dati sull'inflazione nelle principali economie Ue e, come accennato, sulla Cina. I prezzi al consumo, in Germania, registrano a marzo una crescita dello 0,5% rispetto al mese precedente. Il dato finale diffuso da Destatis conferma le stime anche per il dato annuo che segna un +0,3%. Il dato armonizzato, utilizzato come riferimento dalla Bce, registra una crescita dei prezzi dello 0,1% annuo. In Francia, sempre a marzo, l'inflazione è cresciuta dello 0,7% rispetto al mese precedente, in linea con il dato di febbraio, ma ha registrato un calo annuo dello 0,1%. (-0,3% annuo a febbraio). Nell'Eurozona, il surplus della bilancia commerciale è salito intanto a 20,3 miliardi. Si segnalano anche le preoccupazioni del Fmi sullo scenario finanziario globale.

In questo contesto, Piazza Affari si rafforza e chiude con un guadagno dell'1,17% consolidandosi sopra 24mila punti. In rialzo anche le altre Borse europee: Parigi aggiunge lo 0,7%, Francoforte chiude poco mossa (+0,03%) e Londra si apprezza dello 0,3%. A sostenere le quotazioni è il comparto petrolifero, dopo che l'Agenzia Internazionale dell'Energia ha leggermente alzato le sue previsioni per la crescita della domanda mondiale di petrolio nel 2015, indicando contemporaneamente che la produzione dei paesi non Opec è destinato a crescere meno velocemente.

Tra i titoli di Milano si guarda ad Anima Holding: il Monte dei Paschi ha ceduto il suo pacchetto del 10,3% a Poste. Sempre sotto osservazione Exor, dopo l'annuncio di una maxiofferta da 6,4 miliardi di dollari per le riassicurazioni PartnerRe. A livello europeo, fa rumore il piano di fusione da 15 miliardi tra Nokia e Alcatel Lucent.

Le parole di Draghi fanno partire gli acquisti sui titoli di Stato: il Bund tedesco a 10 anni ritocca ancora il minimo storico del rendimento, che è sceso a 0,117% per poi rimbalzare. Lo spread tra Btp e Bund, che è sceso fin verso 110 punti base, a fine giornata staziona in area 115 con il rendimento dei decennali italiani all'1,26%. L'euro chiude in calo a 1,0590 dollari dopo aver toccato un massimo di seduta di 1,0674 dollari per via delle rassicurazioni di Draghi. La preoccupazione del governo nipponico per un eccessivo deprezzamento della moneta continua a sostenere lo yen, in rialzo sia sul dollaro (a quota 119,38) che sull'euro (126,40).

Wall Street prosegue in rialzo. Sul versante americano tengono banco le trimestrali, con BofA tornata in attivo. Quando in Europa terminano le contrattazioni, il Dow Jones sale dello 0,2%, lo S&P500 aggiunge mezzo punto percentuale in linea con il Nasdaq. L'agenda americana è densa: la richiesta di nuovi mutui è calata nell'ultima settimana tracciata del 2,3%, mentre l'indice manifatturiero Empire State di aprile è scivolato a -1,2 punti.

Andando in Oriente, il Pil della Cina nel primo trimestre dell'anno ha registrato una crescita dell'1,3%, portando il valore su anno ad un +7%. I dati dell'Ufficio di statistica di Pechino mostrano un rallentamento dal +7,3% del quarto trimestre dello scorso anno, ma sono un po' sopra le attese di mercato. Si tratta comunque del livello minimo da sei anni, a ulteriore conferma di come il governo stia cercando di orientare la crescita verso una dinamica sostenibile e non più tumultuosa. E' andata ben sotto le stime, invece, la dinamica della produzione industriale: a marzo è cresciuta del 5,6% su base annua, meno delle attese degli analisti che avevano pronosticato un aumento del 7%. La Borsa di Tokyo ha così chiuso in territorio negativo: il Nikkei, l'indice dei 225 titoli guida, ha perso lo 0,20% scendendo a 19.869,76 punti. Chiusure in calo anche per le Borse cinesi: Shanghai ha perso l'1,24%, Shenzhen il 2,82%.

Il prezzo del greggio è in rialzo a New York, dove le quotazioni del Wti si portano sopra 55 dollari al barile, alla chiusura dei mercati Ue. Nella settimana conclusa il 10 aprile le scorte di petrolio negli Usa sono cresciute di 1,294 milioni di unità a 483,687 milioni, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 3,6 milioni di barili, dopo l'aumento di 10,95 milioni di unità precedente.