MILANO - Francesco Bellavista Caltagirone sarà processato per evasione fiscale. Per la procura di Roma è responsabile di una maxifronde da 162 milioni di euro alle casse dello Stato, mentre per il fisco l'imprenditore risultava praticamente nullatenente. Bellavista Caltagirone è stato dune rinviato a giudizio, assieme ad altre 15 persone, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale. Lo ha deciso il gip di Roma, Annamaria Gavoni, fissando il processo al prossimo 3 dicembre.
Le indagini hanno consentito di portare alla luce una galassia societaria costituita da cinquanta imprese con sede formale non in Italia e presenti in Lussemburgo, a Cipro, nel Principato di Monaco, a Madeira, in Francia ed in numerosi 'paradisi fiscali' oltreoceano (tra cui le Isole Vergini Britanniche e le Antille Olandesi), per lo più utilizzate dall'imprenditore per l'intestazione di beni mobili ed immobili sia in Italia che all'estero, nella esclusiva disponibilità sua e dei familiari. L'evasione fiscale si realizzava attraverso l'emissione di false fatture per operazioni in realtà mai eseguite e di una decina episodi di omessa dichiarazione dei redditi tra il 2007 e il 2010.
Le indagini hanno consentito di portare alla luce una galassia societaria costituita da cinquanta imprese con sede formale non in Italia e presenti in Lussemburgo, a Cipro, nel Principato di Monaco, a Madeira, in Francia ed in numerosi 'paradisi fiscali' oltreoceano (tra cui le Isole Vergini Britanniche e le Antille Olandesi), per lo più utilizzate dall'imprenditore per l'intestazione di beni mobili ed immobili sia in Italia che all'estero, nella esclusiva disponibilità sua e dei familiari. L'evasione fiscale si realizzava attraverso l'emissione di false fatture per operazioni in realtà mai eseguite e di una decina episodi di omessa dichiarazione dei redditi tra il 2007 e il 2010.