Economia

La pagella ai lavoratori, certificata dall'Università: così l'azienda innova l'assegnazione dei premi

Il caso della Manfrotto, leader mondiale di materiale per la fotografia e i video: accordo con i sindacati e supporto scientifico dell'Università di Pisa per definire un sistema di valutazione delle performance che consideri anche i valori comportamentali. Chi sa fare il capo e innovare può guadagnare il 10-12% in più. Il modello esportato in Giappone, Cina, Francia e Germania

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MILANO - Un voto 'eccellente' ai dipendenti che - in quanto a leadership - sono in grado di farsi riconoscere come punto di riferimento anche dai gruppi di lavoro con caratteristiche molto diverse da quelle del loro ambito. Un giudizio scarso in 'innovazione' a chi tira a campare, dicendo che sul lavoro "si è sempre fatto così". E' una pagella che passa da parametri comportamentali ben precisi e, alla fine del mese, può arrivare a pesare il 10-12% della busta paga in più, se i riscontri sono positivi. E' uno degli aspetti del metodo di valutazione delle performance dei lavoratori della Manfrotto, il marchio famoso in tutto il mondo per i cavalletti e gli accessori per la fotografia o i video, parte del gruppo Vitec Group Imaging Division.

Si tratta di una delle componenti dell'accordo integrativo siglato con i sindacati nel 2013 (in azienda è presente soprattutto la Fim-Cisl, poi si è installata la Rsu Fiom) che ora è arrivato alla completa definizione e "certificazione". La stessa Fim, con Confindustria Vicenza, si è messa al tavolo con l'azienda per arrivare a costruire quello che oggi le parti presentano come uno "strumento di valutazione equo, non discriminante e meritocratico" per una gestione delle risorse umane sempre più partecipata. Un processo di valutazione basato sugli obiettivi personali, assegnati a ogni collaboratore e condivisi con il proprio responsabile, e di una serie di competenze comportamentali distintive, definite sulla base dei valori e delle priorità dell'azienda: innovazione, orientamento al servizio, leadership e sviluppo degli altri, qualità del lavoro, orientamento al risultato, collaborazione, sensibilità commerciale, visione strategica. Per dare la base scientifica al progetto, è stata coinvolta l'Università degli Studi di Pisa.

A valle del processo, le dichiarazioni delle parti in causa sono significative, soprattutto in un periodo caldo per quanto riguarda la tematica della contrattazione integrativa, con il ruolo di Sergio Marchionne e di Fca ancora una volta a spaccare il Paese nel giudizio. In Manfrotto, intanto, si dice che "il sistema rappresenta il primo passo di un nuovo percorso di gestione delle relazioni industriali, partecipativo e collaborativo, in grado di agevolare da una parte il raggiungimento degli obiettivi di competitività dell’azienda e dall'altro di assicurare il benessere dei dipendenti all'interno di un sistema di welfare aziendale".

Marco Scippa, direttore delle Risorse umane di Vitec Group Imaging Division, ricorda che il progetto di valutazione risale proprio ai tempi della discussione dell'integrativo, "da affiancare a temi più comuni di welfare quali i permessi per le maternità, i periodi di aspettativa in caso di procreazione assistita, di ricovero dei figli o per il loro inserimento in asilo e scuole materne; piani per l'assistenza fiscale di base". Il dubbio, su questo tipo di sistemi, è che l'oggettività lasci spazio alla soggettività di chi deve fare la valutazione, magari contaminata da simpatie o antipatie personali che si sviluppano in ogni luogo di lavoro. "Dietro la valutazione, c'è un uomo che valuta", ricorda infatti Scippa: "Per prepararlo al meglio abbiamo strutturato un programma di formazione, esteso sia ai 'valutatori' che ai 'valutati' per dare a entrambi gli strumenti per comprendere il giudizio". A tutela di chi riceve la pagella, è stato istituito un Comitato al quale il lavoratore può adire "qualora senta il fumus della discriminazione".

Il sistema di valutazione è informatizzato: un programma consente di associare al lavoratore il 'livello di giudizio' definito nei minimi dettagli, per rendere il più univoca possibile la scelta. Il gruppo, una multinazionale inglese, ha accolto positivamente la novità: "Nata in Italia, è stata esportata in tutti i Paesi dove opera Vitec e tradotta nelle lingue originali: giapponese, cinese, francese, tedesco oltre che italiano", racconta Scippa. Quanto al lavoratore, la sua pagella avrà ricadute su due aspetti: "Il percorso di sviluppo delle competenze e l'incremento di merito ad personam, quello al di fuori del contratto nazionale: se i giudizi sono eccellenti e le analisi di mercato lo consentono, lo stipendio può salire del 10%. Si arriva al 12% se si è all'interno delle aree che l'azienda ritiene, in quell'anno, strategiche". Una remunerazione che si inserisce nell'ambito dell'accordo integrativo, che già prevede la partecipazione al risultato dei dipendenti, proprio come in Fca, con la possibilità (per il quinquennio 2013-2017) di raggiungere (con gli obiettivi al 100%) un premio pari a 800 euro nel 2013 e fino a 1.100 euro nel 2017, per la quasi totalità dei dipendenti.