Economia

Le Borse tirano il fiato in attesa della Federal Reserve

I mercati del Vecchio continente danno per scontato l'accordo tra Grecia e creditori nonostante Atene minacci di non pagare l'Fmi e apprezzano la soluzione italiana al problema delle pensioni. Milano spunta il +0,25% finale, euro in calo. Attesa per i verbali dell'ultima riunione della Fed: gli addetti ai lavori cercano di fare chiarezza sul momento del rialzo dei tassi

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MILANO - Pausa di riflessione sui mercati del Vecchio continente dopo il rally della vigilia. Gli investitori restano in attesa di un accordo alla nuova tranche di aiuti per la Grecia, per il quale si potrebbero registrare sviluppi nel vertice Ue di domani a Riga, e registrano la soluzione trovata dall'Italia sullo spinoso caso del rimborso delle pensioni, dopo la sentenza della Consulta che ha cancellato la norma che bloccava le perequazioni. Aspettando questi sviluppi, l'attenzione si sposta verso gli Stati Uniti.

Insomma la minaccia di Atene di non rimborsare - il prossimo 5 giugno - il Fmi per il momento non spaventa le Borse convinti che il premier greco Tsipras troverà un'intesa complessiva. I mercati, quindi si concentrano su questa sera, quando saranno pubblicati i verbali dell'ultima riunione di aprile della Federal Reserve. Gli addetti ai lavori cercano di capire quali siano le intenzioni della Fed in materia di politica economica. E' chiaro che la banca centrale americana dovrà tornare ad alzare i tassi per la prima volta dal 2006, ma c'è molta incertezza su quando accadrà.

In molti si aspettano che il governatore Janet Yellen temporeggi fino alla parte finale del 2015 o addirittura all'inizio del 2016. Altri tuttavia dicono che una stretta monetaria potrebbe verificarsi prima di quanto previsto dal mercato se l'economia americana accelererà. Una prova che corrobora quest'ultima tesi è arrivata ieri con il dato sull'avvio dei nuovi cantieri, balzati ad aprile sui massimi del 2007. D'altra parte il contesto economico sta migliorando a livello globale.

Nel primo trimestre dell'anno l'economia giapponese è cresciuta dello 0,6% rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno e del 2,6% sullo stesso periodo del 2014: i consumi privati, ha reso noto l'Ufficio di gabinetto, hanno registrato un rialzo dello 0,4%. Il dato annunciato del governo è superiore alle attese degli analisti. Un dato che ha spinto la Borsa di Tokyo a chiudere in rialzo dello 0,85% a quota 20.196,56 punti, ai massimi da 15 anni.

A Milano Piazza Affari gira in rialzo e riesce a spuntare il +0,25% finale dopo una mattinata debole, in linea con le altre Ue. Francoforte (-0,04%) termina piatta, Londra (+0,17%) e Parigi (+0,31%) in cauto rialzo e Atene chiude in calo dello 0,71%. Mps viene di nuovo sospesa per eccesso di ribasso, con il titolo che scivola alla fine della giornata sotto quota 10 euro (-6,5%). Lo spread si muove poco sopra la soglia di 120 punti, con i titoli di Stato italiani che rendono l'1,85%. Nel frattempo, l'aumento delle operazioni di acquisto di titoli della Bce nei mesi di maggio e di giugno, comunicato ieri dal consigliere esecutivo dell'Eurotower, Benoit Coeure, frena l'andamento dell'euro, che arriva a infrangere al ribasso la soglia di 1,11 dollari ai minimi da tre settimane. Sul fronte macroeconomico si registrano i prezzi alla produzione in Germania in linea con le attese ad aprile: su base mensile si è registrata una crescita pari allo 0,1% (come a marzo), mentre rispetto ad aprile 2014 i prezzi hanno segnato un calo dell'1,5% (da -1,7% di marzo).

Per Wall Street chiusura contrastata, col Dow Jones che perde lo 0,15%, il Nasdaq che guadagna lo 0,03% e l'indice S&P500 in calo dello 0,09%. Le richieste di mutui negli Stati Uniti sono calate nell'ultima settimana dell'1,5% a quota 406,5 punti. Oggi - come detto - trader e gestori andranno alla ricerca di possibili indicazioni nei verbali della riunione di aprile della Fed. Intanto si registra l'ennesimo patteggiamento delle grandi banche internazionali che versano una multa plurimiliardaria per la manipolazione del Forex.

Sul fronte delle materie prime le quotazioni del petrolio sono in aumento a New York, dove alla chiusura dei mercati europei il Wti registra una crescita di un punto percentuale circa in area 58,6 dollari al barile. Nella settimana conclusa il 15 maggio le scorte di petrolio sono scese di 2,674 milioni di unità a 482,165 milioni, mentre gli analisti attendevano un calo di 1,1 milioni di barili, dopo il ribasso di 2,19 milioni di unità precedente. Dopo la debolezza asiatica, recupera terreno anche l'oro: tratta in area 1.211 dollari l'oncia.