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Pensioni, Poletti: "Agiremo presto". Boeri: "Ci sia equità generazionale"

Il ministro del Lavoro: "Decisione prima delle elezioni". Probabile che il decreto al riguardo arrivi in Cdm lunedì. Il presidente dell'Inps: "La decisione da prendere è molto difficile ma spero che la scelta sia basata sull'equità non solo tra chi ha di più e chi ha di meno ma anche anche tra chi ha avuto di più e chi è chiamato a dare di più ma avrà di meno"
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MILANO - Il dossier delle pensioni, arroventato dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il blocco dell'adeguamento al costo della vita, continua a tenere banco. "Non c'è problema di data delle elezioni, l'intenzione del governo è di arrivare molto prima alla decisione da prendere", ha detto sul punto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, rispondendo a un Question time alla Camera e facendo riferimento alle consultazioni regionali e locali di fine mese. "Al momento il governo non ha ancora preso una decisione specifica" e "agirà rapidamente ma userà il tempo indispensabile a sviluppare un'analisi completa e puntuale dei contenuti della sentenza e le diverse ipotesi di intervento che la stessa ammette".

Nel frattempo, la convocazione di un Consiglio dei Ministri da Palazzo Chigi per il prossimo lunedì (e non venerdì come da attese), potrebbe lasciar presagi…
MILANO - Il dossier delle pensioni, arroventato dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il blocco dell'adeguamento al costo della vita, continua a tenere banco. "Non c'è problema di data delle elezioni, l'intenzione del governo è di arrivare molto prima alla decisione da prendere", ha detto sul punto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, rispondendo a un Question time alla Camera e facendo riferimento alle consultazioni regionali e locali di fine mese. "Al momento il governo non ha ancora preso una decisione specifica" e "agirà rapidamente ma userà il tempo indispensabile a sviluppare un'analisi completa e puntuale dei contenuti della sentenza e le diverse ipotesi di intervento che la stessa ammette".

Nel frattempo, la convocazione di un Consiglio dei Ministri da Palazzo Chigi per il prossimo lunedì (e non venerdì come da attese), potrebbe lasciar presagire che il decreto al riguardo arrivi su quel tavolo. Sarebbe servito un pò di tempo in più - dice l'Ansa citando fonti - per mettere a punto "tecnicamente" la norma. Per questo lo slittamento da venerdì prossimo a lunedì.

Il presidente dell'Istituto, Tito Boeri, dice al riguardo: "Mi auguro che ci sia equità tra generazioni". Certo la decisione che dovrà prendere il governo su come far fronte alla pronuncia della Consulta che ha dichiarato illegittimo il blocco - deciso dall'esecutivo Monti - delle perequazioni per gli assegni oltre 3 volte il minimo (1.443 euro) "è molto difficile ma spero - ha detto Boeri - che la scelta sia basata sull'equità non solo tra chi ha di più e chi ha di meno ma anche anche tra chi ha avuto di più e chi è chiamato a dare di più ma avrà  di meno". Il consiglio dei Ministri potrebbe affrontare il tema nella riunione di lunedì prossimo.

Per l'Istituto, comunque, gli oneri sono sopportabili. Secondo Boeri bisogna piuttosto "decidere se l'importo grava sui pensionati o sui contribuenti". D'altra parte gli scenari sono molti e quindi non si possono dare cifre sul costo della sentenza finché non ci sarà un'interpretazione sul significato della sentenza della Consulta. "Questa scelta - ha detto ancora parlando ad un'audizione alla Commissione di Vigilanza sull'anagrafe tributaria - comporta aspetti redistributivi molto rilevanti. Spero ci sia equità non solo intragenerazionale con contributi più alti da redditi più alti, ma anche intergenerazionale. Non si possono chiedere prelievi ulteriori a chi è destinato ad avere prestazioni future più basse".

D'altra parte se gli importi non versati fossero restituiti a tutti gli aventi diritto il buco per le casse dello Stato arriverebbe a 16,6 miliardi di euro. A questo punto, dunque, l'esecutivo potrebbe anche pensare di riscrivere la norma e con un decreto alzare il tetto del blocco alle perequazioni. D'altra parte lo hanno già fatto i governi Prodi nel 1998 e Berlusconi nel 2007: in quelle occasioni la Consulta non ebbe nulla da ridire anche perché l'Ulivo vietò l'adeguamento per gli assegni oltre 5 volte il minimo e il Pdl fissò l'asticella a 8 volte il minimo. La linea, poi, è stata tracciata dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan che ha detto: "Minimizzeremo l'impatto sui conti pubblici, rimborseremo per fasce di reddito".