MILANO - Una tassa sui prelievi ai bancomat e uno scudo fiscale per far rientrare i capitali depositati illegalmente all'estero con un'imposta del 15%. E' uno dei punti contenuti nel piano che la Grecia presenterà ai creditori per aver il via libera alla nuova tranche di aiuti con la quale Atene ha intenzione di rimborsare il prestito con l'Fmi in scadenza il prossimo 5 giugno. Iniziano quindi a circolare i dettagli del piano di riforme che il governo Tsipras presenterà ai creditori: le parti restano lontane su molti temi, dalle pensioni al costo del lavoro, ma il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, cerca di ridurre le distanze con una vera e propria caccia agli evasori. L'imposta sui prelievi, infatti, servirebbe a disincentivare l'utilizzo del contante per favorire le transazioni digitali.
Sulla questione è voluto intervenire anche il presidente del consiglio Matteo Renzi, da Ballarò, la trasmissione di Rai Tre: "Speriamo che le cose in Grecia migliorino, sono abbastanza convinto che ci siano le condizioni per fare l'accordo. Anche se non ci fosse l'accordo non ci sarebbe alcun rischio per il contribuente o il correntista italiano".
Atene comunque si prepara a fare marcia indietro dopo l'allarme lanciato dal ministro dell'Interno Nikos Voutsis secondo cui il Paese non avrebbe i soldi per pagare pensioni e salari e insieme far fronte a 1,6 miliardi di scadenze di prestiti da restituire al Fmi nel mese di giugno. Già ieri il portavoce del governo, Gabriel Sakellaridis aveva precisato: "Sulla base dei nostri problemi di liquidità abbiamo una necessità imperativa di raggiungere l'accordo il prima possibile. Pagheremo i nostri impegni come meglio potremo".
All'inizio della giornata, Varoufakis aveva anche detto che l'attuale sistema di tassazione degli autoveicoli è "anacronistico e obsoleto" e aveva osservato che avranno presto inizio i colloqui con i rappresentanti del settore allo scopo di concordare la migliore soluzione possibile. Un primo incontro fra le parti è stato fissato per venerdì prossimo.
I creditori, però, restano alla finestra consapevoli del fatto che il tempo stia per scadere "e senza un accordo con i creditori la Grecia non otterrà alcun nuovo finanziamento" ha detto al quotidiano tedesco Bild il direttore del fondo salva-Stati europeo (Esm), Klaus Regling: "Stiamo lavorando giorno e notte per un'intesa, c'è il rischio di insolvenza e tanti rischi ad esso collegati". Secondo il capo dell'Esm, "anche un mancato pagamento al Fondo Monetario Internazionale sarebbe pericoloso perchè avrebbe effetti su altri creditori come noi - ha detto - e poi i fondi di salvataggio possono essere estesi solo con l'implementazione delle riforme".
Anche per questo oggi Varoufakis ha detto: "Il prossimo 5 giugno la Grecia pagherà la rata del prestito Fmi perché per allora sarà stato raggiunto un accordo con i creditori internazionali". Uno dei meccanismi individuati dovrebbe proprio essere lo scudo insieme alla tassa sui prelievi al bancomat. Un'apertura importante dopo che ieri il ministro delle Finanze aveva attaccato: "Il problema non sono le riforme, ma l'austerity che vogliono imporre alla Grecia. In questo modo una ripresa è impossibile".
Sulla questione è voluto intervenire anche il presidente del consiglio Matteo Renzi, da Ballarò, la trasmissione di Rai Tre: "Speriamo che le cose in Grecia migliorino, sono abbastanza convinto che ci siano le condizioni per fare l'accordo. Anche se non ci fosse l'accordo non ci sarebbe alcun rischio per il contribuente o il correntista italiano".
Atene comunque si prepara a fare marcia indietro dopo l'allarme lanciato dal ministro dell'Interno Nikos Voutsis secondo cui il Paese non avrebbe i soldi per pagare pensioni e salari e insieme far fronte a 1,6 miliardi di scadenze di prestiti da restituire al Fmi nel mese di giugno. Già ieri il portavoce del governo, Gabriel Sakellaridis aveva precisato: "Sulla base dei nostri problemi di liquidità abbiamo una necessità imperativa di raggiungere l'accordo il prima possibile. Pagheremo i nostri impegni come meglio potremo".
All'inizio della giornata, Varoufakis aveva anche detto che l'attuale sistema di tassazione degli autoveicoli è "anacronistico e obsoleto" e aveva osservato che avranno presto inizio i colloqui con i rappresentanti del settore allo scopo di concordare la migliore soluzione possibile. Un primo incontro fra le parti è stato fissato per venerdì prossimo.
I creditori, però, restano alla finestra consapevoli del fatto che il tempo stia per scadere "e senza un accordo con i creditori la Grecia non otterrà alcun nuovo finanziamento" ha detto al quotidiano tedesco Bild il direttore del fondo salva-Stati europeo (Esm), Klaus Regling: "Stiamo lavorando giorno e notte per un'intesa, c'è il rischio di insolvenza e tanti rischi ad esso collegati". Secondo il capo dell'Esm, "anche un mancato pagamento al Fondo Monetario Internazionale sarebbe pericoloso perchè avrebbe effetti su altri creditori come noi - ha detto - e poi i fondi di salvataggio possono essere estesi solo con l'implementazione delle riforme".
Anche per questo oggi Varoufakis ha detto: "Il prossimo 5 giugno la Grecia pagherà la rata del prestito Fmi perché per allora sarà stato raggiunto un accordo con i creditori internazionali". Uno dei meccanismi individuati dovrebbe proprio essere lo scudo insieme alla tassa sui prelievi al bancomat. Un'apertura importante dopo che ieri il ministro delle Finanze aveva attaccato: "Il problema non sono le riforme, ma l'austerity che vogliono imporre alla Grecia. In questo modo una ripresa è impossibile".