Economia

Banche: "Segnali positivi per i prestiti". Ma i finanziamenti sono ancora in calo

Il rapporto dell'Abi mostra l'incremento dei nuovi finanziamenti a imprese e famiglie nel primo trimestre, ma il valore assoluto dei prestiti aperti segna ancora una variazione negaiva: -0,8% annuo ad aprile. Tassi ai minimi storici con le manovre Bce, anche quelli dei mutui giù al 2,64%

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MILANO - Le banche italiane celebrano i "segnali positivi" sul fronte delle nuove erogazioni di denaro a famiglie e imprese. E' la stessa Abi, l'associazione che rappresenta gli istituti del credito, a sottolinearli nel suo rapporto mensile. Il documento cita espressamente quei "segnali positivi", che "emergono per le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione rappresentativo di banche (78 banche che rappresentano circa l’80% del mercato) i finanziamenti alle imprese hanno segnato nel primo trimestre del 2015 un incremento di circa il +8,1% sul corrispondente trimestre dell’anno precedente (gennaio-marzo 2014). Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili sempre nello stesso trimestre si è registrato un incremento annuo di +50,4% rispetto al medesimo trimestre dello scorso anno. Nell'analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del +8,6%".

Queste nuove operazioni, però, che non riescono ad invertire ancora il trend negativo per quanto riguarda la massa complessiva di prestiti verso le famiglie e le imprese. Ancora il mese scorso, infatti, il totale dei finanziamenti si è contratto: -0,8% nei confronti di aprile 2014. La ferita si è ristretta, se si pensa che il dato era -1% il mese precedente e -4,5% nel novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo, ma non è ancora chiuso. "Questo di aprile 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da maggio 2012", ha comunque modo di dire l'Abi. "Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.825,8 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.407 miliardi di euro".

L'abbassarsi degli spread a seguito del Quantitative easing della Bce ha portato in basso anche i tassi: quello medio sui prestiti è al 3,54% (minimo storico), quello dei mutui per la casa al 2,64% (minimi dal settembre 2010, era al 5,72% a fine 2007).

Nonostante il miglioramento del quadro economico, con i primi germogli di fragile ripresa, "la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate a marzo 2015 pari a quasi 190 miliardi, dai 187,3 di febbraio 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 9,8% a marzo 2015 (8,6% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 16,6% per i piccoli operatori economici (14,6% a marzo 2014; 7,1% a fine 2007), il 16,7% per le imprese (14% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,1% per le famiglie consumatrici (6,4% a marzo 2014; 2,9% a fine 2007)". Le sofferenze nette registrano a marzo 2015 un lieve aumento, passando da 79,3 miliardi di febbraio a 80,9 miliardi di marzo.