MILANO - Pochi giorni e il problema delle pensioni verrà risolto. Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Il provvedimento sulle pensioni arriverà tra "pochi giorni", ha spiegato al termine dell'Ecofin. "Sto tornando a Roma per incontrami con i tecnici al ministero e poi con il presidente del Consiglio per chiudere questa questione il più presto possibile", ha aggiunto.
Proprio in sede europea sono emerse le indicazioni che la Commissione darà pubblicamente domani all'Italia. Sul punto, "alla luce delle nuove informazioni dopo la sentenza sulle pensioni, un rapporto sul debito (126,3%) potrebbe essere più in là considerato necessario. In attesa di questo e di altri chiarimenti le conclusioni di febbraio (che promuovevano l'Italia, ndr) possono essere considerate valide", si legge nella bozza.
Tornando alla grana pensioni, i tecnici del Mef stanno correndo ai ripari dopo la sentenza della Consulta che ha messo fuori legge il congelamento dell'adeguamento al costo della vita decretato nel Salva-Italia di Monti e Fornero. "Nel rispetto pieno dei principi alla base della sentenza della Corte costituzionale, il governo sta lavorando a una soluzione che minimizzi l'impatto sulla finanza pubblica e che permetta di continuare a rispettare, come è già scritto nel Def, tutti i parametri di finanza pubblica potrebbe creare al bilancio pubblico", ha spiegato Padoan, riferendo di avere parlato della questione all'Eurogruppo ieri, oltre che, in bilaterale, ai due commissari europei Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis.
Quanto alle cifre che sono girate in questi giorni (si è parlato fino a 19 miliardi di impatto, ma da minimizzare rimborsando solo le fasce di reddito inferiori), Padoan ha detto: "Mi congratulo per l'enorme fantasia; non c'è nulla di tutto ciò in quello che stiamo considerando. Vi chiedo di aspettare le decisioni, così potremo discutere di numeri veri e non immaginari", ha concluso il ministro.
Al di là del tema strettamente italiano, Padoan ha indicato "importanti progressi" sulla Tobin Tax europea, la tassa sulle transazioni finanziarie, nella riunione del Gruppo degli undici Paesi che partecipano alla cooperazione rafforzata. Per il titolare di via XX Settembre "c'è una forte convergenza verso una soluzione", se ne discuterà ai margini del prossimo Ecofin ma "se continua con questa velocità entro l'anno un accordo è possibile".
I progressi riguardano i temi relativi "all'oggetto della tassazione" e "i criteri con cui applicare la tassa". Sono due i criteri in discussione, l'emissione e la residenza "che hanno pro e contro a seconda dei Paesi e si valuta come metterli insieme". Poi l'altro tema è "l'estensione della base imponibile, quindi oltre all'esclusione delle azioni, sono esclusi dalla tassazione i titoli di Stato. Vanno tassati invece i derivati ma è una situazione complessa e si lavora a una definizione di derivati tassabili, accettabile da tutti gli 11", ha detto Padoan.
Proprio in sede europea sono emerse le indicazioni che la Commissione darà pubblicamente domani all'Italia. Sul punto, "alla luce delle nuove informazioni dopo la sentenza sulle pensioni, un rapporto sul debito (126,3%) potrebbe essere più in là considerato necessario. In attesa di questo e di altri chiarimenti le conclusioni di febbraio (che promuovevano l'Italia, ndr) possono essere considerate valide", si legge nella bozza.
Tornando alla grana pensioni, i tecnici del Mef stanno correndo ai ripari dopo la sentenza della Consulta che ha messo fuori legge il congelamento dell'adeguamento al costo della vita decretato nel Salva-Italia di Monti e Fornero. "Nel rispetto pieno dei principi alla base della sentenza della Corte costituzionale, il governo sta lavorando a una soluzione che minimizzi l'impatto sulla finanza pubblica e che permetta di continuare a rispettare, come è già scritto nel Def, tutti i parametri di finanza pubblica potrebbe creare al bilancio pubblico", ha spiegato Padoan, riferendo di avere parlato della questione all'Eurogruppo ieri, oltre che, in bilaterale, ai due commissari europei Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis.
Quanto alle cifre che sono girate in questi giorni (si è parlato fino a 19 miliardi di impatto, ma da minimizzare rimborsando solo le fasce di reddito inferiori), Padoan ha detto: "Mi congratulo per l'enorme fantasia; non c'è nulla di tutto ciò in quello che stiamo considerando. Vi chiedo di aspettare le decisioni, così potremo discutere di numeri veri e non immaginari", ha concluso il ministro.
Al di là del tema strettamente italiano, Padoan ha indicato "importanti progressi" sulla Tobin Tax europea, la tassa sulle transazioni finanziarie, nella riunione del Gruppo degli undici Paesi che partecipano alla cooperazione rafforzata. Per il titolare di via XX Settembre "c'è una forte convergenza verso una soluzione", se ne discuterà ai margini del prossimo Ecofin ma "se continua con questa velocità entro l'anno un accordo è possibile".
I progressi riguardano i temi relativi "all'oggetto della tassazione" e "i criteri con cui applicare la tassa". Sono due i criteri in discussione, l'emissione e la residenza "che hanno pro e contro a seconda dei Paesi e si valuta come metterli insieme". Poi l'altro tema è "l'estensione della base imponibile, quindi oltre all'esclusione delle azioni, sono esclusi dalla tassazione i titoli di Stato. Vanno tassati invece i derivati ma è una situazione complessa e si lavora a una definizione di derivati tassabili, accettabile da tutti gli 11", ha detto Padoan.