Economia

Sindacati e opposizioni all'attacco di Renzi sulla disoccupazione

Salvini attacca: "Vorrei proprio sapere cosa dice Renzi". Camusso: "Il lavoro dovrebbe essere l'ossessione di chi ci governa, ma non è così". Brunetta: "E mo'?". Poletti si difende: "Segnali positivi si incrociano con criticit

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MILANO - I numeri dell'Istat sono duri nei confronti del governo Renzi e delle politiche sul lavoro: il tasso di senza lavoro è salito al 13% a marzo e gli occupati sono diminuiti. Dopo quelli lanciati dall'Inps sull'attivazione di nuovi contratti, che lasciavano ben sperare ma erano stati accolti con cautela proprio in attesa di vedere l'Istat, quelli nuovi lanciano un allarme. E pronta arriva la reazione del mondo politico e sindacale, alla quale prova a rispondere il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

"I numeri della disoccupazione dicono esattamente cosa è l'emergenza nel Paese. Il tema del lavoro dovrebbe essere l'ossessione quotidiana di chi ci governa ma non mi pare sia così", dice ad esempio la leader della Cgil, Susanna Camusso, a margine della cerimonia di commemorazione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, a Palermo. "Vorrei proprio sapere che cosa dice Renzi dei drammatici dati sulla disoccupazione diffusi dall'Istat...Lo chiedo a Renzi, Poletti, Alfano, alla vigilia della Festa del Lavoro", fa eco il numero uno Lega Nord, Matteo Salvini, parlando a Radio Padania.

"Ci sarebbe anche da chiedere a Renzi che fine ha fatto il famoso tesoretto di un miliardo e mezzo - ha concluso Salvini - E' sparito? Non dico che uno dopo una figura del genere si debba dimettere, ma almeno chiedere scusa quello sì. E invece Renzi domani verrà a fare il bullo a Milano per Expo".

Come detto, arriva la reazione ufficiale del Ministero: "I dati diffusi oggi dall’Istat - che attestano una diminuzione dell’occupazione a marzo - vanno letti in un quadro complessivo dove segnali positivi si incrociano con elementi di criticità tipici di una situazione economica ancora non stabilizzata", recita un comunicato. "Nei primi tre mesi di quest’anno abbiamo registrato il dato positivo della forte diminuzione delle ore autorizzate di cassa integrazione ed il miglioramento qualitativo del mercato del lavoro, con una crescita dei contratti a tempo indeterminato di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno". Secondo il dicastero di Poletti, "i dati mensili dell’indagine campionaria effettuata dall’Istat ci dicono che l’uscita da un lungo periodo di crisi è sempre all’insegna di alti e bassi". In sintesi, "proseguire con decisione il percorso di riforme promosso dal governo è indispensabile per stabilizzare e rafforzare le condizioni per la ripresa".
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Dalle opposizioni, intanto, si leva anche la voce di Forza Italia. "Complimenti al Pd, ma anche ad Ncd che si vanta di aver un gran peso nel governo, per aver regalato ai nostri giovani l'ennesimo aumento della disoccupazione giovanile che è arrivata, dati ufficiali Istat, a quota 43,1%", dice la deputata pugliese Elvira Savino. Per il presidente della Commissione finanze della Camera, Daniele Capezzone, le notizie di oggi sono "molto preoccupanti sul piano della disoccupazione (e ancora più allarmanti sul piano di quella giovanile) mostrano che la 'cura Renzi' non funziona. Spin e propaganda non bastano. Per questo, da mesi noi Ricostruttori, insieme a Raffaele Fitto, proponiamo una ricetta alternativa: un vero e positivo choc-fiscale (una terapia di drastico taglio delle tasse), contro la logica degli 'zero virgola', che non porta l'Italia da nessuna parte".

"Al governo Renzi diciamo: non si vive solo di Jobs Act. E' un primo passo ma non basta. E' ora di ridurre il costo del lavoro per le imprese se vogliamo che soprattutto le piccole aziende - cuore del tessuto produttivo del paese - aggancino il treno della ripresa". Ne è convinto il vicesegretario vicario Udc, Antonio de Poli.

Anche dal mondo delle associazioni, la notizia viene cavalcata: "E' ancora crisi nera per il mercato del lavoro in Italia", afferma il Codacons: "Con una disoccupazione a questi livelli, chi ha parlato di Italia uscita dalla recessione ha commesso un clamoroso errore", attacca il presidente Carlo Rienzi in una nota.
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