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Fisco, fattura elettronica e ruling internazionale sul tavolo del Cdm

Renzi ha confermato che sul tavolo del Cdm finiranno alcuni testi legati alla delega fiscale: si attende il provvedimento che pensiona gli scontrini fiscali e quello sulla fiscalità internazionale. Catasto e norma sui rilievi penali nell'infornata di giugno
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MILANO - "I decreti legislativi della delega fiscale arrivano in Consiglio dei Ministri". Lo ha confermato a radio Rtl il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in riferimento a una parte dei provvedimenti previsti dalla delega sulla revisione del sistema fiscale, che verranno discussi nella riunione dell'esecutivo in attesa di una seconda 'infornata' a giugno.

Secondo le ricostruzioni, sul tavolo del governo dovrebbero approdare le norme sulla fatturazione elettronica e il ruling internazionale, accompagnato dall'abuso di diritto. Rimandati a giugno, con la seconda tranche di provvedimenti, i discorsi sulla riforma del catasto e sugli aspetti penali dei reati tributari, con l'impunibilità sotto il 3% che aveva generato le polemiche legate alla possibilità di salvare Silvio Berlusconi dai riflessi penali del processo Mediatrade.

La novità di impatto più diffuso dovrebbe essere quella sulla fattura elettronica: prevede che da…
MILANO - "I decreti legislativi della delega fiscale arrivano in Consiglio dei Ministri". Lo ha confermato a radio Rtl il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in riferimento a una parte dei provvedimenti previsti dalla delega sulla revisione del sistema fiscale, che verranno discussi nella riunione dell'esecutivo in attesa di una seconda 'infornata' a giugno.

Secondo le ricostruzioni, sul tavolo del governo dovrebbero approdare le norme sulla fatturazione elettronica e il ruling internazionale, accompagnato dall'abuso di diritto. Rimandati a giugno, con la seconda tranche di provvedimenti, i discorsi sulla riforma del catasto e sugli aspetti penali dei reati tributari, con l'impunibilità sotto il 3% che aveva generato le polemiche legate alla possibilità di salvare Silvio Berlusconi dai riflessi penali del processo Mediatrade.

La novità di impatto più diffuso dovrebbe essere quella sulla fattura elettronica: prevede che dal 2017 gli incassi potranno essere inviati al fisco anche via web. Il vecchio registratore di cassa andrà così in soffitta e insieme a lui anche lo scontrino fiscale. Per i contribuenti che aderiscono alla svolta telematica, che rimane volontaria, lo scontrino sarà facoltativo e non avrà valore tributario bensì amministrativo. In pratica potrà essere rilasciato se richiesto, ad esempio per attivare la garanzia sul bene acquistato, ma non farà più scattare multe.

Per chi aderisce alla fattura elettronica lo scontrino diventa di fatto facoltativo: in pratica perde la funzione "fiscale" con tutto l'armamentario di multe che l'accompagna. Potrà invece essere rilasciato il tagliando cartaceo a richiesta del cliente. Magari per accertare una vendita e far scattare una garanzia, o per chi ha la necessità di giustificare un acquisto per presentare un rimborso aziendale. L'altro aspetto, non trascurabile, riguarda il 730 precompilato. Le spese detraibili e deducibili fatte con fattura elettronica - come una visita medica da uno specialista privato - saranno direttamente inserite nella dichiarazione dei redditi che prepara l'Agenzia delle Entrate.

Il decreto sulla fiscalità internazionale, invece, regolerà il cosiddetto ruling, cioè lo strumento che consente di stabilire per una società internazionale l'entità dei tributi da attribuire ad uno o l'altro Stato. Ma arriverà anche qualche paletto che impedirà il fenomeno della "fuga dei profitti" nei Paesi a bassa tassazione, lasciando i costi in quelli dove è possibile abbattere le imposte dovute. Il fenomeno, conosciuto con l'acronimo inglese Beps (Base Erosion e Profit Shifting), è nel mirino che punterà i cosiddetti "prezzi di trasferimento" usati dalle imprese multinazionali. Si tratta di fermare l'elusione fiscale, che riguarda anche l'abuso di diritto: quando le società, non violando espressamente la legge, usano dei buchi neri dell'impianto normativo e la loro strutturazione multinazionale per pagare meno imposte. L'obiettivo della legislazione dovrà essere di punire solo quei casi in cui operazioni societarie (come fusioni, acquisizioni) o prassi fiscali all'interno del gruppo vengono messe in campo solo per pagare meno tasse, ma senza avere alcuna ragione industriale.

Ad oggi il governo ha varato le norme sulle semplificazioni e la dichiarazione precompilata, la riforma delle accise sui tabacchi e il provvedimento sulle commissioni censuarie, prima tessera del mosaico della riforma del catasto con i nuovi criteri estimativi per il calcolo delle rendite. Oltre alle norme per il restyling del patrimonio immobiliare, e il contenzioso, prima dell'estate dovrebbero arrivare al traguardo anche i dlgs su giochi, accertamento e riscossione. Il tutto con l'obiettivo di chiudere per settembre, in linea con la richiesta di proroga di sei mesi avanzata dal governo al Parlamento lo scorso marzo.