MILANO - Segnali di ripresa nel primo scorcio dell'anno per il turismo alberghiero italiano, anche se gli operatori del comparto non esitano a esprime le proprie preoccupazioni per una parziale battuta d'arresto nei mesi primaverili. "Pur a fronte di un modestissimo +0,8% di presenze da gennaio ad aprile negli alberghi italiani, preoccupa fortemente il calo dell'1,5% registrato nei mesi primaverili, dato che stigmatizza la gravità della crisi economica e lascia incognite in vista dell'estate", ha detto il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando i sull'andamento del turismo alberghiero illustrati nel corso della 65esima assemblea in svolgimento a Como. Nel dettaglio il calo di marzo/aprile è stato pari a un -3,4% per gli italiani, compensato solo marginalmente da un irrisorio +0,4% per gli stranieri.
"Mentre a stento la componente straniera riesce a stare a galla", ha sottolineato Bocca, "spaventa il quasi crollo della clientela italiana, dalla quale ci aspettavamo una ripresa sulla scia sia delle misure economiche adottate dalla Bce sia da quelle varate dal Governo con gli 80 euro in busta paga e l'opzione di avere sempre in busta paga l'anticipo del Tfr".
Una battuta d'arresto che si è tradotta nel calo degli occupati del settore: nel bimestre hanno registrato una flessione dell'1,8% determinato da un -1,6% di occupati a tempo indeterminato e un -2% di quelli a tempo determinato. "Occorre dunque intervenire con urgenza", ha detto Bocca, "con misure che riguardino l'estensione della deduzione dalla base imponibile Irap introdotta dalla legge di stabilità anche con riferimento ai contratti di lavoro stagionali e la revisione della nuova assicurazione sociale per l'impiego (Naspi) che nella sua attuale formulazione comporta una drastica riduzione della copertura assicurativa per i lavoratori soprattutto quelli che verranno impegnati nell'ormai imminente stagiona estiva. "Ma non basta", ha concluso il presidente di Federlberghi, "perché il peso che ha raggiunto la tassazione sugli immobili, nelle sue diverse componenti, è ormai insostenibile. Stimiamo che nel 2014 gli alberghi italiani abbiano pagato circa 893 milioni di euro solo di Imu e Tasi". Sul fronte dei lavoratori, già nel 2013 l'Inps aveva rilevato un calo dell'occupazione del 4,1% rispetto all'anno prima: si tratta di circa 220mila dipendenti, di cui 50mila part time.
"Mentre a stento la componente straniera riesce a stare a galla", ha sottolineato Bocca, "spaventa il quasi crollo della clientela italiana, dalla quale ci aspettavamo una ripresa sulla scia sia delle misure economiche adottate dalla Bce sia da quelle varate dal Governo con gli 80 euro in busta paga e l'opzione di avere sempre in busta paga l'anticipo del Tfr".
Una battuta d'arresto che si è tradotta nel calo degli occupati del settore: nel bimestre hanno registrato una flessione dell'1,8% determinato da un -1,6% di occupati a tempo indeterminato e un -2% di quelli a tempo determinato. "Occorre dunque intervenire con urgenza", ha detto Bocca, "con misure che riguardino l'estensione della deduzione dalla base imponibile Irap introdotta dalla legge di stabilità anche con riferimento ai contratti di lavoro stagionali e la revisione della nuova assicurazione sociale per l'impiego (Naspi) che nella sua attuale formulazione comporta una drastica riduzione della copertura assicurativa per i lavoratori soprattutto quelli che verranno impegnati nell'ormai imminente stagiona estiva. "Ma non basta", ha concluso il presidente di Federlberghi, "perché il peso che ha raggiunto la tassazione sugli immobili, nelle sue diverse componenti, è ormai insostenibile. Stimiamo che nel 2014 gli alberghi italiani abbiano pagato circa 893 milioni di euro solo di Imu e Tasi". Sul fronte dei lavoratori, già nel 2013 l'Inps aveva rilevato un calo dell'occupazione del 4,1% rispetto all'anno prima: si tratta di circa 220mila dipendenti, di cui 50mila part time.