TRENTO - Partito per incontrare il contingente militare in Afghanistan, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha lasciato il compito di difendere l'opera del Governo ai due ministri ospiti del Festival dell'Economia di Trento. Prima Giuliano Poletti, titolare del Welfare e tra i padri del Jobs Act, poi Pier Carlo Padoan, primo controllore dei conti pubblici, hanno cercato di spostare il tiro per quanto loro possibile: dalle polemiche per il calo dei consensi nelle tornata di elezioni regionali rispetto alle europee al rilancio della agenda "riformista" di Palazzo Chigi.
"Il governo non può che rispondere con il lavoro di tutti i giorni e con la sua azione sui nuovi provvedimenti: i prossimi riguarderanno i decreti attuativi per il Jobs Act, la riforma della giustizia civile, della pubblica amministrazione e della scuola". In altre parole, il ministro dell'Economia ha voluto sottolineare che la fiducia dei cittadini, venuta un po' meno in questi mesi se si guarda al voto del fine settimana, tornerà con l'apposizione di nuove riforme. Tra cui anche quella della mini-riforma della legge Fornero. Padoan ha confermato che è all'ordine del giorno: "Ci stiamo lavorando e stiamo valutando diverse soluzioni. Pensiamo a una formula di flessibilità in uscita in cambio di una piccola riduzione dell'assegno pensionistico, per favorire l'ingresso delle giovani generazioni nel mondo del lavoro. Questo potrebbe comportare un costo per i conti pubblici che va redistribuito". Poi rispondendo a una domanda sulla sentenza della Consulta sulla rivalutazione delle pensioni, ci tiene a sottolineare un concetto: "Sia chiaro che i veri diritti acquisiti sono quelli ottenuti con il contributivo".
In ogni caso, Padoan si è detto fiducioso sui primi segnali di ripresa economica dell'Italia. Non solo, per il dato congiunturale della crescita del Pil, ma per la crescita degli investimenti esteri. Per cui, il risultato elettorale non influirà sulla credibilità del Governo. Soprattutto se proseguirà sulla strada di quelle riforme che hanno come sentito i ritorno dei capitali esteri. Le prossime, in questo senso, saranno contenute nel decreto concorrenza.
Altri due provvedimenti che potrebbero concretizzarsi a breve riguardano le banche e la pubblica amministrazione. Nel primo caso, Padoan ha garantito un provvedimento sulla cosiddetta Bad Bank, il contenitore per i debiti incagliati delle banche italiane. Allo stesso modo, si sta lavorando per allentare il patto di stabilità con i Comuni e le Regioni "in modo che non sia una revisione uguale per tutti ma che favorisca gli enti più virtuosi".
"Il governo non può che rispondere con il lavoro di tutti i giorni e con la sua azione sui nuovi provvedimenti: i prossimi riguarderanno i decreti attuativi per il Jobs Act, la riforma della giustizia civile, della pubblica amministrazione e della scuola". In altre parole, il ministro dell'Economia ha voluto sottolineare che la fiducia dei cittadini, venuta un po' meno in questi mesi se si guarda al voto del fine settimana, tornerà con l'apposizione di nuove riforme. Tra cui anche quella della mini-riforma della legge Fornero. Padoan ha confermato che è all'ordine del giorno: "Ci stiamo lavorando e stiamo valutando diverse soluzioni. Pensiamo a una formula di flessibilità in uscita in cambio di una piccola riduzione dell'assegno pensionistico, per favorire l'ingresso delle giovani generazioni nel mondo del lavoro. Questo potrebbe comportare un costo per i conti pubblici che va redistribuito". Poi rispondendo a una domanda sulla sentenza della Consulta sulla rivalutazione delle pensioni, ci tiene a sottolineare un concetto: "Sia chiaro che i veri diritti acquisiti sono quelli ottenuti con il contributivo".
In ogni caso, Padoan si è detto fiducioso sui primi segnali di ripresa economica dell'Italia. Non solo, per il dato congiunturale della crescita del Pil, ma per la crescita degli investimenti esteri. Per cui, il risultato elettorale non influirà sulla credibilità del Governo. Soprattutto se proseguirà sulla strada di quelle riforme che hanno come sentito i ritorno dei capitali esteri. Le prossime, in questo senso, saranno contenute nel decreto concorrenza.
Altri due provvedimenti che potrebbero concretizzarsi a breve riguardano le banche e la pubblica amministrazione. Nel primo caso, Padoan ha garantito un provvedimento sulla cosiddetta Bad Bank, il contenitore per i debiti incagliati delle banche italiane. Allo stesso modo, si sta lavorando per allentare il patto di stabilità con i Comuni e le Regioni "in modo che non sia una revisione uguale per tutti ma che favorisca gli enti più virtuosi".