Economia

Groupon compie 5 anni e cambia faccia: dalle email al modello Amazon

La società di coupon sconto si trasforma in una vetrina per ogni venditore. L'ad italiano, Giuliamario Limongelli: "Ci stiamo trasformando in un mezzo pubblicitario anche per le grandi aziende, ma non vogliamo competere con il colosso americano. E la Borsa apprezzerà"

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MILANO - Groupon Italia festeggia i suoi primi cinque anni e annuncia 20 nuove assunzioni entro fine anno: "No, il Jobs Act non c'entra. Siamo in crescita e abbiamo bisogno di forze nuove. Avremmo assunto lo stesso" dice Giuliomario Limongelli, amministratore delegato della società. A cinque anni dal debutto italiano Groupon, leader nel mercato dei coupon sconto, prova superare la fase di stanca del settore studiando una strategia di rilancio che passa per gli investimenti delle grandi aziende, il marketplace in stile Amazon, "ma senza l'ambizione di voler fare concorrenza al colosso", e gli eventi. 

"Siamo una delle poche realtà internazionali che ha sempre investito in Italia e anche per questo continueremo a farlo. Per stare al passo con il mercato dobbiamo cercare di allargarlo in continuazione, esplorando nuovi orizzonti" spiega il manager consapevole del fatto che dopo il boom iniziale, favorito dalla crisi economica che ha travolto l'Italia come il resto del mondo, i consumatori hanno avuto una sorta di rigetto nei confronti del coupon sconti che nel frattempo avevano invaso la caselle di posta di chiunque avesse un coupon. 

Basti pensare pensare che i clienti della società sono circa 10 milioni con 22 milioni di buoni sconto venduti in 70 città italiane coinvolgendo 35mila esercizi commerciali. "Adesso - prosegue Limongelli - dobbiamo guardare oltre. E soprattutto dobbiamo allargare la nostra rete commerciale". Il grosso del mercato per il momento lo fanno i ristoranti, i servizi di estetica e - a seguire - i viaggi. L'obiettivo di Groupon, però, è quello di trasformarsi gradualmente in un mezzo pubblicitario, come dimostrano le recenti iniziative con Mondadori, Feltrinelli o Italo: "I grandi gruppi - spiega il manager - hanno tagliato i budget pubblicitari rivedendo la loro strategia di allocazione delle risorse. E noi abbiamo colto l'opportunità, anche perché attraverso Groupon il calcolo del ritorno dell'investimento è immediato grazie ai numeri delle vendite". 

L'esempio più recente è quello di Italo che in due settimane ha venduto 35mila biglietti ferroviari: "Noi abbiamo incassato una percentuale sul venduto e ottenuto uno sconto importante sulle tariffe, loro hanno fatto pubblicità destinando a Groupon una parte del loro budget pubblicitario".

Insomma il modello dei coupon può continuare a funzionare, a patto di saper cambiare rapidamente ed essere in grado di investire ingenti capitali. Due caratteristiche che - di fatto - tagliano fuori dal mercato possibili nuovi entranti o piccoli operatori locali: "C'è una sorta di barriera all'entrata".

Anche perché dopo la fase di stabilizzazione del mercato, Groupon ha cambiato prodotto, dal modello basato solo sulle email - che aveva stancato i consumatori - al marketplace, una vetrina virtuale per chi vuole vendere o comprare: a differenza di Amazon, però, la società non gestisce la logistica e la distribuzione dei prodotti "diamo un'opportunità a chiunque di avere una vetrina globale, anche ai piccoli esercenti con un solo negozio sulla strada".

Nuove strategie che servono anche a superare le critiche del passato. Dopo il boom degli esordi, capitava spesso che i possessori dei coupon venissero trattati come clienti di serie B dagli esercenti, ma Limongelli assicura che "il fenomeno non esiste più. Abbiamo fatto un grande lavoro di selezione ed educazione e abbiamo inasprito i controlli". Un aiuto è arrivato anche da Tripadvisor: "Lo guardiamo anche noi, se un negozio o un ristorante non ci convince lo scartiamo. Adesso il nostro è un marchio più solido".

Il tallone d'achille resta la Borsa: dopo l'esordio trionfale a Wall Street nel novembre 2011 a 20 dollari per azione il titolo è crollato fino a un minimo di 2,65 dollari un anno dopo, prima di risalire poco sopra quota 7 dollari. Insomma il mercato finanziario non pare del tutto convinto della bontà del business. E così nonostante la corsa delle Borse e l'eccesso di liquidità in circolazione Groupon soffre. Il numero uno italiano però non pare preoccupato: "Il mercato capirà e apprezzerà, il cambio di strategia, i nostri numeri sono in crescita". 

Il 2014 si è chiuso con fatturato in crescita del 24% a 3,2 miliardi, mentre le perdite nette ammontano a circa 73 milioni di euro. Sui conti del gruppo però pesano l'effetto cambi e l'aumento delle spese di marketing.