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Borse europee deboli: la Fed rialzerà i tassi

(afp)
Il Pil americano è cresciuto dello 0,2% contro l'atteso 1%, ma la Banca centrale americana ha intenzione di avviare la stretta monetaria: probabilmente dopo l'estate. In Italia la disoccupazione torna a salire, inflazione a zero nell'Eurozona
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MILANO - Le Borse faticano a rialzare la testa strette tra la delusione per la frenata del Pil americano e la volontà espressa dalla Fed di avviare la stretta monetaria. Il rialzo dei tassi, però, potrebbe slittare a dopo l'estate. Ieri sera, infatti, la Federal Reserve ha lasciato invariata la politica monetaria, segnalando però che "ritiene opportuno" tornare ad alzare i tassi di interesse, mantenuti a un minimo storico tra lo zero e lo 0,25%, "quando avrà assistito a un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e sarà ragionevolmente fiduciosa in un ritorno dell'inflazione verso il 2% nel medio termine". Cautela sulla ripresa, anche se per Washington i dati deludenti sul Pil del primo trimestre - cresciuto dello 0,2% contro l'atteso 1% - sono dovuti a "fattori transitori". Difficile quindi vedere un rialzo dei tassi a giugno.

A Milano Piazza Affari si muove in altalena e solo sul finale riesce a chiu…
MILANO - Le Borse faticano a rialzare la testa strette tra la delusione per la frenata del Pil americano e la volontà espressa dalla Fed di avviare la stretta monetaria. Il rialzo dei tassi, però, potrebbe slittare a dopo l'estate. Ieri sera, infatti, la Federal Reserve ha lasciato invariata la politica monetaria, segnalando però che "ritiene opportuno" tornare ad alzare i tassi di interesse, mantenuti a un minimo storico tra lo zero e lo 0,25%, "quando avrà assistito a un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e sarà ragionevolmente fiduciosa in un ritorno dell'inflazione verso il 2% nel medio termine". Cautela sulla ripresa, anche se per Washington i dati deludenti sul Pil del primo trimestre - cresciuto dello 0,2% contro l'atteso 1% - sono dovuti a "fattori transitori". Difficile quindi vedere un rialzo dei tassi a giugno.

A Milano Piazza Affari si muove in altalena e solo sul finale riesce a chiudere in rialzo dello 0,22%. In timido rialzo anche le altre Ue: Parigi aggiunge lo 0,14%, Londra sale dello 0,21% e Francoforte dello 0,19%. Scompiglio nel comparto tecnologico per i conti deludenti di Nokia, che trascinano in basso anche Stm. Cnh ha diffuso i conti con utile in ribasso a 23 milioni di dollari nel trimestre e target di ricavi limato a 26-27 miliardi per il 2015. A Wall Street il Dow Jones cede lo 0,3% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq perde lo 0,6%. L'euro chiude in rialzo a 1,201 dollari e 133,98 yen dopo aver toccato un massimo di seduta di 1,1248 dollari. Sul fronte valutario si riflette anche sulla decisione della Boj di lasciare invariata la sua politica monetaria. Il biglietto verde, di riflesso, ha ingranato la retromarcia. Lo spread è in sensibile riduzione a 115 punti base, più per la ripresa dei tassi tedeschi: i Btp decennali rendono l'1,5%.

Sul fronte macroeconomico l'attesa è rivolta verso i dati sulla disoccupazione in Italia che torna a salire al 13%, mentre in Germania è stabile al 6,4%. Dall'Eurozona arrivano segnali di ripresa sul fronte dell'inflazione: la dinamica dei prezzi è ferma. In Francia, intanto, a marzo i consumi sono aumentati dell'1,6% rispetto al trimestre precedente, nonostante la flessione mensile in marzo dello 0,6%, la prima dopo quattro mesi di aumento. In Spagna, nel primo trimestre dell'anno, il Pil è cresciuto dello 0,9% congiunturale e del 2,6% tendenziale. Ricca l'agenda Usa: le richieste di sussidi per la disoccupazione scendono ai minimi da 15 anni, a quota 262mila. Sempre in tema di lavoro, il reddito risulta invariato a marzo mentre le spese per consumi sono salite dello 0,4%. L'indice del costo del lavoro è salito dello 0,7% nel primo trimestre, sopra le attese.

Sullo sfondo resta poi la situazione greca: oggi sono in arrivo le prime riforme promesse dal governo Tsipras. Secondo Moody's che ieri ha bocciato il rating greco, lo scenario di un 'Grexit', l'addio della Grecia all'euro, potrebbe essere gestibile ma non va sottovalutato: comporta rischi di "uno shock di fiducia e bloccare i mercati del debito pubblico europeo".

Come anticipato, la Banca del Giappone ha confermato la sua politica monetaria. Alle condizioni attuali, secondo la Banca centrale, il Giappone è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo del 2% di inflazione, nonostante il recente ristagno della crescita dei prezzi. La BoJ ha deciso di mantenere i suoi acquisti di asset annuali a 80 trilioni di yen (cioè 672,2 miliardi di dollari), ignorando la posizione di un legislatore influente che ha sollecitato l'istituto ad aumentarli fino a 90 trilioni di yen. Secondo le previsioni diffuse oggi, l'obiettivo di far salire l'inflazione al 2% sarà raggiunto nella prima metà del 2016. Alla notizia, scontando anche la delusione per l'andamento Usa e la debolezza di Wall Street, Tokyo ha chiuso in rosso del 2,69%.

Sul fronte delle materie prime l'oro è in rialzo a 1.204,7 dollari l'oncia con un aumento dello 0,12% rispetto a ieri. Il prezzo del petrolio è stabile. Sui mercati i future sul Light crude Wti arretrano di 1 cent a 58,57 dollari e quelli sul Brent cedono 32 cent a 65,52 dollari al barile.