MILANO - "Lavoriamo insieme, almeno in Europa per difendere il made in Italy". Matteo Salvini, leader della Lega Nord, replica così al ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina che lo aveva accusato di essersi eretto a paladino dei "vongolari" dopo che il governo Berlusconi - con la Lega - lo aveva danneggiato in passato: "Sulla vicenda delle vongole - ha detto il ministro - e del rischio che alcuni pescatori possano incappare addirittura nel carcere, se pescano vongole di taglia inferiore a quella prevista dal regolamento europeo, proprio Salvini dovrebbe chiedere scusa ai pescatori".
La querelle riguarda l'adozione del regolamento europeo - che prevede sanzioni per chi pesca vongole di dimensioni inferiori ai 2,5 centimetri - da parte del governo Berlusconi di cui faceva parte anche la Lega: il provvedimento entrò in consiglio l'11 novembre 2011, alla vigilia della dimissioni di Berlusconi da premier e fu poi adottato - senza alcuna modifica - dal governo Monti. D'altra parte è lo stesso Salvini ad ammettere di aver scoperto la questione delle vongole solo un anno fa, "da allora mi sono impegnato a tutti i livelli, ho incontrato i vongolari di mezza italia dal Veneto alle Marche: le sanzioni di cui parliamo sono assurde. Solo pochi giorni fa c'è stato il sequestro di un peschereccio per la pesca delle vongole".
La polemica, infatti, è scoppiata all'inizio di quest'anno quando Salvini ha preso di petto le norme europee sul pescato (regolamento Ue n.1967 sulla gestione sostenibile della pesca) che - ai fini del ripopolamento ittico - impongono misure molto restrittive ed ingenti sanzioni per gli operatori. In particolare, in Italia, chi pesca vongole troppo piccole rischia addirittura il carcere, oltre a sanzioni fino a 4mila euro. Non poco per un mercato, quello dei molluschi, che vale 70 milioni solo nel nostro Paese.
"Quella del governo Berlusconi fu una presa d'atto per adottare un regolamento europeo, ma poi nessuno ha più fatto nulla. Da quando l'ho scoperto ho iniziato una battaglia, ho portato i vongolari dal ministro, ma non ci sto a farmi attaccare da chi ha mantenuto l'Imu agricola. E non ci credo quando l'Europa parla di norme per la tutela dell'ambiente - prosegue Salvini -, ci vietano dragare i fiumi e poi vediamo tutti cosa succede con le alluvioni".
Anche per questo il leader della Lega rilancia l'invito a Martina: "Lavoriamo insieme sulle questioni del made in Italy, sulla tutela dei nostri prodotti. Non mi interessa la lotta politica fine a se stessa. In Europa, adesso comandano i paesi importatori, noi siamo in minoranza: nel Vecchio continente si importa da tutto il mondo e si immettono sul mercato comune prodotti che poi danneggiano la nostra industria. Penso al riso che arriva senza dazi dalla Cambogia o all'accordo fatto dalla Ue con il Marocco per la frutta: hanno messo in ginocchio le produzioni siciliane e il Pd è stato complice, ha votato a favore. Sul tema agricoltura stiamo perdendo sei a zero".
Al di la delle polemiche sui vongolari, però, la Lega apre a un confronto diretto con il governo, soprattutto in vista dell'approvazione del Ttip, l'accordo di libero scambio tra Stati Uniti ed Europa: "Sul tema il Pd è suicida, io vorrei incontrare Martina per parlargli della mozzarella, del formaggio, del riso. In Europa i nostri problemi contano zero, basti pensare alle sanzioni nei confronti della Russia: ci costano un miliardo di esportazioni in meno e mentre noi ne discutiamo in Emilia Romagna ci sono centinaia di forme di parmigiano ferme. Mi piacerebbe lavorare con il ministro, ma almeno l'Imu sui terreni agricoli potevano risparmiarsela, anche perché senza l'export verso la Russia abbiamo un eccesso di produzione che sta distruggendo i nostri produttori".
La querelle riguarda l'adozione del regolamento europeo - che prevede sanzioni per chi pesca vongole di dimensioni inferiori ai 2,5 centimetri - da parte del governo Berlusconi di cui faceva parte anche la Lega: il provvedimento entrò in consiglio l'11 novembre 2011, alla vigilia della dimissioni di Berlusconi da premier e fu poi adottato - senza alcuna modifica - dal governo Monti. D'altra parte è lo stesso Salvini ad ammettere di aver scoperto la questione delle vongole solo un anno fa, "da allora mi sono impegnato a tutti i livelli, ho incontrato i vongolari di mezza italia dal Veneto alle Marche: le sanzioni di cui parliamo sono assurde. Solo pochi giorni fa c'è stato il sequestro di un peschereccio per la pesca delle vongole".
La polemica, infatti, è scoppiata all'inizio di quest'anno quando Salvini ha preso di petto le norme europee sul pescato (regolamento Ue n.1967 sulla gestione sostenibile della pesca) che - ai fini del ripopolamento ittico - impongono misure molto restrittive ed ingenti sanzioni per gli operatori. In particolare, in Italia, chi pesca vongole troppo piccole rischia addirittura il carcere, oltre a sanzioni fino a 4mila euro. Non poco per un mercato, quello dei molluschi, che vale 70 milioni solo nel nostro Paese.
"Quella del governo Berlusconi fu una presa d'atto per adottare un regolamento europeo, ma poi nessuno ha più fatto nulla. Da quando l'ho scoperto ho iniziato una battaglia, ho portato i vongolari dal ministro, ma non ci sto a farmi attaccare da chi ha mantenuto l'Imu agricola. E non ci credo quando l'Europa parla di norme per la tutela dell'ambiente - prosegue Salvini -, ci vietano dragare i fiumi e poi vediamo tutti cosa succede con le alluvioni".
Anche per questo il leader della Lega rilancia l'invito a Martina: "Lavoriamo insieme sulle questioni del made in Italy, sulla tutela dei nostri prodotti. Non mi interessa la lotta politica fine a se stessa. In Europa, adesso comandano i paesi importatori, noi siamo in minoranza: nel Vecchio continente si importa da tutto il mondo e si immettono sul mercato comune prodotti che poi danneggiano la nostra industria. Penso al riso che arriva senza dazi dalla Cambogia o all'accordo fatto dalla Ue con il Marocco per la frutta: hanno messo in ginocchio le produzioni siciliane e il Pd è stato complice, ha votato a favore. Sul tema agricoltura stiamo perdendo sei a zero".
Al di la delle polemiche sui vongolari, però, la Lega apre a un confronto diretto con il governo, soprattutto in vista dell'approvazione del Ttip, l'accordo di libero scambio tra Stati Uniti ed Europa: "Sul tema il Pd è suicida, io vorrei incontrare Martina per parlargli della mozzarella, del formaggio, del riso. In Europa i nostri problemi contano zero, basti pensare alle sanzioni nei confronti della Russia: ci costano un miliardo di esportazioni in meno e mentre noi ne discutiamo in Emilia Romagna ci sono centinaia di forme di parmigiano ferme. Mi piacerebbe lavorare con il ministro, ma almeno l'Imu sui terreni agricoli potevano risparmiarsela, anche perché senza l'export verso la Russia abbiamo un eccesso di produzione che sta distruggendo i nostri produttori".