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Borse. chiusure in rosso con lo stallo sulla Grecia

Il falco tedesco Schaeuble mette alle strette il governo di Tsipras, parte un nuovo conto alla rovescia per le casse di Atene: il 12 maggio devono rimborsare il Fmi con quasi 750 milioni. Juncker: "Il lavoro deve intensificarsi". Lo spread torna in area 130 punti
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MILANO - L'attività dei mercati europei procede timorosa mentre la questione greca torna a far riempire di inchiostro i giornali e a preoccupare gli osservatori. Se Angela Merkel, secondo le solite indiscrezioni che non trovano conferme ufficiali, avrebbe preparato un piano per tenere Atene ancorata all'euro anche in caso di default sul debito, il suo ministro Wolfgang Schaeuble non perde occasione per agitare le acque. Il titolare delle Finanze di Berlino ha fatto sapere al governo di Tsipras, da New York, che è ora di smetterla di alimentare false speranze e di impegnarsi piuttosto nelle riforme. Ma anche che al prossimo incontro dei ministri delle Finanze, il 24 aprile, non ci sarà ancora un accordo.

Ormai molti analisti lo davano per certo, ma Schaeuble è il primo a uscire allo scoperto con questo pensiero netto: l'effetto è far ripartire il ticchettio dell'orologio per Atene. Le lancette indicano il probabile default e cerchiato…
MILANO - L'attività dei mercati europei procede timorosa mentre la questione greca torna a far riempire di inchiostro i giornali e a preoccupare gli osservatori. Se Angela Merkel, secondo le solite indiscrezioni che non trovano conferme ufficiali, avrebbe preparato un piano per tenere Atene ancorata all'euro anche in caso di default sul debito, il suo ministro Wolfgang Schaeuble non perde occasione per agitare le acque. Il titolare delle Finanze di Berlino ha fatto sapere al governo di Tsipras, da New York, che è ora di smetterla di alimentare false speranze e di impegnarsi piuttosto nelle riforme. Ma anche che al prossimo incontro dei ministri delle Finanze, il 24 aprile, non ci sarà ancora un accordo.

Ormai molti analisti lo davano per certo, ma Schaeuble è il primo a uscire allo scoperto con questo pensiero netto: l'effetto è far ripartire il ticchettio dell'orologio per Atene. Le lancette indicano il probabile default e cerchiato di rosso c'è il 12 maggio: entro quel giorno Tsipras dovrà rimborsare il Fmi con 747 milioni e probabilmente l'incontro della vigilia, un Eurogruppo dell'11 maggio, potrebbe essere l'ultima occasione buona per non fallire. Che la situazione finanziaria sia tesa è testimoniato anche dal tentativo dei funzionari ellenici, riportato dal Ft, di chiedere al Fondo un dilazionamento dei rimborsi. Richiesta che sarebbe stata rispedita al mittente dall'organismo di Washington. Come non bastasse, dalla Ue il portavoce del presidente Jean-Claude Juncker fa sapere che "il lavoro prosegue ma non siamo soddisfatti del livello di progressi raggiunto finora: deve intensificarsi".

Su questo stallo si muove la Bce, con il governatore Mario Draghi che ha tranquillizzato i mercati sull'efficacia e la durata del Quantitative easing: il governatore ha scartato l'ipotesi di uno stop anticipato al programma, rilanciata da qualcuno, o di difficoltà a reperire titoli acquistabili sul mercato.

I listini Ue chiudono deboli con il rinnovarsi dei timori sulla Grecia: Piazza Affari cede l'1,75%. Fca, dopo la partenza chiude in ribasso sulle parole di Marchionne, nonostante i dati positivi sulle immatricolazioni e la promozione di Goldman Sachs, proprio nel giorno della prima assemblea olandese per il Lingotto. Derbole anche su Cnh, la società delle macchine pesanti nell'orbita Agnelli, ai massimi da un anno dopo che Sergio Marchionne ha aperto a possibili acquisizioni nel settore agricolo. Sotto tiro anche Mps mentre a Siena si svolge l'assemblea di Mps su conti, cda e aumento di capitale. Londra chiude in calo dello 0,51%, Parigi perde lo 0,57% e Francoforte l'1,9%.

L'agenda macroeconomica europea non è particolarmente densa: la bilancia commerciale italiana è in surplus di 3,5 miliardi a febbraio, mentre gli economisti delle istituzioni finanziarie private europee rivedono in meglio le loro stime di crescita per l'Eurozona, portandole a +1,4% per quest'anno (1,1% tre mesi fa), +1,7% per il prossimo (1,5%) e +1,8% per il 2017 (1,7%). Anche in Germania dilaga l'ottimismo: i maggior centri di studi economici tedeschi hanno rivisto al rialzo le previsioni congiunte, citando le spinte supplementari derivanti dal calo del petrolio e dell'euro e dal rafforzamento dei consumi. Ora sul 2015 stimano una espansione del pil del 2,1 per cento, nettamente più elevata del più 1,2 per cento indicato l'autunno scorso.

L'euro torna sopra quota 1,07 verso il dollaro: la moneta unica scambia a 1,0719 rispetto al dollaro. Si allarga invece lo spread Btp-Bund: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta a un soffio da quota 130 punti base, con il rendimento del decennale italiano all'1,37%. La prima fase del collocamento del Btp Italia, chiusa ieri per la clientela retail, ha raccolto ordini per un controvalore complessivo di quasi 5,4 miliardi. Nella seconda fase, quella per gli istituzionali, si sono aggiunti altri 4 miliardi di raccolta.

Wall Street perde terreno alla chiusura delle Borsee europee: il Dow Jones cede lo 0,1%, l'S&P 500 lo 0,2%, il Nasdaq è sulla parità. Continua la stagione delle trimestrali, che vede impegnata tra le altre Goldman Sachs: gli utili per azione, a 5,94 dollari, superano le attese. Quando ai dati, negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, all'11 aprile 2015, sono aumentate di 12mila unità a 294mila. Il dato reso noto dal dipartimento del Lavoro è superiore alle attese degli analisti che si aspettavano ci si attestate sulle 280mila richieste, in lieve calo dalla settimana precedente, quando erano aumentate di 14mila unità a 281mila.  I nuovi cantieri sono cresciuti in marzo del 2% alla quota destagionalizzata di 926.000 unità, mentre il numero di permessi edilizi è sceso del 5,7%. Anche in questo caso i dati resi noto dal governo americano sono nettamente peggiori delle attese degli analisti che si attendevano un aumento del 15,9% dei cantieri a fronte di una flessione molto più modesta dei permessi. Rispetto a un anno fa, in marzo i nuovi cantieri sono calati del 2,5% mentre i permessi sono cresciuti del 2,9%.

La Borsa di Tokyo ha terminato la seduta in leggero rialzo: il Nikkei ha guadagnato lo 0,08% (+16,01 punti) a 19.885,77 punti. Quanto infine alle materie prime, il petrolio reduce da un rally tratta in areas 56 dollari al barile. Oro oltre quota 1.200 dollari sui mercati asiatici, scambiato a 1.207,70 dollari l'oncia con un rialzo dello 0,4% rispetto ai 1.202,96 segnati sulla piazza di Singapore.