MILANO - L'obiettivo del patto transatlantico è abbattere le barriere commerciali fra Usa e Ue: non tanto quelle doganali, già al 4 per cento, quanto quelle normative. Secondo i calcoli fatti propri dalla Commissione Ue, l'economia europea ne trarrebbe un cospicuo vantaggio, calcolabile in un aumento del Pil di quasi 120 miliardi di euro l'anno. Un aumento che andrebbe a regime, però, solo nel 2027, dopo 10 anni di funzionamento del patto. Tradotto: l'economia europea crescerebbe di mezzo punto di Pil nell'arco di dieci anni: dunque, lo 0,05 per cento in più l'anno.
Dal punto di vista del commercio l'intesa avrebbe un significato enorme per le grandi imprese: basti pensare che ogni giorno tra le dure sponde dell'Atlantico vengono scambiati beni per due miliardi di euro. Se il trattato diventasse realtà, una volta a regime, calcola la Commissione Ue, il beneficio per singola famiglia europea sarebbe nell'ordine dei 545 euro l'anno. Per gli Stati Uniti l'impatto economico sarebbe pari a una crescita annua del Pil, sempre a partire dal 2026, di 50-95 miliardi di euro, con 655 euro in più a famiglia. Se l'accordo, invece, fosse raggiunto solo sul tema delle tariffe doganali e non sulle norme il beneficio sarebbe limitato a 24 miliardi per l'Ue e a 9 miliardi per gli Usa.
L'infografica.
L'intesa riguarda praticamente tutti i settori di attività commerciale: dall'agricoltura ai brevetti, nessuno escluso. L'idea era di farlo entrare in vigore all'inizio di quest'anno, ma non si è ancora raggiunto alcun accordo. I critici temono che il trattato distrugga posti di lavoro, causando disoccupazione dove i diritti dei lavorati sono più elevati (in questo caso in Europa). Tra i casi citati ricorre spesso quello del Nafta, l'accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico: in 12 anni gli Usa hanno perso un milione di posti di lavoro, anziché crearne migliaia di nuovi.
Dal punto di vista del commercio l'intesa avrebbe un significato enorme per le grandi imprese: basti pensare che ogni giorno tra le dure sponde dell'Atlantico vengono scambiati beni per due miliardi di euro. Se il trattato diventasse realtà, una volta a regime, calcola la Commissione Ue, il beneficio per singola famiglia europea sarebbe nell'ordine dei 545 euro l'anno. Per gli Stati Uniti l'impatto economico sarebbe pari a una crescita annua del Pil, sempre a partire dal 2026, di 50-95 miliardi di euro, con 655 euro in più a famiglia. Se l'accordo, invece, fosse raggiunto solo sul tema delle tariffe doganali e non sulle norme il beneficio sarebbe limitato a 24 miliardi per l'Ue e a 9 miliardi per gli Usa.
L'infografica.
L'intesa riguarda praticamente tutti i settori di attività commerciale: dall'agricoltura ai brevetti, nessuno escluso. L'idea era di farlo entrare in vigore all'inizio di quest'anno, ma non si è ancora raggiunto alcun accordo. I critici temono che il trattato distrugga posti di lavoro, causando disoccupazione dove i diritti dei lavorati sono più elevati (in questo caso in Europa). Tra i casi citati ricorre spesso quello del Nafta, l'accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico: in 12 anni gli Usa hanno perso un milione di posti di lavoro, anziché crearne migliaia di nuovi.