Padoan: "Debito non sale, anzi si stabilizza"
Il ministro dell'Economia ottimista sui conti pubblici. "E non temo impatto crisi greca"
ROMA - "Non è vero che il debito continua a crescere. Quest'anno si stabilizza e poi continua a scendere" a una velocità sostenuta. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan è ottimista sulla tenuta dei conti pubblici. Che ci mettono "pienamente nell'ambito delle regole europee". Non solo. "L'Italia ha una sua politica assolutamente credibile di crescita, abbattimento del debito e di politica fiscale solida". Nel Def, insiste il ministro, "è scritto molto chiaramente che per il 2016 l'Italia invoca la clausola delle riforme strutturali che consente un sentiero più lento di aggiustamento del saldo strutturale che sarà raggiunto nel 2017".
Anche il caso Grecia non spaventa. Non temo impatti, dice Padoan "anche se un rapido accordo tra i creditori internazionali e il governo ellenico sull'estensione del programma è una condizio…
Anche il caso Grecia non spaventa. Non temo impatti, dice Padoan "anche se un rapido accordo tra i creditori internazionali e il governo ellenico sull'estensione del programma è una condizio…
ROMA - "Non è vero che il debito continua a crescere. Quest'anno si stabilizza e poi continua a scendere" a una velocità sostenuta. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan è ottimista sulla tenuta dei conti pubblici. Che ci mettono "pienamente nell'ambito delle regole europee". Non solo. "L'Italia ha una sua politica assolutamente credibile di crescita, abbattimento del debito e di politica fiscale solida". Nel Def, insiste il ministro, "è scritto molto chiaramente che per il 2016 l'Italia invoca la clausola delle riforme strutturali che consente un sentiero più lento di aggiustamento del saldo strutturale che sarà raggiunto nel 2017".
Anche il caso Grecia non spaventa. Non temo impatti, dice Padoan "anche se un rapido accordo tra i creditori internazionali e il governo ellenico sull'estensione del programma è una condizione necessaria per una stabile ripresa della crescita".
"La comunità internazionale - aggiunge l'inquilino di via XX settembre - si aspetta che la Grecia presenti un piano di riforme credibile ed efficace, come previsto. Stiamo andando verso una continuazione del dialogo, ma è assolutamente importante che Atene faccia delle proposte concrete sul piano di aggiustamento per concludere il programma". Tali proposte, ha rilevato Padoan, "non sono ancora arrivate per quanto ne so". "Attualmente siamo in un quadro moderatamente espansivo - ha aggiunto Padoan - e la performance della zona euro sta migliorando in modo visibile grazie all'effetto congiunto delle poltiche Bce, del basso prezzo del petrolio petrolio e delle politiche nazionali che favoriscono la crescita". Il ministro ha sottolineato che ora occorre rendere l'espansione strutturale.
Tornando all'Italia, a preoccupare ancora è il problema lavoro. Le condizioni del mercato dell'occupazione "rimangono difficili". Per Padoan "sebbene l'occupazione sia aumentata leggermente per la prima volta negli ultimi tre anni (0,4% nel 2014 sul 2013), il tasso di disoccupazione è cresciuto al 12,7% riflettendo un più alto tasso di partecipazione (63,9%, in aumento dal 63,4% del 2013).
"Che le sofferenze bancarie siano un ostacolo alla crescita non ci piove. Quello che si può fare sono misure, al cui il governo sta lavorando, per facilitare le dismissioni", ha aggiunto il ministro sottolineando che il "problema esiste e sarà risolto, speriamo rapidamente. Siamo coscienti del problema dei prestiti incagliati delle banche europee. Stiamo lavorando in questa direzione".
Anche il caso Grecia non spaventa. Non temo impatti, dice Padoan "anche se un rapido accordo tra i creditori internazionali e il governo ellenico sull'estensione del programma è una condizione necessaria per una stabile ripresa della crescita".
"La comunità internazionale - aggiunge l'inquilino di via XX settembre - si aspetta che la Grecia presenti un piano di riforme credibile ed efficace, come previsto. Stiamo andando verso una continuazione del dialogo, ma è assolutamente importante che Atene faccia delle proposte concrete sul piano di aggiustamento per concludere il programma". Tali proposte, ha rilevato Padoan, "non sono ancora arrivate per quanto ne so". "Attualmente siamo in un quadro moderatamente espansivo - ha aggiunto Padoan - e la performance della zona euro sta migliorando in modo visibile grazie all'effetto congiunto delle poltiche Bce, del basso prezzo del petrolio petrolio e delle politiche nazionali che favoriscono la crescita". Il ministro ha sottolineato che ora occorre rendere l'espansione strutturale.
Tornando all'Italia, a preoccupare ancora è il problema lavoro. Le condizioni del mercato dell'occupazione "rimangono difficili". Per Padoan "sebbene l'occupazione sia aumentata leggermente per la prima volta negli ultimi tre anni (0,4% nel 2014 sul 2013), il tasso di disoccupazione è cresciuto al 12,7% riflettendo un più alto tasso di partecipazione (63,9%, in aumento dal 63,4% del 2013).
"Che le sofferenze bancarie siano un ostacolo alla crescita non ci piove. Quello che si può fare sono misure, al cui il governo sta lavorando, per facilitare le dismissioni", ha aggiunto il ministro sottolineando che il "problema esiste e sarà risolto, speriamo rapidamente. Siamo coscienti del problema dei prestiti incagliati delle banche europee. Stiamo lavorando in questa direzione".